Cronaca 27 Febbraio 2019

Il patrimonio del Goldoni di nuovo in attivo, Nogarin: “I conti tornano”

 

Nogarin:” Il valore della cultura. A un certo punto Livorno ha rischiato di perdere la Fondazione Goldoni. Alcune scelte politiche “discutibili” fatte dieci anni fa avevano determinato un impoverimento del patrimonio della Fondazione, andato pesantemente in rosso.

Dopo due anni di lavoro da parte nostra, ora i conti tornano. Ecco come abbiamo fatto

L’assessore Belais e il direttore Leone in 2 anni hanno raccolto donazioni per oltre 95mila euro

Livorno, 27 febbraio 2019 – Nel 2018 il patrimonio netto della Fondazione Teatro Goldoni è tornato con segno positivo. Merito di un’intensa attività di fund raising portata avanti nel corso del 2017 e del 2018 dall’assessore alla cultura Francesco Belais e dal direttore della Fondazione, Marco Leone. Un’attività promozionale in tutta la Toscana che ha permesso di raccogliere donazioni generose da parte di alcuni artisti e dei loro eredi.
Statue, dipinti, bassorilievi, persino una collezione di telegrammi inviati dal maestro Pietro Mascagni, donati alla Fondazione che ha così potuto arricchire il proprio patrimonio e soprattutto allestire un percorso museale all’interno dei locali del Teatro.
Un progetto che ha preso il nome di “Goldoni, uno spazio di valore per opere di valore”.

L’effetto benefico è nei numeri.
L’esercizio 2016 si è chiuso con -60.730 euro alla voce “patrimonio netto”. L’anno successivo la perdita è stata ridotta a 15.371 euro.
Mentre il 2018 si è chiuso con un segno positivo pari a 34.628 euro.

“Nel 2008 il Comune decise di far pagare alla Fondazione un contratto di locazione per il Teatro e l’unico modo per farlo fu quello di impiegare le risorse del fondo di riserva. – racconta Marco Leone – Così facendo il patrimonio ha finito per assottigliarsi e questo ha compromesso la solidità economico finanziaria dell’ente. Negli ultimi anni siamo riusciti a invertire la tendenza, arrivando nel 2018 a registrare un attivo di oltre 34mila euro. Per farlo è stata necessaria una gestione oculata dei conti della Fondazione e dei bilanci del Teatro ma non solo. Il Goldoni non produce utili, ma reinveste ogni euro per rendere ancor più straordinaria la stagione successiva. I dati di pubblico e abbonati dimostrano che la direzione scelta è quella giusta”. 

“La vera svolta – aggiunge l’assessore Francesco Belais – si è avuta grazie a questa attività di fund raising e alla generosità di alcuni artisti provenienti da tutta la Toscana e dai loro eredi, che hanno creduto nel progetto del Goldoni e hanno voluto investire. In questo modo il nostro teatro è diventato un polo dell’arte a 360°: non più solo prosa e lirica ma un centro espositivo la cui notorietà travalica abbondantemente i confini della città. Un tempio della cultura che è sempre più considerato un bene comune”.

“Quella della Fondazione Goldoni è l’ennesima storia di risanamento di una controllata ad opera di questa amministrazione – conclude il sindaco Filippo Nogarin -. Un segnale chiaro che abbiamo voluto mandare alla vigilia della candidatura a capitale italiana della Cultura 2021. Noi crediamo nei nostri beni artistici e culturali e siamo pronti a valorizzarli e a garantire loro un futuro solido”.

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