Ambiente 8 Marzo 2026

Fumi navali: Livorno settimo porto europeo per inquinamento. Livorno Porto Pulito: è quello che diciamo da oltre tre anni

Livorno 8 marzo 2026 Fumi navali: Livorno settimo porto europeo per inquinamento. Livorno Porto Pulito: è quello che diciamo da oltre tre anni

Fumi navali: Livorno settimo porto europeo per inquinamento. Livorno Porto Pulito: è quello che diciamo da oltre tre anniIl porto di Livorno tra i più inquinanti d’Europa per le emissioni dei traghetti. A rilanciare l’allarme è l’associazione Livorno Porto Pulito, dopo la pubblicazione dell’ultimo rapporto di Transport & Environment che colloca lo scalo labronico al settimo posto tra i porti europei per inquinamento atmosferico prodotto dai traghetti.

Secondo il presidente dell’associazione, Luca Ribechini, il dato rappresenta «la conferma di quanto denunciamo da oltre tre anni». Un problema che, sottolinea, avrebbe anche importanti ricadute sanitarie.

A supporto delle preoccupazioni viene citato anche uno studio del Barcelona Institute for Global Health, finanziato dalla Commissione europea, secondo il quale a Livorno le emissioni navali contribuirebbero a circa 47 morti l’anno, attribuite in particolare all’esposizione a polveri ultrafini PM2,5 e biossido di azoto (NO2).

Una quota significativa di queste emissioni sarebbe legata proprio al traffico dei traghetti, molto intenso nel porto labronico per i collegamenti passeggeri e merci con Sicilia, Sardegna e Corsica. Tra le compagnie citate dall’associazione figurano Moby, Forship e Grimaldi Group, a cui si aggiungono le altre attività portuali, dal traffico container alle rinfuse, fino al comparto crocieristico.

Proprio quest’ultimo, secondo Livorno Porto Pulito, rappresenta un ulteriore elemento di criticità: nel 2026 le crociere previste nello scalo dovrebbero aumentare del 15%, arrivando a quota 428.

L’associazione descrive inoltre situazioni di forte impatto ambientale nelle aree più vicine al porto. In particolare nella zona della Fortezza Vecchia e della calata Sgarallino, dove – nelle ore serali – sarebbero spesso visibili dense emissioni provenienti dai traghetti ormeggiati. Secondo Ribechini, tra le 19 e le 22 il cielo sopra il porto apparirebbe spesso velato da nubi di scarico, con picchi di particolato rilevati dalle centraline ottiche installate dall’associazione.

Nel dibattito sul tema viene spesso indicata come soluzione l’elettrificazione delle banchine, il cosiddetto “cold ironing”, che permetterebbe alle navi in sosta di spegnere i motori collegandosi alla rete elettrica. Tuttavia, secondo Livorno Porto Pulito, questa tecnologia non risolverebbe completamente il problema.

Il sistema infatti funziona soltanto quando la nave è ferma in banchina, mentre le emissioni restano significative durante le fasi di ingresso e uscita dal porto. Inoltre, i tempi tecnici necessari per collegare le navi all’alimentazione elettrica potrebbero risultare incompatibili con la sosta relativamente breve dei traghetti, che spesso non supera le quattro ore.

Un altro punto riguarda l’effettiva disponibilità delle infrastrutture e l’adeguamento delle navi. Le banchine elettrificate dovrebbero essere operative nel 2027 – con un anno di ritardo rispetto ai programmi iniziali – mentre l’obbligo di spegnere i motori in porto entrerà in vigore dal 2030. Resta quindi da capire quanti traghetti saranno effettivamente pronti a collegarsi al sistema.

Proprio queste domande sono state portate dall’associazione al Tavolo permanente sui fumi navali, istituito dal Prefetto di Livorno e al quale partecipano, tra gli altri, Autorità portuale, Capitaneria di porto, Comune, Arpat e Asl.

Per Livorno Porto Pulito, il nuovo rapporto europeo conferma una situazione sanitaria e ambientale «fortemente critica». Per questo l’associazione chiede alle istituzioni non semplici promesse, ma interventi concreti e programmati per ridurre l’impatto delle emissioni navali sulla città.

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