Politica 18 Luglio 2026

Festa dell’Unità, Garufo: “Il fascismo non appartiene solo al passato. Oggi assume forme diverse”

Livorno 18 luglio 2026 Festa dell’Unità, Garufo: “Il fascismo non appartiene solo al passato. Oggi assume forme diverse”

Alla Festa dell’Unità di Livorno il confronto sul libro Fascisti contro la democrazia dello storico Davide Conti è diventato anche un’occasione per riflettere sull’attualità del fenomeno neofascista e sulle trasformazioni che, secondo l’assessore comunale al Commercio e al Turismo Rocco Garufo (PD), avrebbe assunto nel corso dei decenni.

Coordinando il dibattito dedicato al volume di Conti, Garufo ha spiegato le ragioni che rendono ancora attuale una discussione sul tema nel 2026, respingendo l’idea che si tratti esclusivamente di una pagina ormai consegnata ai libri di storia.

“L’argomento – ha osservato – non riguarda il fascismo storico che ha governato l’Italia dal 1922 al 1943, ma una fase molto più recente della storia repubblicana, quella compresa tra la fine degli anni Sessanta e il 1980”.

Secondo Garufo, il libro di Davide Conti mette in luce “il protagonismo, purtroppo drammatico, che Giorgio Almirante, Pino Rauti e altre figure del neofascismo italiano hanno avuto in uno dei momenti più difficili della storia della Repubblica”, facendo riferimento alla stagione della cosiddetta “notte della Repubblica” e alla strategia della tensione.

L’assessore ha ricordato come, a suo giudizio, quella strategia fosse finalizzata a “destabilizzare il Paese attraverso le bombe” e ha richiamato alcune delle principali stragi che hanno segnato quegli anni, tra cui Piazza Fontana, Piazza della Loggia e l’attentato al treno Italicus.

“Per fortuna – ha sottolineato – la democrazia ha saputo resistere.”

Rispondendo a chi accusa la sinistra di evocare il fascismo ogni volta che manca un tema politico, Garufo ha affermato di non condividere questa lettura.

“Io francamente non la vedo – ha dichiarato – ma credo ci sia la necessità di capire come il fascismo si rinnovi e come si rinnovino anche le dinamiche di potere, la lotta di classe e l’abuso del privilegio.”

Secondo l’esponente del Partito Democratico, oggi il fenomeno sarebbe profondamente diverso rispetto a quello della stagione delle stragi.

“Non abbiamo un movimento che utilizza la violenza in termini così aperti”, ha spiegato, sostenendo però che esisterebbero elementi che, a suo avviso, richiamano alcune dinamiche del passato.

Tra questi Garufo ha indicato una “vocazione presidenziale che sa anche di vocazione antidemocratica”, citando le proposte di riforma del sistema istituzionale, una legge elettorale che – secondo la sua interpretazione – limiterebbe la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i parlamentari e una riforma della giustizia che, sempre secondo Garufo, avrebbe “il sapore di mettere sotto controllo la magistratura”.

L’assessore ha infine sostenuto che il fascismo contemporaneo, nella sua lettura, “fa leva sulla paura delle persone” e utilizza strumenti diversi rispetto al passato.

“Oggi – ha concluso – non c’è la violenza del manganello, ma esistono strumenti di condizionamento, come la comunicazione sui social, che possono avere una forte capacità di creare conformismo.”

L’incontro si è inserito nel programma politico e culturale della Festa dell’Unità livornese, proponendo una riflessione sul rapporto tra memoria storica, democrazia e attualità attraverso il volume dello storico Davide Conti.

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