Hotspot, Ghiozzi (Lega): “La Toscana non è una repubblica indipendente. Il Prefetto attua norme europee””
Livorno 21 marzo 2026 Hotspot, Ghiozzi (Lega): “La Toscana non è una repubblica indipendente. Il Prefetto attua norme europee””
“Le polemiche sollevate dal consigliere regionale Franchi (PD) e dall’Assessore al Sociale Raspanti contro l’ipotesi di un hotspot, rischiano di diventare l’ennesima operazione di propaganda di una sinistra che predica bene e razzola male”. Come Lega, non possiamo tacere di fronte a una narrazione distorta che confonde la difesa di un “modello toscano” con il rifiuto delle leggi vigenti, incluse quelle europee.
Ciò che il Prefetto sta attuando non è un capriccio del Governo o un’imposizione calata dall’alto: è l’applicazione concreta del Patto UE sulla Migrazione e l’Asilo, approvato dalle istituzioni europee e recepito dal Governo italiano con il Disegno di Legge di attuazione varato il 12 febbraio 2026. Quella stessa Europa che Franchi, Raspanti e i loro colleghi dem agitano come stendardo ogni volta che fa loro comodo. Ebbene: questa volta l’Europa parla chiaro, e il PD fa finta di non sentire.
Vorremmo ricordare all’assessore Raspanti e al consigliere Franchi che la Toscana non è una repubblica indipendente. Viviamo in uno Stato unitario, soggetto a norme nazionali ed europee. Il “modello toscano di accoglienza diffusa” non può essere eretto a scudo per sottrarsi agli obblighi di legge. Quelle stesse disposizioni – le procedure accelerate di frontiera, l’identificazione immediata, la separazione tra aventi diritto alla protezione internazionale e migranti economici – saranno adottate in tutta Europa, compresi i paesi governati dalla sinistra. Non si tratta di una scelta ideologica del Governo: si tratta del diritto comunitario vigente.
Il sistema degli hotspot risponde a una logica di buon senso che il PD non vuole comprendere per ragioni puramente politiche. Concentrare le procedure di identificazione in strutture dedicate consente di fotosegnalare e rilevare le impronte digitali immediatamente dopo lo sbarco, evitando che le persone si disperdano sul territorio prima di essere identificate. Consente di distinguere rapidamente chi ha titolo alla protezione da chi non ce l’ha, applicando procedure accelerate di frontiera. Consente, infine, di facilitare i rimpatri di coloro la cui domanda viene respinta, evitando che si perdano le tracce nel territorio nazionale. Tutto ciò che l’accoglienza diffusa, per sua stessa natura, non può garantire.
L’accoglienza diffusa, che pure ha una sua utilità nella fase di integrazione dei soggetti già riconosciuti, è inadeguata a gestire i grandi flussi in arrivo: è lenta, costosa e priva degli strumenti di controllo necessari nella fase iniziale. Il governo – e con esso la Lega – non intende smantellare alcun sistema di integrazione già esistente: vuole semplicemente che le regole vengano rispettate fin dal primo momento, nell’interesse dei cittadini e nel rispetto degli impegni europei.
Ma c’è un tema che nessuno vuole affrontare apertamente, e che invece la Lega porta sul tavolo con chiarezza: la Toscana è priva anche di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). Questa lacuna ha un costo reale, concreto, che ricade ogni giorno sulle forze dell’ordine del nostro territorio. Ogni volta che un soggetto privo di titolo al soggiorno deve essere condotto in un CPR, gli agenti di polizia toscani sono costretti a effettuare trasferimenti verso altre regioni – Lombardia, Lazio, Puglia – sottraendo personale prezioso al controllo del territorio locale, per ore o addirittura giornate intere.
Questo non è accettabile. È necessario che anche in Toscana venga individuato quanto prima un sito idoneo per la realizzazione di un CPR.
Per Hotspot e CPR non chiediamo una struttura calata su aree sensibili o in prossimità di centri abitati: chiediamo che le istituzioni competenti, compresi gli enti locali, lavorino insieme per individuare una localizzazione adeguata, che non rechi preoccupazioni per la cittadinanza residente e che risponda a criteri di sicurezza, accessibilità e funzionalità operativa. È un tema di efficienza istituzionale prima ancora che di politica migratoria.
In questo spirito, auspichiamo che i sindaci del territorio sappiano mettere da parte le pregiudiziali ideologiche e avviare una collaborazione fattiva e costruttiva con la Prefettura per l’individuazione del sito più idoneo. Il confronto istituzionale è non solo possibile ma doveroso: le amministrazioni locali conoscono il territorio meglio di chiunque altro e possono contribuire a trovare soluzioni che tengano conto delle esigenze della comunità. Rifiutarsi aprioristicamente di sedersi al tavolo, come sembra voler fare la sinistra locale, non tutela i cittadini: li priva semplicemente della possibilità di incidere sulle scelte che li riguardano.
Il PD e l’assessore Raspanti continuino pure a difendere il loro “modello”: noi difendiamo la legalità, la sicurezza e il buon senso. E ricordiamo loro che quella bandiera europea che sventolano con tanto orgoglio comporta anche obblighi – non solo diritti da rivendicare quando tornano utili”. Questo è quanto dichiara con una nota Carlo Ghiozzicapo gruppo Lega in consiglio comunale
