Piombino 23 Gennaio 2026

Il Porto di Piombino tra crisi e futuro: la FIT-CISL interviene sul rigassificatore Golar Tundra

Livorno 23 gennaio 2026 Il Porto di Piombino tra crisi e futuro: la FIT-CISL interviene sul rigassificatore Golar Tundra

Il Porto di Piombino tra crisi e futuro: la FIT-CISL interviene sul rigassificatore Golar TundraNegli ultimi mesi è tornato al centro del dibattito pubblico e politico il tema della permanenza del rigassificatore Golar Tundra nel porto di Piombino. Un tema complesso, che coinvolge molteplici aspetti: ambientali, economici, infrastrutturali, ma soprattutto occupazionali.

Come FIT-CISL riteniamo doveroso entrare nel merito con serietà, responsabilità e realismo, partendo da un’analisi oggettiva dello stato in cui versa oggi il porto di Piombino.

Un porto in difficoltà strutturale: nonostante le promesse di rilancio e gli investimenti fatti, la realtà del porto di Piombino negli ultimi anni è quella di un’involuzione.

– I traffici marittimi, anziché aumentare, hanno subito una contrazione.

– La siderurgia, su cui si puntava come motore di sviluppo, che ancora non decolla.

– Il traffico passeggeri si è ridotto sensibilmente.

– Sono venuti meno i collegamenti di merci con la Sardegna, compromettendo ulteriormente l’operatività del porto.

Per questo chiediamo alle Istituzioni e alla politica di aprire un tavolo costruttivo e concreto per discutere della permanenza del rigassificatore a Piombino, superando contrapposizioni ideologiche e prendendo in considerazione l’interesse del territorio e dei lavoratori.

La FIT-CISL non difende la Golar Tundra per partito preso, ma per l’impatto positivo che – nei fatti – ha avuto sulla tenuta occupazionale del porto. Siamo pronti a confrontarci su qualsiasi proposta alternativa, ma ad oggi non vediamo soluzioni credibili in grado di sostituire il contributo concreto dato da questa attività.

Il futuro del porto passa dalla verità, non dalla propaganda.

Occorre dire la verità ai cittadini e ai lavoratori: senza un progetto industriale forte, senza il rilancio della siderurgia e senza traffici costanti, il porto di Piombino rischia di implodere.

La permanenza del rigassificatore può garantire il tempo necessario a costruire una vera alternativa, a patto che sia chiara, finanziata e realizzabile.

Nel frattempo, non possiamo permetterci di perdere posti di lavoro e servizi, né di continuare a vivere in una perenne campagna elettorale sulla pelle di chi lavora.

In questo contesto, l’unica attività significativa e continuativa resta quella legata al rigassificatore. Le operazioni di carico e scarico delle rinfuse liquide e solide, in particolare quelle connesse alla Golar Tundra, hanno rappresentato una fonte stabile di lavoro per molti operatori del porto e per l’indotto.

Il ruolo del rigassificatore: comprendiamo che la presenza della nave rigassificatrice susciti un dibattito articolato, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale e la pianificazione energetica nazionale. Tuttavia, non si può ignorare il ruolo essenziale che essa ha avuto nell’evitare il collasso occupazionale del porto di Piombino.

Inoltre, dopo numerose verifiche da parte degli organi competenti, si può affermare con ragionevole certezza che:

– non vi sono elementi concreti che dimostrino impatti ambientali negativi provocati dalla Golar Tundra;

– la sua presenza non ostacola né limita l’ingresso di altre navi o servizi nel porto.

Occupazione, programmazione, responsabilità

I lavoratori e le lavoratrici del porto, così come le imprese portuali, chiedono certezze. Non possiamo continuare a vivere in un clima di incertezza che blocca investimenti, programmazione e sviluppo.

La FIT-CISL continuerà a farsi portavoce delle istanze dei lavoratori portuali, difendendo il diritto al lavoro, alla dignità e allo sviluppo del territorio.

Minicorso Fisar 11 Febbraio 2026
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