Futuro Arena Astra, l’intevento di Livorno Civica
Livorno 14 settembre 2026 Futuro Arena Astra, l’intevento di Livorno Civica
Livorno Civica sta seguendo con molta attenzione il dibattito sull’Arena Astra, parte del patrimonio pubblico e comunale.
Uno spazio che dal dopoguerra ha attraversato la storia e la vita di Livorno anche oltre le dinamiche del Cantiere Navale Orlando per il quale è nato come circolo operaio e che da sempre, fino ad oggi, ha rappresentato un presidio di aggregazione, cultura, mutualismo e partecipazione.
Siamo consapevoli che quell’area nel tempo era finita in una sorta di limbo amministrativo al quale l’amministrazione attuale ha dato un’impronta attraverso bandi e manifestazioni d’interesse che avevano come scopo quello di regolarizzare la struttura e di trovare una gestione giusta e proficua che tenesse lontana quell’area da appetiti di altro tipo, soprattutto immobiliaristi.
Le proposte in una prima fase non sono mai pervenute, poi siamo arrivati al bando con la conseguente manifestazione di interesse aggiudicata dalla società Rew Team), una scelta in parte comprensibile e forse ineludibile visto che stiamo parlando di dimensioni grandi e di strutture che necessitano una riqualificazione importante che mal ci concilierebbero con le risorse sempre più limitate di un Comune, ma siamo convinti che questo non deve impedire di salvaguardare quella parte che coinvolge un investimento sociale oltre le logiche del mercato e del privato.
La situazione dell’Arena Astra offre la possibilità di mettere al centro l’idea di una città che vorremmo essere ancora di più e meglio un luogo di vita e di relazioni in equilibrio con la proliferazione di servizi di produzione di reddito.
Una città che, come è normale che sia, deve stare dentro un processo e una visione di un progetto che cambia e si trasforma e di un patto che va rinnovato a ogni generazione. Per questo serve continuamente una rigenerazione profonda che investa, sia col privato che col pubblico, non solo la forma fisica degli spazi ma il suo senso, la sua identità e la sua capacità di rispondere ai mutamenti e alle necessità delle forme di vita contemporanee. E per chi si colloca a sinistra o al centro-sinistra la politica deve tendere a garantire anche gli interessi sociali e economici dei cittadini più fragili e maggiormente esposti alla espropriazione e all’estrazione di valore da parte del capitalismo che tende a inghiottire tutto e tutti.
Uno spazio come l’Arena Astra rappresenta la possibilità di realizzare una diversa forma di valore. Dare valore non solo e semplicemente per aumentarne la rendita o l’attrattività economica ma rafforzarne la capacità di sostenere forme di vita e di relazioni, di produrre riconoscimento e appartenenza. Per questo serve una visione politica e un agire pensante che metta al centro, oggi, l’impegno e la responsabilità politica di chi non voglia aderire e accetterà quietamente le regole dominanti del mercato e delle privatizzazioni. Senza inseguire voli pindarici e romanticismi velleitari la storia di Livorno e il suo presente rappresentato dall’amministrazione targata Salvetti e le forze politiche della sua maggioranza possono e devono cogliere la sfida di favorire e rafforzare l’armonia e l’equilibrio di un neoliberismo dominante e divorante con forme di resistenza e proattive che salvaguardino storie, persone, relazioni, ecosistemi all’interno di logiche sociali, inclusive e redistributive.
Oggi più che mai spetta ai Comuni il compito di promuovere benessere, coesione sociale, generare legami sociali, contrastare le disuguaglianze e favorire il godimento e la cura dei beni comuni urbani. L’Arena Astra incarna perfettamente un bene comune urbano: uno spazio che dentro una visione organica e ampia affida ai suoi abitanti e alla realtà che ne fanno parte il compito di rigenerare la democrazia e reinventare la convivenza, bene ha fatto quindi l’amministrazione ad inserire chiaramente queste componenti nel bando.
Una parte dell’Arena Astra può e deve rappresentare uno spazio democratico attraverso la gestione e la cura di patti di collaborazione, di realtà del terzo settore, di una governance virtuosa fra Amministrazione Comunale, terzo settore e privati.
Spazi e servizi in grado di garantire la tutela dell’integrità dello spazio pubblico e la sua destinazione all’uso comune (e gratuito o a prezzi accessibili davvero) che prevalgano sugli interessi privati o che non siano da questi dominati o marginalizzati.
Per questo invitiamo le parti coinvolte in questa operazione a incontrarsi e trovare un punto di condivisione che non cancelli la storia e il lavoro di chi, fin dal lontano dopoguerra, si è impegnato a costruire un luogo di fruizione pubblica. Il tutto naturalmente nel rispetto dei procedimenti amministrativi che già erano iniziati quando soggetti come Cgil e Arci si sono fatti avanti proponendo soluzioni alternative.
Stefano Romboli
Vicepresidente Livorno Civica
