Cronaca 8 Gennaio 2022

“Fuga da Alcatrazeneca” comizio e corteo dei #nogreenpass (Foto e video)

Livorno 8 gennaio 2022

“Fuga da Alcatrazeneca” comizio e corteo dei #nogreenpass, la protesta contro la trasformazione di ogni isola italiana in un carcere per chi è sprovvisto del super green pass.

“Noi di Libertà Livorno abbiamo promosso l’iniziativa “Fuga da Alcatrazeneca”, rifacendoci al celebre film con Clint Eastwood, perché una delle disposizioni più ignobili del DL 172/2021 è l’obbligo di tessera verde rafforzata per viaggiare su tutti i “mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale” e quindi anche i traghetti.

Vengono tra l’altro eliminate le eccezioni per gli spostamenti tra le isole Tremiti e per i collegamenti nello Stretto di Messina, che in precedenza erano stati esentati dall’obbligo di tessera verde semplice.

Il comizio in piazza Grande


A questo punto è evidente la volontà di trasformare le isole in penitenziari per non vaccinati. In sostanza, per il Governo la libertà di scelta è: o ti ammali e guarisci di COVID, oppure ti vaccini. Altrimenti, sarai sequestrato sull’isola.

C’è poi l’estensione dell’obbligo di tessera verde rafforzata per tutta una serie di attività e servizi. Ma se questa tessera è una garanzia così forte di non contagiarsi, come si concilia con le feste vietate e la mascherina FFP2 su autobus, treni, in cinema e teatri, per tutti? Già, anche per quelli che il Governo fino a poco fa definiva ingannevolmente “immunizzati”. E che dire della riduzione della durata delle tessere verdi da 9 a 6 mesi? Intanto i vaccinati di inizio 2021 hanno circolato per mesi con una protezione dal COVID grave praticamente nulla. Eppure già era noto dagli studi clinici quanto poco durevole fosse l’efficacia dei sieri genici (cosiddetti vaccini).

E nonostante le parole rassicuranti di Draghi a fine novembre, secondo cui eravamo uno dei Paesi in condizioni migliori, e che l’inasprimento delle misure era solo per prevenzione, il Governo ha sentito la necessità di gettare la maschera dell’emergenza da protezione civile, già di per sé una forzatura, dichiarando uno stato di emergenza non previsto da alcuna legge italiana né europea, e instaurando di fatto uno stato di eccezione con un termine non definito, detto “fine dell’emergenza”.

Se a questo contrapponiamo che a oggi l’occupazione nelle terapie intensive è tra lo 0 e il 10% nella maggior parte delle regioni, tra il 10 e il 20% in alcune regioni, e di poco superiore solo in Liguria, nelle Marche e nella P.A. di Trento (dati ufficiali Agenas); che la maggior parte dei contagi e delle ospedalizzazioni sono a carico dei vaccinati (dati ufficiali ISS) si fatica a capire la ratio sanitaria dell’azione di Governo e appare sempre più evidente come le misure prese siano di tipo politico, di stampo repressivo, e con l’unico effetto di affossare l’economia e fomentare la contrapposizione tra vaccinati e non vaccinati.

Ecco perché, sempre animati da spirito nonviolento ma giammai inerte, gridiamo ancora il nostro dissenso”

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