Cronaca 21 giugno 2018

Forza Italia su Raffineria Eni, «La Regione alzi la soglia per la sicurezza dei cittadini»

Interrogazione del Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti «Subito indagine epidemiologica di coorte e punto sullo stato delle bonifiche Centralina di rilevamento Arpat da spostare a valle di Stagno» 

Indagine epidemiologica di coorte e punto preciso sullo stato delle bonifiche dei suoli, della falda e dei serbatoi a servizio dell’impianto di Trattamento acque effluenti (Tae) individuati da Arpat come fonti di esalazioni maleodoranti:

è sostanzialmente su questi tre binari d’interesse che muovono le richieste alla Regione formulate dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti attraverso l’interrogazione a risposta scritta sulla questione ambientale rappresentata dalla raffineria Eni di Stagno, tra Livorno e Collesalvetti.

La sollecitazione all’intervento regionale è arrivata a Palazzo del Pegaso dal territorio, ovvero dal coordinatore provinciale di Forza Italia a Livorno Maristella Bottino cui sono giunte segnalazioni da parte dei cittadini della zona. Miasmi, polveri sottili, rumori: quanto di molesto proviene dall’area Eni, inscritta in uno dei Siti di bonifica d’Interesse Nazionale (SIN) preoccupa la comunità locale. Per questo Forza Italia ha scelto di coinvolgere la giunta regionale su un livello di interesse più acuto.

            «Gli esiti dei rilevamenti Arpat – osservano Marchetti e Bottino – non hanno rassicurato affatto, anzi: si registrano presenze di idrocarburi e di altri inquinanti pericolosi sia in falda superficiale che nei suoli. I piani di bonifica esistono, l’area è un SIN fin dal 2003, ma disagi e rischi per le popolazioni non sembrano diminuire. Perché? E qual è ad oggi lo stato dell’arte dell’area? A cosa, realmente, sono esposti i cittadini che vivono a Stagno e comunque in prossimità della zona? Servono risposte per le persone e azioni esecutive di contrasto al rischio ambientale e per la salute pubblica. I piani da soli non bastano più».

            Ecco dunque l’atto di Marchetti, che alla giunta regionale toscana – dopo aver ripercorso la storia del sito e dei documenti finora presentati per la sua bonifica, oltre agli esiti degli ultimi sopralluoghi Arpat – domanda di scrivere nero su bianco «quale sia alla data odierna lo stato di avanzamento esecutivo del Progetto di messa in sicurezza operativa della falda superficiale presentato nel 2016» e del «Piano dettagliato degli interventi di mitigazione odorigena con relativo cronoprogramma e, ove presente, il verbale di chiusura operazioni di bonifica del serbatoio» Tae, «se siano state individuate, da parte di Arpat, le cause per la presenza di idrocarburi maleodoranti nelle acque reflue» e «di intervenire presso Arpat affinché la centralina di monitoraggio per la qualità dell’aria venga collocata a valle, e non a monte di Stagno». Infine Marchetti chiede di «condurre un’indagine epidemiologica di coorte relativa all’area SIN di Livorno» e in quali tempi la giunta pensi «di dotare anche il territorio provinciale di Livorno di un registro accreditato della rete RTT», richiamando su questo anche una sua mozione già depositata alcune settimane fa.

L’interrogazione Scritta ai sensi dell’Art. 174 Reg. Interno

Oggetto: SIN di Livorno, Raffineria ENI in località Stagno (Collesalvetti). Stato interventi bonifica e mitigazione emissioni odorigene

Il sottoscritto Consigliere

Premesso che

– sul territorio provinciale di Livorno, a cavallo tra il Comune capoluogo e il Comune di Collesalvetti, insiste il Sito di bonifica d’interesse nazionale (SIN) istituito con Legge 426/98 e perimetrato con Decreto del Ministero dell’Ambiente 24 febbraio 2003;

– è parte di questa area SIN il sito della Raffineria di petrolio ENI, con estensione di 182ha;

– a seguito della decretazione del SIN, Eni ha proceduto a presentare il Piano di caratterizzazione del sito (2004) da cui si è sviluppata la fase esecutiva e, in seguito la presentazione della Analisi di Rischio (AdR) sia per i terreni che per le acque (2009-2012 e 2016), nonché del modello idrogeologico numerico del sito (2016) e del Progetto di messa in sicurezza operativa della falda superficiale;

– agli esiti di quelle fasi, sia i suoli che la falda presentavano contaminazioni da, tra gli altri elementi: idrocarburi leggeri, pesanti e aromatici, metalli, piombo, metil-t-butil etere (MTBE), composti organo clorurati, fluoruri;

– in una fase successiva (5 febbraio 2018) di un Piano dettagliato degli interventi di mitigazione odorigena con relativo cronoprogramma;

Considerato che

– a tutt’oggi gli abitanti della zona continuano ad avvertire e segnalare forti maleodoranze;

– i rilevamenti che si sono succeduti da parte dell’Agenzia regionale di protezione ambientale della Toscana (Arpat) hanno individuato come fonte delle emissioni odorigene «un serbatoio, all’interno della raffineria ENI, a servizio – recita la nota (Prot. 0031280 del 02.05.2018) con cui Arpat risponde alle segnalazioni – dell’impianto di trattamento acque reflue (impianto TAE : Trattamento Acque Effluenti)» il quale «presentava idrocarburi in superficie ed esalava odori molesti» mentre «anche altri due serbatoi, sempre a servizio dell’impianto TAE, presentavano lo stesso fenomeno, ma in misura molto ridotta»;

– secondo la comunità locale la collocazione scelta per la centralina di rilevamento per le polveri sottili – a monte, e non a valle di Stagno – non acquisirebbe i dati di concentrazione massimi, ma quelli minimi;

Rilevato che

– cresce presso la comunità locale la preoccupazione per le conseguenze legate all’esposizione di simili fenomeni;

– non è mai stata realizzata sull’area SIN di Livorno e zone limitrofe alcuna indagine epidemiologica di coorte;

– dal 2008, anno della sua istituzione, il Registro Tumori della Toscana (RTT) non è mai stato esteso a tutto il territorio regionale e anche il territorio provinciale di Livorno risulta sprovvisto di registro accreditato;

Richiamata in merito la Mozione 1277 a firma del sottoscritto e i relativi contenuti;

Interroga il Presidente della Giunta e l’Assessore competente per conoscere

– se abbiano contezza dei fatti esposti in premessa;

– quale sia alla data odierna lo stato di avanzamento esecutivo del Progetto di messa in sicurezza operativa della falda superficiale presentato nel 2016;

– quale sia alla data odierna lo stato di avanzamento esecutivo Piano dettagliato degli interventi di mitigazione odorigena con relativo cronoprogramma e, ove presente, il verbale di chiusura operazioni di bonifica del serbatoio TAE;

– se siano state individuate, da parte di Arpat, le cause per la presenza di idrocarburi maleodoranti nelle acque reflue;

– se non ritengano di intervenire presso Arpat affinché la centralina di monitoraggio per la qualità dell’aria venga collocata a valle, e non a monte di Stagno;

– se non ravvisino l’opportunità di condurre un’indagine epidemiologica di coorte relativa all’area SIN di Livorno;

– in quali tempi pensino di dotare anche il territorio provinciale di Livorno di un registro accreditato della rete RTT.

Maurizio Marchetti

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