Cronaca 8 Agosto 2020

Federica Benifei (PD): “Integrazione significa sicurezza. Il resto è propaganda elettorale”

Federica Benifei, Candidata Capolista Consiglio Regionale PD Livorno

Federica Benifei, Candidata Capolista Consiglio Regionale PD Livorno

Livorno 8 agosto 2020 – Federica Benifei, Candidata Capolista Consiglio Regionale PD Livorno sull’incendio al market cinese di via Garibaldi:

Quello che è successo in Via Garibaldi ieri mattina merita una riflessione ampia ed approfondita.

Questo è quello che stiamo facendo come Partito Democratico di Livorno in questi mesi, con i punti di ascolto nei nostri circoli; nelle piazze; nelle attività; un lavoro che sta dando i suoi frutti con idee e progetti.

Alcune idee e progetti, grazie all’Amministrazione comunale, già in fase di realizzazione.

Questo episodio, a differenza degli altri, è particolare:

non solo per la gravità dell’atto (presumibilmente doloso), ma perché è avvenuto di giorno.

Segno di una “percezione” di criminalità a 360 gradi.

Le parole dei passanti, chiariscono la problematica principale del quartiere:

 

chiedono aiuto, risposte.

E le chiedono, giustamente, agli amministratori, alla politica.

Il clima d’odio si sta espandendo, a macchia d’olio, in tutta la città.

Oggi il bersaglio è stato “Il Mercatino”, ma non ci dimentichiamo, nei giorni scorsi, del circolo Arci in Via Poerio, del Royal Kebab in Via Provinciale Pisana e del Minimarket in Via Garibaldi.

Tutti episodi che rafforzano l’esigenza delle persone di sentirsi al sicuro, nelle proprie vie.

Sicurezza che deve passare da un’integrazione radicata nel territorio affinché il seme dell’odio, piantato come propaganda elettorale da molti esponenti della destra, e non solo, non generi questi frutti.

É necessario il dialogo, tra cittadini, commercianti e chi vive il quartiere per trovare soluzioni condivise e a lungo termine.

La soluzione paventata dalla destra, e purtroppo ultimamente non solo dalla destra, non può trovare accoglimenti nei nostri canoni.

 

L’esercito nelle strade, non può mai essere una soluzione.

La soluzione è la repressione della malavita, l’inclusione sociale, la riqualificazione e il miglioramento dei quartieri.

Le città sicure sono quelle in cui si percepisce la presenza delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine non come repressori, ma come elemento di garanzia per il cittadino.

Sono quelle in cui l’arredo urbano è curato, c’è illuminazione, i quartieri sono integrati e non identificati come spazi definiti e deputati a singole – o comunque poche – funzioni della quotidianità.

La Toscana che vogliamo è la Toscana di tutti:

dell’inclusione e del rispetto delle diversità etniche, non delle pistole, del fuoco, dei calci e dei pugni.

Questo impianto, questa visione, può funzionare solo se accompagnato da una mossa culturale.

La mia solidarietà va ai titolari e ai dipendenti del Mercatino, alcuni dei quali rimasti feriti, e che spero possano al più presto, tornare a casa dalle proprie famiglie.

Ma anche ai cittadini, a quelli che in questi mesi ho incontrato ai punti di ascolto e che si stanno davvero mettendo in gioco, per un miglioramento del quartiere, per allontanare la malavita e per tramandare la propria – e la nostra – cultura della solidarietà. Perché non è su di loro che deve ricadere l’invivibilità del quartiere”.

 

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