Cronaca 2 Marzo 2018

Gara Bacini, la valutazione di M5S

Gregorio De Falco: “Oggi mi sono imbattuto nell’articolo del Tirreno in cui l’Ingegner Corsini afferma che l’autorità di sistema portuale ha invitato i concorrenti a fornire chiarimenti circa le manifestazioni di interesse che sono state presentate a suo tempo. Una volta resi i chiarimenti, l’Authority trasmetterà le lettere di invito per la presentazione delle offerte.

Scoprire, quindi, che nessuna gara è stata ancora avviata dall’autorità di sistema Portuale e che tutta la procedura è ancora in una fase esplorativa è inammissibile, se si considera che da 16 anni il bacino grande è inattivo e che nel porto di Livorno non è più svolta alcuna attività lavorativa di riparazioni navali.

È piuttosto frequente – nota De Falco– che le navi sostino anche diversi giorni nella rada di Livorno in attesa di poter effettuare i lavori periodici di manutenzione nei bacini di carenaggio, presenti in Turchia o a Marsiglia. Si tratta di importanti occasioni di lavoro perse.

Due giorni fa abbiamo preso un impegno preciso nei confronti dei livornesi riguardo al rilancio dei bacini di carenaggio ed abbiamo sottoscritto un impegno politico inviato agli altri candidati.  L’abbiamo sottoposto nell’occasione di una discussione pubblica, ma Lorenzo Bacci del Pd e Catia Sonetti di Leu si sono rifiutati di firmare ed hanno detto che si tratta di un sogno irrealizzabile e che le priorità del territorio sono ben altre. Centinaia di posti di lavoro e un indotto consistente per la Provincia vengono così procrastinati ulteriormente nel tempo.”

In merito alla questione dei bacini di carenaggio abbiamo due notizie, una buona e una cattiva –dice il candidato alla camera nel collegio uninominale Giulio La Rosa -: quella buona è che quando una forza politica vigila su un tema, le autorità competenti son costrette a rispondere nel merito dei quesiti posti. Rivendichiamo, dunque, con orgoglio di essere stati gli unici a mettere davvero al centro della discussione politica i bacini di carenaggio con la conseguente ricaduta occupazionale che ne deriverebbe dal loro rilancio.

“Quella brutta, ahinoi, è che l’Ingegner Corsini ci spiega che la gara deve ancora partire e questo segna un ulteriore ritardo che porterà gravi danni all’economia livornese.

Non so più cosa pensare – ironizza La Rosa. Evidentemente ci deve essere una sorta di maledizione che aleggia sul nostro porto per evitare che si faccia quanto dovuto. Eppure assieme agli altri candidati del MoVimento abbiamo sottoscritto un impegno a vigilare sulla rapidità dell’assegnazione del bando di gara e sull’effettivo rilancio dei bacini da parte dell’azienda aggiudicataria. Questo invito è stato trasmesso alle altre forze politiche, ma è caduto purtroppo nel vuoto… Anzi, Andrea Romano, durante un dibattito a Tele Granducato, mi ha risposto che il nostro è un sogno e che questi non torneranno mai fasti degli anni ‘70. Ci spieghi allora perché tutte le grandi realtà portuali italiane ed europee stanno investendo decine di milioni di euro per ampliare i propri bacini di carenaggio.

Queste sono lotte politiche che non devono avere bandiere, perché il benessere degli italiani viene prima di ogni credo partitico”.

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