“Doppio incarico in partecipate” Palumbo (FdI) replica a Salvetti e Ferroni: “spiegazioni evasive e nessun imbarazzo sulla grave inopportunità del doppio ruolo”
Livorno 21 ottobre 2026
Livorno, continua lo scontro sulle nomine nelle partecipate: Palumbo replica a Salvetti e Ferroni
Le cariche ricoperte dal commercialista Claudio Puccetti, già revisore dei conti della Fondazione LEM e amministratore unico di Farma.Li., hanno acceso il confronto politico a Livorno. A sollevare la questione è stato Alessandro Palumbo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Bilancio e Patrimonio, che ha contestato la compatibilità degli incarichi e parla di una situazione di «inopportunità», chiedendo al sindaco Luca Salvetti di sollecitare le dimissioni di Puccetti dalla carica di revisore.
Alle accuse hanno risposto direttamente il sindaco Salvetti e l’assessora alle Partecipate Viola Ferroni, che contestano le ricostruzioni del consigliere sia sul piano normativo sia su quello amministrativo. I due esponenti della giunta precisano, inoltre, che Puccetti ha concluso da oltre quattro mesi il mandato alla Fondazione LEM e che al suo posto è già operativo un nuovo revisore. Palumbo però replica “Da Salvetti e Ferroni spiegazioni evasive e nessun imbarazzo sulla grave inopportunità del doppio ruolo”.
La replica del consigliere comunale Palumbo (FdI):
“Intervengo a seguito delle spiegazioni fornite dal Sindaco Salvetti e dall’Assessore Ferroni, sempre molto nervosi e scomposti quando si denunciano situazioni a dir poco anomale. Ma si sa, “se vuoi fare come ti pare, vieni a Livorno”.
Partiamo col chiarire che in un ente locale e nelle sue società partecipate e controllate, contano gli atti, soprattutto quelli pubblicati in Amministrazione Trasparente. In questo caso quella della LEM, dove l’ultimo documento visionabile fino a stamattina (ora rimosso) mostrava Puccetti revisore con incarico in scadenza al dicembre 2028. Bene se è stato sostituito dopo quasi due anni di doppio ruolo, un pò meno che di ciò non vi sia traccia, e che la documentazione presente mostri tutt’altro che una “naturale scadenza del mandato”. Chiederò comunque il verbale dell’assemblea come ulteriore elemento di chiarezza.
Secondo, è vero che l’art. 2399 del Codice Civile, unico citato per sintesi, si riferisce alle sole società, ma sono il Sindaco e l’Assessore ad essere approssimativi se si dimenticano, o se fanno finta di dimenticare, che per i revisori delle fondazioni costituite da un ente pubblico e col suo controllo dominante, il divieto di assumere altri incarichi attraverso il Comune è disciplinato in modo rigoroso sia sul versante del TUEL (art. 236 comma 3), sia dalle normative ANAC che dal Codice del Terzo Settore che fa da riferimento per le fondazioni. Vi sono diversi pareri e sentenze che chiariscono questo aspetto, e la ratio della norma risiede banalmente nell’esigenza di garantire che colui che è incaricato delle funzioni di controllore resti davvero indipendente, senza rischiare di essere condizionato da legami o situazioni col controllato che ne possano compromettere l’obiettività.
Respingo come terzo punto anche l’accusa di mancanza di rispetto verso la categoria dei revisori, ed il compenso per l’attività svolta, ma che deve essere sempre al di sopra di ogni dubbio, che invece si presenta se oltre al compenso di 4500€ come revisore della Fondazione LEM, si aggiunge anche un compenso di 15.000€ come amministratore unico di una partecipata in-house (FarmaLI). Una situazione, in ripetiamo, mantenuta per quasi due anni. Da qui l’espressione provocatoria “controllore stipendiato dal controllato”, essendo sempre risorse dell’ente e un’altra carica soggetta a nomina e revoca del Sindaco.
Come ultima osservazione, leggendo il Codice Etico della professione e le sue linee guida, lancio una riflessione su un’incompatibilitá anche deontologica, ma questa è una valutazione che rimetto alla categoria dei Commercialisti e degli Esperti Contabili, magari al Consiglio di Disciplina, nel quale tra l’altro risulta componente anche l’ex revisore della LEM.
In conclusione, resto allibito dalla disinvoltura con cui si fanno le nomine nelle partecipate, senza badare minimamente all’opportunità politica, ma rassicuro il Sindaco e l’Assessore sul fatto che le mie energie siano pienamente dedicate ai problemi della città, e tra questi continueranno ad esserci le situazioni che vanno contro un certo modello di etica pubblica, soprattutto quando si governa”.
Alessandro Palumbo
Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Bilancio e Patrimonio
