Cronaca 29 Settembre 2026

Giovani Dem giovani IV in visita a Le Sughere: “sovraffollamento e struttura semiliberi indegna”

Livorno 29 settembre 2026

Giovani Democratici e Giovani di Italia Viva in visita al carcere Le Sughere di Livorno: «Sovraffollamento, mancano spazi comuni e la struttura dei semiliberi è indegna. Il padiglione D non può aprire senza una visione»

«Sovraffollamento, spazi insufficienti, strutture inadeguate e pochi percorsi di reinserimento: anche a Livorno il sistema penitenziario presenta problemi che richiedono risposte strutturali».

Nella giornata di lunedì 28 settembre una delegazione dei Giovani Democratici della Toscana, insieme ai Giovani di Italia Viva Toscana, ha visitato l’istituto penitenziario Le Sughere di Livorno, nona tappa della campagna “Dimenticati”. La delegazione è stata accompagnata nella visita dal garante dei detenuti Marco Solimano, che porta avanti un importante lavoro di presenza all’interno della struttura, e ha potuto confrontarsi con la realtà quotidiana delle persone detenute.

Il quadro più critico riguarda la media sicurezza, dove sono attualmente presenti quasi 180 detenuti a fronte dei 134 posti regolamentari, mentre la situazione è meno critica all’interno dell’alta sicurezza. Il sovraffollamento è stato aggravato dall’arrivo di più di 80 detenuti da Sollicciano, che ha investito subito le nuove sezioni. Le criticità maggiori riguardano gli spazi: il nuovo padiglione, che ospita quattro nuove sezioni, ha una forte carenza di luoghi comuni, alcune attività trattamentali si svolgono nei corridoi e manca completamente un’area palestra. Un passo avanti importante è stata la chiusura della sezione transito, dove le persone detenute vivevano in condizioni disastrose.

Resta invece un punto molto dolente la struttura destinata ai detenuti in articolo 21 e ai semiliberi, che versa in condizioni indegne: in alcune celle si arriva fino a sei brande. Una situazione che contraddice la funzione stessa di questi percorsi, pensati per accompagnare le persone verso il graduale rientro nella società.

Altra criticità importante riguarda gli spazi per i nuovi agenti in arrivo: la struttura della caserma che dovrebbe ospitarli è infatti quasi completamente inagibile. Una condizione che rende l’istituto poco attrattivo per le nuove matricole e crea difficoltà all’organico della Polizia penitenziaria. Una situazione che rischia di aggravarsi con l’apertura del secondo nuovo padiglione, il padiglione D: senza l’arrivo di altro personale, Livorno rischia di trasformarsi in una grande polveriera.

Il segretario regionale dei Giovani Democratici, Bernardo Taddei, dichiara: «Le Sughere, a seguito della chiusura del transito e dell’apertura del nuovo padiglione con quattro nuove sezioni, doveva portare a un miglioramento. Invece le condizioni croniche che colpiscono il sistema penitenziario italiano hanno nuovamente colpito la struttura. Sono arrivati più di 80 detenuti da Sollicciano, che hanno portato immediatamente a una situazione di sovraffollamento le nuove sezioni di media sicurezza. Gli eventi critici sono all’ordine del giorno e durante la visita siamo stati spettatori della situazione. Il nuovo padiglione ha una forte carenza di spazi: alcune attività trattamentali vengono svolte nei corridoi per l’assenza di spazi adeguati e manca completamente un’area palestra. Queste condizioni alimentano solamente le tensioni all’interno della struttura. Non sarebbe pensabile che la prossima apertura del padiglione D possa avvenire senza le giuste precauzioni, partendo dalla visione strategica dell’istituto e dalla necessità di ampliare di almeno quaranta unità la pianta organica della Polizia penitenziaria. Ma serve anche una visione complessiva della casa circondariale Le Sughere: l’apertura del nuovo padiglione non può essere vista come il luogo dove inserire solamente nuovi detenuti. Deve avere una visione, a partire dalla necessità di creare almeno una sezione dedicata ai detenuti universitari».

