Francesca Re David: «Per fare il sindacalista bisogna amare i lavoratori»
Livorno 17 giugno 2026 Francesca Re David: «Per fare il sindacalista bisogna amare i lavoratori»
Per i 125 anni della Fiom-Cgil, Francesca Re David ha ripercorso la propria esperienza sindacale intrecciandola con la storia della categoria dei metalmeccanici della Cgil. Nel suo intervento al Teatro 4 Mori di Livorno, l’ex segretaria generale della Fiom ha posto l’accento sul valore dell’ascolto, della rappresentanza e della democrazia sindacale, ricordando come il compito di chi fa sindacato sia quello di stare accanto ai lavoratori, comprenderne i bisogni e trasformarli in azione collettiva. Un discorso denso di riferimenti personali e politici, nel quale non sono mancati richiami alle sfide affrontate nel corso degli anni, dal confronto nelle fabbriche alla gestione della pandemia.
Un viaggio lungo venticinque anni dentro la Fiom, tra battaglie sindacali, conquiste, confronti difficili e la consapevolezza che il sindacato esiste solo se sa ascoltare le persone che rappresenta. È il messaggio lanciato da Francesca Re David, intervenuta al Teatro 4 Mori di Livorno in occasione delle celebrazioni per i 125 anni della Fiom-Cgil.
L’ex segretaria generale della Fiom ha definito un «onore e un piacere» poter prendere parte a una giornata così significativa, ricordando come la sua esperienza nella categoria dei metalmeccanici abbia segnato profondamente la sua vita professionale e personale. Un percorso iniziato ben prima dell’ingresso nella Fiom, tra lavori precari e i primi incontri con il sindacato a metà degli anni Ottanta.
Nel suo intervento, Re David ha voluto richiamare una celebre frase di Claudio Sabattini: «Per fare il sindacalista bisogna amare i lavoratori». Un’affermazione che, secondo l’ex dirigente sindacale, racchiude il senso più autentico dell’impegno sindacale. «Se non si ama chi si rappresenta – ha sottolineato – non è possibile svolgere questo ruolo. Gli atti di cinismo o di furbizia sono sciocchezze autolesioniste».
Per Re David, il sindacato non può limitarsi alla gestione delle vertenze, ma deve avere la capacità di incidere concretamente sulla vita delle persone. Da qui il richiamo alla responsabilità che accompagna ogni trattativa e ogni accordo, nella consapevolezza delle conseguenze che le decisioni assunte producono sui lavoratori e sulle loro famiglie.
Tra gli insegnamenti ricevuti durante gli anni trascorsi nella Fiom, uno su tutti emerge con forza: «Ascolto, ascolto, ascolto». L’ex segretaria ha ricordato le lunghe ore trascorse nelle fabbriche ad ascoltare le lavoratrici e i lavoratori raccontare nei dettagli le proprie mansioni, perché solo attraverso una conoscenza approfondita del lavoro è possibile rappresentarlo e contrattarlo efficacemente.
Accanto all’ascolto, Re David ha indicato altri elementi essenziali dell’azione sindacale: la capacità di leggere i cambiamenti in atto, la visione strategica e la pratica quotidiana della contrattazione e delle relazioni industriali.
Nel suo racconto non sono mancati i riferimenti ai momenti più complessi vissuti all’interno del sindacato: la durezza del confronto con le controparti, ma anche il dibattito interno alla stessa Fiom. Una dialettica che, secondo Re David, rappresenta un elemento di forza e vitalità democratica.
Un passaggio significativo è stato dedicato anche al contributo del femminismo sindacale, descritto come una forza capace di trasformare l’organizzazione e di introdurre nuovi punti di vista nella rappresentanza del lavoro.
Infine, il ricordo del periodo della pandemia, affrontato da segretaria generale della Fiom, durante il quale emersero con particolare evidenza il valore della solidarietà e il ruolo fondamentale delle delegate e dei delegati nei luoghi di lavoro.
A distanza di tanti anni dal suo primo incontro con la Fiom, Francesca Re David ha concluso il suo intervento rivendicando la volontà di continuare a imparare e a mettersi in discussione. Un percorso che, a suo giudizio, ha consentito alla Fiom di attraversare fasi storiche diverse mantenendo saldo il proprio legame con il mondo del lavoro e scegliendo, di volta in volta, la guida più adatta ad affrontare le sfide del presente.

