Politica 25 Maggio 2026

“Il gemellaggio con Bat Yam deve essere revocato”, lo chiede il PCI Livorno 

Livorno 25 maggio 2026 “Il gemellaggio con Bat Yam deve essere revocato”, lo chiede il PCI Livorno 

"Il gemellaggio con Bat Yam deve essere revocato", lo chiede il PCI Livorno 

Foto Odo 1982

La segreteria PCI di Livorno, per chiedere la revoca del gemellaggio con la città israeliana di Bat Yam. WL’assalto alla Freedom Flotilla e il trattamento riservato agli attivisti internazionali rappresentano una ferita aperta nella coscienza del diritto internazionale e un attacco diretto alla solidarietà umana.

Mentre il mondo osserva, giungono testimonianze agghiaccianti di ciò che accade lontano dalle telecamere: denunce di torture fisiche e psicologiche che trasformano una missione umanitaria in un incubo di violenza sistematica. È una strategia del terrore che mira a silenziare il dissenso globale. Ciò che rende queste torture ancora più inaccettabili è il silenzio assordante della comunità internazionale. I governi di origine degli attivisti spesso preferiscono la prudenza diplomatica alla difesa dei diritti fondamentali dei propri cittadini

Non possiamo permettere che la violenza diventi la risposta standard alla solidarietà. Pertanto, oggi occorre una presa di posizione politica forte e determinata da parte di tutti, a partire dalle istituzioni cittadine e non solo. Per questo, crediamo fermamente che

la revoca del gemellaggio tra Livorno e la città israeliana di Bat Yam istituito nel 1961, sia un atto politico urgente, dovuto e non più rimandabile, necessario per allineare la tradizione internazionalista della nostra città con il rispetto dei diritti umani e il diritto internazionale, ponendo fine a un legame istituzionale che oggi stride fortemente con le mozioni di boicottaggio già approvate in Consiglio Comunale.

Oggi, mantenere inalterato questo rapporto istituzionale rappresenta un’inaccettabile contraddizione politica per una città da sempre in prima linea per la solidarietà internazionale e l’antifascismo. Non si può sventolare la bandiera della pace e, allo stesso tempo, stringere la mano alle istituzioni di uno Stato come Israele che calpesta sistematicamente il diritto internazionale e sta attuando un genocidio contro il popolo palestinese per il proprio suprematismo.

La revoca del gemellaggio non è un capriccio ideologico, ma il logico e necessario completamento di un percorso politico già avviato.

È arrivato il momento di stracciare quel protocollo. Per la Palestina, per il suo popolo, per la nostra comunità e per la storia gloriosa della nostra città”

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