Effetto Venezia: quando l’accessibilità diventa buona organizzazione. La lettera
Livorno 4 agosto 2026 Effetto Venezia: quando l’accessibilità diventa buona organizzazione
Lettera aperta alla Fondazione LEM, al Comune di Livorno e alla direttrice artistica di Effetto Venezia, Grazia Di Michele
In questi mesi si è parlato molto, a livello nazionale, delle difficoltà che le persone con disabilità incontrano per partecipare a concerti ed eventi. Per questo motivo ritengo sia altrettanto importante raccontare quando, invece, le cose funzionano.
Sabato scorso ho partecipato al concerto di Ditonellapiaga, nell’ambito di Effetto Venezia, insieme a mia figlia, che si muove in sedia a rotelle elettronica.
Nei giorni precedenti all’evento ho contattato la Fondazione LEM e alcuni assessorati del Comune di Livorno per avere informazioni sull’accessibilità: come raggiungere l’area del concerto, la presenza di una zona riservata alle persone con disabilità, il percorso più sicuro per arrivare all’area in mezzo alla folla, i parcheggi dedicati e tutti quegli aspetti organizzativi che, troppo spesso, vengono trascurati.
Ho trovato persone disponibili, competenti e perfettamente coordinate. Ogni domanda ha ricevuto una risposta chiara e precisa. La sera del concerto tutto si è svolto esattamente come era stato spiegato: accessi, accoglienza, spazi riservati e assistenza hanno dimostrato che dietro c’era un’organizzazione attenta e ben pianificata.
Ed è proprio questo il punto.
L’accessibilità non dipende soltanto dalla presenza di una rampa o di un’area dedicata. È il risultato di un lavoro di progettazione, coordinamento e attenzione ai dettagli. Quando tutto questo c’è, una persona con disabilità può partecipare a un evento come chiunque altro, senza incontrare ostacoli che potrebbero essere evitati.
L’esperienza di Effetto Venezia dimostra che organizzare eventi realmente accessibili è possibile. Non servono soluzioni straordinarie, ma competenza, sensibilità e la volontà di considerare l’accessibilità come un elemento essenziale della qualità di una manifestazione.
Per questo mi auguro che quanto realizzato a Livorno possa diventare un modello da prendere come riferimento anche da altri organizzatori in tutta Italia.
Rivolgo inoltre un invito alla direttrice artistica Grazia Di Michele. L’esperienza maturata con Effetto Venezia potrebbe rappresentare la base per promuovere un confronto nazionale sull’accessibilità degli eventi culturali e musicali. Sarebbe importante mettere a disposizione di altri organizzatori le buone pratiche adottate a Livorno, affinché possano essere replicate e diventare uno standard, anziché un’eccezione.
Quando le cose non funzionano è giusto denunciarlo. Ma quando funzionano è altrettanto doveroso riconoscerlo.
Perché è proprio dagli esempi positivi che può nascere un cambiamento concreto.
Daniele Novelli Casarelli
Già componente del Direttivo Nazionale dell’Associazione Famiglie SMA
