Politica 7 Luglio 2026

Il futuro della costa è legato alla competitività della rete ferroviaria, la visione politica-economica del PLD

Livorno 7 luglio 2026

 

Il futuro della costa è legato alla competitività della rete ferroviaria

Ne parliamo con il Dr.Gambacciani, responsabile infrastrutture del PLD.

Dr.Gambacciani, quale è la situazione del sistema ferroviario della costa tirrenica? Non competitiva. Basti pensare ai treni veloci provenienti da Genova e destinati a Roma, che a Pisa preferiscono essere dirottati su Firenze perché impiegano 40 minuti di meno. Lo stesso, in ambito regionale, i tempi di percorrenza dalla costa verso il capoluogo sono anacronistici rispetto alle necessita dell’utenza.

Questa situazione cosa comporta? L’utilizzo massiccio dei veicoli privati e la conseguente insufficienza della rete stradale, a partire dalla FI-PI-LI. A maggior ragione per il trasporto delle merci, penalizzato anche da una rete di delivery non all’altezza e dalle rotture di carico che si creano nella rete e nella composizione dei convogli. Per gli operatori logistici, nonostante i ferro bonus, non sussiste convenienza in termini di distanza economica e i dati statistici vedono la Toscana in difficoltà in Italia al di sotto della già esigua media nazionale dell’11,6%. Senza poi contare che gli insediamenti produttivi e civili tendono ad evitare i territori non dotati di infrastrutture competitive.

Al riguardo qual è la programmazione regionale? Raddoppiare la Pisa-Firenze per permettere il transito di treni veloci e ridurre i tempi di percorrenza di 20 minuti circa: in tal modo si accentuerebbe la preferenza del dirottamento su Firenze dei treni provenienti da Genova. E per la linea costiera? Non sono previsti miglioramenti di linea.

Come si può invertire tale situazione? Innanzitutto, istaurando una costruttiva volontà politica bipartisan ed individuando una visione all’interno della quale proporre gli interventi sulla base di studi di fattibilità per il primo riscontro di sostenibilità tecnica, economica, ambientale e di comparazione. Sebbene i costi di uno studio di fattibilità siano relativamente ridotti, sussiste una ritrosia da parte degli amministratori pubblici a sostenerli perché non certi dell’esito e perché troppo spesso pressati dalla spesa corrente in contesti elettorali. Si tratta di investimenti per il futuro e questa ritrosia rappresenta uno dei motivi per i quali il nostro Paese non cresce. I territori che non ne dispongono sono deboli: basta pensare all’occasione persa con il flop della Tranvia dei Navicelli nell’ambito del PNRR.

Qual è la sua visione? Per essere competitivi occorre calarsi in una dimensione europea. Basti pensare allo sviluppo della Darsena Europa: non è sufficiente connettersi con la rete Ten-T. In una situazione di attendibile overcapacity dei porti dell’Alto Tirreno, Livorno potrà risalire nelle quote di mercato soltanto se i suoi collegamenti terrestri saranno competitivi.

 

La scelta degli operatori logistici si basa sulla distanza economica e sui servizi collegati. I corridoi europei di riferimento sono pertanto confrontati in tali scelte e al momento quello italiano riguardante la Toscana è marginale rispetto agli attuali flussi commerciali di provenienza/destinazione centro ed est Europa.

Occorre creare le condizioni di inserimento autonomo: la direttrice ferroviaria Brennero-Modena-costa tirrenica. Fra l’altro, con l’operatività del Terzo Valico del Giovi, i porti liguri, inserendosi competitivamente nei corridoi europei, sono destinati ad intensificare le relative già dominanti quote di mercato. In particolare, la diretta concorrente La Spezia che già ha consuntivato nel 2025 1,2 milioni di teu, un livello di un’altra dimensione rispetto a Livorno (726 mila).

Quindi l’allacciamento all’attuale direttrice passante per Firenze non può essere competitiva nel tempo per la costa? Proprio così, sia per l’aggravio di allacciamento e sia perché la direttissima centrale già oggi presenta un’intensità di traffico che sovente crea disservizio nel rispetto degli orari. Non sussistendo alternativa in termini di tempi di percorrenza, si pone il problema di come soddisfare il crescente incremento di domanda di alta velocità previsto nei prossimi decenni. L’Italia punterà a rafforzare l’attuale direttrice fino a provvedere al raddoppio o in alternativa si impegnerà a supportare l’alternativa di un corridoio costiero? Al riguardo, è fondamentale che i territori costieri si coordino per sostenere tale alternativa, tramite studi di fattibilità di supporto.

Dalla visione alla realtà. Quali attività possono essere proposte? È evidente che nel frattempo occorre rimanere con i piedi per terra con proposte concrete di studi di fattibilità realizzabili in tempi relativamente brevi di interventi di alta-capacità:

  • Ardenza-Vada in luogo della Collesalvetti-Vada. Quest’ultimo progetto oltre alle difficoltà tecniche da superare, è caratterizzato da una debole sostenibilità economica prevedendo l’utilizzo di pochi convogli merci alla settimana a fronte di un costo aggiornato di 500 milioni di euro. Altra cosa l’alternativa dell’Ardenza-Vada che consentirebbe riduzioni di circa 10 minuti per tutte le categorie di treni, comprese le Freccie
  • Tratta lineare ai confini di Toscana e Lazio in un contesto agricolo tale da consentire alte velocità e ridurre i tempi di percorrenza complessivi Pisa-Roma di un’ora facendo perdere la convenienza del dirottamento su Firenze.
  • Livorno-Interporto-Pontedera: in luogo del by pass di Pisa con le stesse motivazioni della prima proposta tenendo anche presente difficoltà di spazi di sosta compatibili per l’ingresso a Navacchio. Solo tale opera consentirebbe la riduzione dei tempi di percorrenza dalla costa verso Firenze di 20 minuti!
  • Signa-Interporto Gonfienti-Prato con i significati positivi risvolti positivi sia per il traffico merci che per quello civile
  • Modena-Lucca-Pisa per tenersi pronti per promuovere il corridoio tirrenico: con l’insieme delle opere si creerebbe una valida alternativa all’asse centrale in quanto i tempi di percorrenza Modena-Roma sarebbe similari a quelli attuali via Bologna-Firenze.
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