Eventi 19 Maggio 2021

Due giornate di eventi in ricordo di Armando Picchi

Armando_Picchi_con_la_maglia_dell'InterLivorno, 18 maggio 2021

A 50 anni dalla morte di Armando Picchi, il Comune di Livorno ricorda il grande campione livornese con due giornate di eventi.

La presentazione ufficiale giovedì 20 maggio alle ore 11,00 nel corso di una conferenza stampa in Sala Cerimonie a Palazzo Comunale.

Ad illustrare l’evento il sindaco Luca Salvetti, in collegamento online Leo Picchi e Massimo Moratti, Tito Neri, Alessandro Brucioni e Michele Crestacci.

Armando Picchi è nato a Livorno il 20 giugno del 1935 ed era cresciuto a Vada, una frazione del comune di Rosignano Marittimo.

Iniziò a giocare a calcio seguendo le orme del fratello maggiore, Leo.

Era legato a Francesca, dalla quale ha avuto due figli, Leo e Gianmarco.

È deceduto il 26 maggio 1971, poco prima di compiere 36 anni, a causa di un tumore alla colonna vertebrale.

Il giorno dei funerali, che si svolsero in forma pubblica nonostante il volere contrario della famiglia; ci fu una partecipazione commossa da parte di tutta la cittadinanza livornese.

Un mese dopo la morte venne istituito in suo onore il Torneo Picchi.

Nel 1990 gli è stato intitolato lo stadio comunale di Livorno

Armando Picchi  è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.

È considerato uno dei migliori liberi nella storia del calcio italiano.

 

Ha iniziato la sua carriera tra le file del Livorno, dov’è rimasto per cinque anni (dal 1954 al 1959) affermandosi come terzino destro, prima di trasferirsi alla SPAL.

Nel 1960 è approdato all’Inter, dove ha iniziato a ricoprire il ruolo di libero

Ha militato nell’Inter fino al 1967 collezionando in totale 257 presenze e 2 reti; da capitano (succedendo a Bruno Bolchi nel 1962) ha conquistato tre campionati italiani nonché due Coppe dei Campioni e altrettante Coppe Intercontinentali.

Ha concluso la sua carriera nel 1969 giocando per il Varese.

Da tecnico ha guidato dapprima il Varese (nella doppia veste di allenatore e giocatore) e poi, una volta terminata definitivamente l’attività agonistica, il Livorno.

Nel 1970 è chiamato dalla Juventus, che ha guidato con buoni risultati fino alla prematura morte, avvenuta nel 1971.

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