Cronaca 21 Maggio 2026

Flottiglia, il sindacato Usb: “Non bastano le parole, servono provvedimenti. Chiudere tutti i rapporti con Israele”

Livorno 21 maggio 2026 Flottiglia, il sindacato Usb: “Non bastano le parole, servono provvedimenti. chiudere tutti i rapporti con Israele”

Presidio in piazza del Municipio a Livorno da parte di PaP,  Usb, PCI, altre associazioni e liberi cittadini. Una manifestazione per chiedere un intervento concreto delle istituzioni dopo la vicenda della Flottiglia e il fermo degli attivisti da parte delle autorità israeliane.

I manifestanti, dopo il ritrovo davanti al Comune, si sono poi diretti verso la Prefettura per consegnare un documento ufficiale al prefetto Giancarlo Dionisi.

Nel corso dell’iniziativa, i rappresentanti del sindacato hanno parlato apertamente di “atto di pirateria”, riferendosi al fermo dell’imbarcazione in acque internazionali e alla successiva detenzione degli attivisti. “Siamo qui per chiedere che nei confronti dello Stato di Israele venga avviato un embargo – hanno spiegato – partendo dalla nostra città e auspicando che possa poi essere esteso anche a livello europeo”.

Al centro della protesta non soltanto la situazione dei due livornesi Claudio e Federico Paganelli, ma anche quella di tutti gli altri partecipanti alla spedizione. “La richiesta iniziale era quella di un intervento delle istituzioni per salvaguardare la salute e l’incolumità dei nostri concittadini e di tutte le persone sequestrate in maniera illegale”, hanno dichiarato dal presidio.

Usb ha poi ribadito la propria posizione critica nei confronti del governo israeliano, sostenendo che quanto avvenuto rappresenti l’ennesima dimostrazione della violazione dei diritti umani. “Fa sorridere che molti se ne accorgano solo oggi – hanno aggiunto –. Noi denunciamo da tempo ciò che sta accadendo”.

Durante gli interventi è stato affrontato anche il tema dei rapporti economici e commerciali con Israele. “Da queste occasioni devono nascere azioni concrete – hanno spiegato i rappresentanti Usb – e per noi il primo passo è interrompere qualsiasi rapporto con lo Stato israeliano, anche a livello locale”.

Nel mirino del sindacato ci sarebbero anche i traffici di materiale militare e dual use che interesserebbero il territorio portuale livornese. “Sappiamo che non è semplice – hanno concluso – ma da qualche parte bisogna iniziare e chiediamo alle istituzioni di assumersi questa responsabilità insieme alla cittadinanza”.

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