Attualità 2 Settembre 2026

Disabilità, lettera sulla tragedia di Pietralata

Livorno 2 settembre 2026

Lutto-foto-freepik

La notizia dell’uccisione della bambina con disabilità di cinque anni e della morte dei genitori ha fatto il giro del mondo  ed il pianeta  social ha espresso tutto ciò che porta like ma non soluzioni. Io ritengo quel gesto un gesto di amore .

Quando l’angoscia di non essere eterno ti assale… Quando il senso di inutilità prende il sopravvento, quando tutto ciò che fai e sei sembra non bastare mai, quando il tuo orologio segna solo quell’ora ogni giorno , quando non hai una meta diversa da raggiungere ma solo resistere vicino a tua figlia con disabilità il peso della “condanna” diventa insostenibile.

Ci sono giorni in cui  riesci a farti scaldare dal sole ma moltissimi sono i giorni neri e freddi… non puoi concederti un raffreddore, una gamba rotta, un tumore od una stupido mal di pancia… nessun lusso del genere quando sei genitore di un figlio con disabilità… anche dormire non è così semplice.

Il mondo intorno a te si muove, gli amici hanno figli che presto o tardi spiccheranno  il volo mentre una catena ben saldata a terra lega il tuo con disabilità ad un domani impossibile.

Tu genitore conosci la grandezza del tuo amore per quel figlio … una speranza potrebbe essere quella di lasciarlo in eredità a suo fratello che non vive tale condizione assieme alla casa…

Direttore hai mai parlato con un genitore che ha un figlio con disabilità? Viste le sue rughe? Conosci il dolore di festeggiare un compleanno senza “piccoli amici”? Quella sua solitudine che avverti ingiusta … un amico per lui o lei non lo puoi neppure comprare… La corsa alle terapie, all’approvvigionamento dei sondino particolare, il carrello con una montagna di materiale sanitario che è orami diventato arredamento di casa… ogni mese che viene…ogni mese che Dio ti mette davanti  … Il terrore che salti la connessione e che ti scolleghi dalle telecamere mentre non hai la giornata 104/92… la corrente elettrica che alimenta respiratori, aspiratori …

Una strana vita quella di dover stare nel mondo portandosi dentro un peso che combatti sorridendo… partecipando alle feste delle altre lauree… che fatica condividere le altrui conquiste quando le tue sono Basic perchè la tua più grande è quella che anche oggi respira meglio o non si è ferita con un coltello o che serena riesce a convivere con tanta solitudine. Infinite le parole al telefono della mamma di M ormai ultra ottantenne sola che non ha una soluzione per :” Come posso sistemarlo, a chi lo lascio, come faccio a morire?”…

Nessuno ha colpa , questo è il momento in cui non c’è spazio per la serietà delle cose…basta un reel per fare politica, per avere consensi … mondo ultraveloce che consuma … in quell’angolo di mondo dove non è entrata la modernità  i tempi sono lenti, i movimenti sono lenti, il tempo scorre con ritmi diversi … i sentimenti sono privi di fronzoli, i legami sono antichi e necessitano di onestà, verità, coraggio… il dialogo deve essere sincero, come le  promesse inequivocabilmente vere .. come la condivisione … Da quelle finestre passa tutto e lo spiffero più gelido è quello della distanza tra chi fa politica e la tua condizione. Nella modernità di un mondo veloce la politica non ha tempo di restare vicina a chi ha provato a chiedere aiuto con le mille mail o telefonate … e che per tante volte ha espresso chiaramente che “soli non riusciamo farcela”…

Credo che sarebbe opportuno lasciar perdere sms e messaggini, mail e pec, doveroso restare nudi davanti a quelle richieste e saper rispondere con fatti, con promesse eterne… Ma chi ha amore per un figlio con disabilità ,  consapevole che nessuno mai amerà tuo figlio disabile quanto te … quello non è stato un gesto disperato ma di amore.

Fabrizio Torsi

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