Cronaca 17 Ottobre 2026

Faldo, Lega: “18 lavoratori lasciati a casa, il lavoro buono dalla sinistra si ferma agli slogan”

Livorno 17 ottobre 2026

La Lega incontra sindacati e lavoratori a Vicarello. CISL e UIL: «Solo la Lega ci ha dato voce». Giani e amministrazioni locali chiamati a rispondere sul silenzio denunciato durante la vertenza.

Collesalvetti, 16 ottobre 2026 – La Lega incontra CISL, UIL e i lavoratori dell’autoparco Il Faldo per chiedere chiarezza sulla vertenza e una soluzione per le diciotto persone rimaste senza occupazione. Alla Sala delle Colonne di Vicarello, l’incontro pubblico “La verità sul Faldo” organizzato dal Segretario della Lega Collesalvetti, Laura Petreccia, ha riunito il segretario provinciale Carlo Ghiozzi, il senatore Manfredi Potenti, il capogruppo a Collesalvetti Massimo Petri, i rappresentanti sindacali Massimo Marino della UIL Trasporti e Uliano Baldini della FIT CISL e una delegazione di lavoratori.

«Abbiamo voluto questo incontro per ascoltare direttamente sindacati e lavoratori e portare le loro richieste davanti alle istituzioni – dichiara Ghiozzi –. Diciotto persone hanno perso stipendio e sicurezza, mentre troppe domande restano senza risposta. Il “lavoro buono” non può essere uno slogan da esibire nei documenti e dimenticare quando ci sono famiglie che chiedono aiuto».

Il riconoscimento dell’impegno della Lega è arrivato dagli stessi sindacalisti. Baldini ha dichiarato che nessun altro partito li avrebbe contattati per approfondire quanto accaduto, ringraziando Ghiozzi, Potenti e Petri per essersi esposti in prima persona. Marino ha ribadito: «L’unico partito che ci ha dato voce è la Lega», sottolineando il rischio che la vertenza finisse nel dimenticatoio.

«Sono parole che dovrebbero far riflettere chi rivendica da sempre di rappresentare il mondo del lavoro – incalza Ghiozzi –. CISL e UIL hanno trovato nella Lega un interlocutore disposto ad ascoltarli e ad agire, dai Comuni fino al Parlamento. La sinistra spieghi il silenzio denunciato dai sindacalisti e le risposte che ancora mancano».

Marino e Baldini hanno contestato l’accordo sottoscritto dalla FILT CGIL con l’azienda, denunciando l’esclusione delle proprie organizzazioni dal percorso e chiedendo chiarezza sui criteri di scelta del personale. Secondo i due rappresentanti sindacali, esistevano strumenti, anche attraverso gli ammortizzatori sociali, per salvaguardare tutti i posti di lavoro. Hanno inoltre sottolineato che le attività al Faldo continuano, anche mediante appalti.

«Se il lavoro continua, perché diciotto persone sono rimaste fuori? Chi ha deciso e con quali criteri? – domanda Ghiozzi –. La libertà sindacale deve essere garantita: nessun lavoratore deve percepire la scelta di una tessera come una condizione per avere un futuro occupazionale».

Duro l’attacco alla Regione. Baldini ha riferito di tre richieste di incontro indirizzate al presidente Eugenio Giani, rimaste senza risposta. CISL e UIL hanno inoltre denunciato che l’intesa raggiunta verbalmente al tavolo regionale del 5 giugno 2025 sarebbe stata disconosciuta dall’azienda poche ore dopo.

«Giani trovi il tempo di rispondere anche a questi lavoratori – prosegue Ghiozzi –. Le passerelle non pagano le bollette e i proclami non restituiscono uno stipendio. La Regione chiarisca cosa è accaduto al proprio tavolo e cosa intende fare adesso».

Ghiozzi ha ricordato anche l’interpellanza presentata a giugno al Comune di Livorno, denunciando i mesi trascorsi senza risposta e riferendo della prospettata convocazione di una commissione congiunta con Collesalvetti per il 4 novembre: «Ci aspettiamo risposte precise. Chi approva manifesti sul “lavoro buono” deve assumersi la responsabilità di affrontare questa vertenza».

Il caso è arrivato in Parlamento grazie all’interrogazione di Potenti. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha richiamato gli obblighi di confronto sindacale e salvaguardia occupazionale previsti dal contratto collettivo della logistica, annunciando accertamenti sul rispetto delle norme e delle disposizioni contrattuali, anche attraverso l’Ispettorato nazionale del lavoro. Nella propria replica, Potenti ha denunciato che il passaggio sarebbe avvenuto «in spregio alla legge n. 223 del 91» sui licenziamenti collettivi.

«Abbiamo ottenuto una risposta del Governo che richiama precisi obblighi di tutela e la necessità di accertamenti – sottolinea Potenti –. Le contestazioni sul mancato rispetto delle regole richiedono risposte documentate. Incontrerò XCA per chiedere chiarimenti sulle scelte compiute e sulle prospettive industriali e occupazionali. Gli investimenti sono benvenuti, ma devono accompagnarsi al rispetto dei diritti dei lavoratori».

Massimo Petri ha contestato la bocciatura in Consiglio comunale a Collesalvetti della mozione di solidarietà ai lavoratori, dopo il consenso unanime ottenuto in commissione: «La maggioranza spieghi questo cambio di posizione. Presenteremo un’interpellanza e pretenderemo risposte chiare. La solidarietà ai lavoratori non può sparire quando arriva il momento di votarla».

Le testimonianze dei lavoratori esclusi hanno riportato al centro le conseguenze umane della vertenza. Andrea Monferro ha chiesto che vengano chiarite le responsabilità; la lettera di una lavoratrice sotto codice rosso, letta da Laura Petreccia, ha raccontato il peso della perdita del reddito su una situazione personale e familiare già drammatica.

«Le nostre richieste sono tre: verità, responsabilità e lavoro – concludono Ghiozzi, Potenti e Petri –. Vogliamo conoscere i criteri applicati, accertare eventuali violazioni e capire chi debba rispondere dei danni. Serve un tavolo con azienda, istituzioni e tutte le rappresentanze sindacali per recuperare i posti perduti. Abbiamo incontrato i lavoratori e continueremo a portare le loro richieste in ogni sede. Diciotto famiglie non si cancellano con il silenzio».

nelle foto allegate. da sinistra: Petreccia, Ghiozzi, Potenti, Petri, Marino UIL e Baldini CISL

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