Cronaca 7 novembre 2018

“Ha ancora senso vendere gli immobili dell’Usl”?

La riflessione della consigliera regionale Monica Pecori che ne auspica invece un uso pubblico

Scrive Monica Pecori: “Nel giugno scorso, la Usl Nordovest ha messo all’asta beni di sua proprietà e quindi pubblici per base d’asta totale di circa 20 milioni di euro: ex ospedali, distretti, sedi di dipartimenti prevenzione, sparsi nel territorio toscana che va dalla Lunigiana alla provincia di Livorno (una delle conseguenze della riforma sanitaria, che riduci posti letto di qua, accorpa e taglia di là, di fatto ha prodotto un esubero di strutture).
Dei 27 lotti, ne sono stati acquistati solo due per un importo totale che non supera i 150.000 euro. In quell’occasione presentai in Consiglio regionale una mozione nella quale chiedevo scrivevo: “I suddetti immobili fanno parte del patrimonio pubblico, acquistati con soldi pubblici o acquisiti per destinazioni a favore della cittadinanza, in quanto in precedenza adibiti a strutture sanitarie o comunque a beneficio dei cittadini.
– La vendita al privato comporta la perdita di patrimonio pubblico che invece potrebbe restare a beneficio dei cittadini, con destinazioni che vanno da edilizia popolare, a nuove sedi a destinazione sanitaria (case di salute, distretti sanitari) o comunque a beneficio pubblico (come ad esempio, case di accoglienza ad utilizzo dei centri antiviolenza, che in audizione in terza commissione hanno tra l’altro evidenziato l’insufficienza numerica di queste strutture).
– Il bando non ha avuto un esito positivo dal momento che su 27 lotti, solo due sono stati aggiudicati per offerte di poco superiori alla base d’asta, dimostrando che il mercato privato non è nemmeno interessato alla acquisizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.
– Il bando prevede espressamente la possibilità che l’Azienda non prenda in considerazione alcuna delle offerte presentate e, dunque, non adotti il provvedimento finale di alienazione degli immobili.

SI IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
1. Ad attivarsi per quanto di competenza affinché l’Azienda Usl Toscana Nordovest non proceda all’adozione del provvedimento finale di alienazione degli immobili.
2. A ripensare all’utilizzo dei succitati locali, di concerto con la Usl Nordovest, a fini sociali, di fruizione gratuita per i cittadini, nell’ottica delle politiche sui beni comuni di recente integrate nello Statuto regionale.
Mozione bocciata dalla maggioranza PD.
Ora la Usl Nordovest ci riprova e bandisce una nuova asta pubblica nella quale ripresenta, oltre ai beni precedenti, altre strutture quali una porzione dell’ex ospedale di Volterra, l’ex distretto di Via Marx a Stagno e Villa Rodocanacchi a Monterotondo.
Io mi chiedo come si fa a insistere nel voler svendere un patrimonio pubblico per fare cassa infischiandosene non solo del fatto che i beni pubblici sono patrimonio di tutti i cittadini ma soprattutto regalare ai privati (perché di regalo si tratta, basti pensare alla sola Villa Rodocanacchi, 7.700 mq più 41.000 mq di parco, forse il parco più grande della nostra città, chiuso a lasciato all’incuria da oltre vent’anni in vendita per poco più di 5 milioni di euro) e allo stesso tempo proporre ad esempio LA CASA DI SALUTE ALL’IPERCOOP, giustificando tale scelta nella necessità di ampie volumetrie…Perché allora non scegliere la struttura di Monterotondo e lasciare il parco all’utilizzo pubblico a godimento della cittadinanza? Perché tanta ottusità e dispregio del bene pubblico?
Riparto da zero con una nuova mozione: vediamo se anche stavolta la maggioranza in Consiglio regionale risponde picche”.

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