Giulio Luzzetti, coordinamento Italia Viva Giovani Toscana, dichiara: «Oggi ci siamo recati nell’Istituto penitenziario di Livorno “Le Sughere” accogliendo l’appello dei Giovani Democratici. Abbiamo riscontrato varie problematiche: sovraffollamento, carenza di personale, manutenzione assente e insufficienti percorsi di reinserimento. Italia Viva da sempre si è schierata in difesa dei diritti dei detenuti e della tutela degli agenti di Polizia penitenziaria. Con i nostri parlamentari, in primis Roberto Giachetti e Maria Elena Boschi, continueremo a batterci affinché questi problemi non vengano trascurati dal ministro Nordio e dal DAP, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Non può essere definita civile una società che trascura quello che avviene nelle carceri».

La vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop, dichiara: «La visita al carcere di Livorno ci ricorda che gli istituti penitenziari non possono essere luoghi dimenticati. Abbiamo svolto un sopralluogo nel nuovo Padiglione C del carcere delle Sughere, finalmente entrato in funzione dopo un percorso lungo e complesso. La chiusura dell’ex zona Transito, ormai in condizioni non più adeguate e dichiarata pericolosa, ha rappresentato un intervento importante e necessario per garantire condizioni più dignitose e sicure alle persone detenute e a chi ogni giorno lavora all’interno del carcere.

Si tratta di un passaggio atteso da anni, che tuttavia deve accompagnarsi a un impegno costante per migliorare le condizioni di vita e di lavoro all’interno dell’istituto penitenziario. Le criticità strutturali e il sovraffollamento che abbiamo visto rendono ancora più urgente garantire condizioni dignitose e sicurezza, così come costruire percorsi reali di rieducazione e reinserimento. Anche qui si misura la qualità della nostra democrazia: nella capacità di tutelare i diritti di chi sta scontando una pena e di assicurare che la funzione rieducativa della pena possa trovare condizioni concrete per essere esercitata. Su questo è necessario che tutte le istituzioni competenti assumano fino in fondo le proprie responsabilità».

Il consigliere regionale Alessandro Franchi dichiara: «La Regione Toscana investe molto nei percorsi di formazione delle persone detenute, ed è un impegno che intendiamo portare avanti. Nel carcere di Livorno sono presenti molti detenuti in articolo 21 e semiliberi, persone che hanno la possibilità di lavorare all’esterno e di costruirsi un futuro fuori dalla cella. Proprio per questo la sezione dei semiliberi deve essere valorizzata: il territorio livornese è una realtà accogliente, che sarebbe disposta anche a prendere maggiori detenuti a lavorare. Il lavoro è la vera chiave per il reinserimento delle persone».

La visita all’istituto Le Sughere rappresenta una nuova tappa del percorso promosso dai Giovani Democratici della Toscana negli istituti penitenziari della regione, con l’obiettivo di ascoltare chi vive e lavora quotidianamente nel sistema carcerario e raccogliere criticità e proposte. Se in questa tappa la visita è stata fatta insieme ai Giovani di Italia Viva, nelle prossime sarà coinvolto l’insieme degli esponenti regionali delle forze giovani

li del centrosinistra: M5S, UGS, GEV e Giovani socialisti. Al termine del percorso, quanto emerso confluirà in un documento che sarà un contributo per le istituzioni regionali e nazionali.

L’obiettivo è arrivare alla costruzione di una proposta politica per un modello penitenziario capace di tenere insieme dignità, diritti, sicurezza e reinserimento sociale. Perché investire nella funzione rieducativa della pena significa anche investire nella sicurezza della comunità.

Alla visita hanno partecipato, accompagnati dal garante dei detenuti Marco Solimano, Luca Salvetti, sindaco di Livorno; Mia Diop, vicepresidente della Regione Toscana; Alessandro Franchi, consigliere regionale; Bernardo Taddei, segretario regionale dei GD Toscana; Giulio Luzzetti, coordinamento Italia Viva Giovani Toscana; Lorenzo Midili, consigliere comunale di Livorno; Madalina Golea e Chiara Macchi della segreteria regionalee GD Toscana; Livia Rocchi, studentessa delle scuole superiori.

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