Ambiente 30 Luglio 2022

Inceneritore, Rifiuti Zero ribatte le dichiarazioni dei sindacati e organizza “Il gioco delle verità” invitando Sindaco, sindacati e Aamps

Livorno 30 luglio 2022

Inceneritore, Rifiuti zero Livorno ribatte punto per punto le dichiarazioni dei sindacati e lo fa con un comunicato che qui riportiamo integralmente

“Dopo aver ottenuto i dati sull’inceneritore di Livorno chiesti ad Aamps, che spiegano nel dettaglio perché l’impianto deve chiudere prima possibile (come del resto hanno votato i cittadini), certi sindacati si stanno arrampicando sugli specchi da giorni, agitandosi insieme a qualche loro referente politico della destra, del PD, di altri partiti ed arrivando, non sappiamo se consapevolmente o per semplice ignoranza, a parlare di cifre e situazioni completamente fuori dalla realtà.

Analizziamo ad esempio l’ultimo comunicato firmato da varie sigle sindacali (non sappiamo se e quanto condiviso con i lavoratori), dopo che una parte della CGIL si è giustamente espressa per la chiusura dell’inceneritore di Livorno (in linea con la CGIL di Roma).

Aamps ha fatto pagare ai livornesi le perdite dell’inceneritore, che ha speso più di quello che incassava? Per i sindacati è “colpa di chi non ha garantito il rispetto della norma che impone la termovalorizzazione prima del conferimento in discarica”, perciò Aamps per evitare che le altre città portassero i rifiuti in discarica ha bruciato i loro rifiuti a prezzi stracciati.

Non è una ricostruzione che ci convince. Prima di tutto non esiste alcuna norma che “impone” di utilizzare gli inceneritori al posto delle discariche. Altrimenti sarebbe già intervenuta la magistratura.

Tanto è vero che in realtà la Regione Toscana ha finora sempre autorizzato le discariche di Peccioli, Scapigliato, ecc. ad allargarsi, indicandole perfino come un “modello” di cui andare fieri.

Secondo noi non sono un modello, perché in realtà la migliore alternativa all’incenerimento è il riciclo spinto al massimo, ma di fatto i sindacati hanno scritto una falsità.

Secondo i sindacati, poi, “come raccontato in prima persona da Federico Castelnuovo, il concordato di A.A.M.P.S. è stato pagato grazie al termovalorizzatore”.

Che dire? Castelnuovo è uno dei tanti ex amministratori di Aamps, a suo tempo contestato dagli stessi sindacati, non certo la Bibbia.

Le affermazioni vanno dimostrate con i bilanci, ma i bilanci dicono che anche durante il concordato l’inceneritore è costato più di quello che ha incassato…e la differenza l’hanno dovuta sborsare i livornesi con la bolletta TARI.

Altra falsità dunque, che oltretutto è in contraddizione con la prima, con la quale si lanciano accuse per le perdite provocate – a loro dire – dalla “concorrenza” delle discariche (che in realtà sono complementari agli inceneritori: nelle discariche ci vanno a finire le scorie dell’incenerimento e tutto ciò che non può essere comunque bruciato).

“La raccolta porta-a-porta è stata progettata male”, questo secondo i sindacati sarebbe un altro motivo degli alti costi che hanno causato la perdita economica dell’inceneritore.

A parte il fatto che sono stati loro per anni a chiedere ed ottenere che la raccolta porta-a-porta non venisse applicata a Livorno e poi a chiedere ed ottenere forme ibride miste, che indubbiamente – anche per colpa loro – hanno peggiorato la resa del sistema, in realtà sono proprio le perdite create dall’inceneritore prima della raccolta porta-a-porta (secondo il piano di concordato, ben 15 milioni di ammanchi di cassa sono stati causati dall’abolizione da parte dell’Europa dei finanziamenti pubblici CIP6 per gli inceneritori, a partire dal 2011, ben prima dell’estensione della raccolta porta-a-porta) ad aver portato l’azienda sull’orlo del fallimento, evitato grazie all’aumento della TARI pagato dai livornesi (+15% a partire dal 2016).

Che il presunto peggioramento della qualità dei rifiuti abbia causato un aumento dei costi è poi una falsità colossale: prima della raccolta porta-a-porta, la raccolta differenziata a Livorno si aggirava intorno al 40%, mentre adesso è intorno al 65%.

Significa che prima l’inceneritore ospitava rifiuti molto più ricchi di frazioni organiche impure rispetto ad oggi, che necessitavano di pre-trattamenti molto costosi. Chi li pagava? I sindacati? No, i livornesi con la tariffa.

I sindacati sostengono inoltre che “grazie all’ingresso in RetiAmbiente, tardivo a causa di errate scelte politiche del passato, oggi chi porta i rifiuti a Livorno deve pagare € 139,50 a tonnellata”.

Altre falsità! L’ingresso in Retiambiente è stato ritardato proprio dalla stessa Retiambiente, che ha imposto a Livorno di concludere prima il risanamento aziendale, per non dover spalmare gli aumenti tariffari anche sulle altre province della costa. In sostanza ci hanno chiesto che a pagare i debiti causati dall’inceneritore fossero solo i livornesi.

Ecco le dichiarazioni dell’allora numero uno di Retiambiente, Marco Frey, apparse sulla stampa a luglio 2016: «Aamps entrerà in Retiambiente al termine del percorso di ripianamento dei debiti, prima sarebbe impossibile: la perizia, necessaria per entrare a far parte della società, avrebbe esito negativo».

E’ stata Aamps inoltre a chiedere a Retiambiente una tariffa maggiorata per conferire i rifiuti nell’inceneritore, 139 euro invece della media molto più bassa fatta pagare per anni, proprio per evitare l’ennesimo tracollo finanziario.

Ma negli anni in cui l’Aamps perdeva tutti questi soldi, non erano proprio i sindacati, insieme a tanti politici e cosiddetti manager, ad affermare invece che l’inceneritore portava utili? Con quale credibilità ora vorrebbero spiegarci cosa deve o non deve fare Aamps nel prossimo futuro?

“Finalmente con la nuova direzione aziendale la manutenzione ordinaria è tornata in programmazione ed il pre-selezionatore è tornato in funzione”, affermano trionfanti i sindacati.
Sì, ma quanto costano la manutenzione ordinaria e il pre-selezionatore? Pagano i sindacati? No, pagano i livornesi con la tariffa.

Dicono poi i sindacati: “I costi che teoricamente dal 2026 dovremmo sostenere per le emissioni climalteranti sono false, per due motivi. Il primo è che se dovessimo portare i rifiuti in discarica comunque dovremmo pagarli perché ci verrebbe addebitata dagli impianti a cui conferiamo.
Secondo, grazie all’emendamento 422 approvato dal Parlamento Europeo il 22 giugno 2022, i termovalorizzatori sono esclusi dagli impianti che dovranno pagare per le emissioni climalteranti”.

In realtà sono loro a scrivere delle falsità incredibili:

1) prima di tutto, l’indifferenziato che teoricamente Livorno dovrebbe conferire in discarica sarebbe povero di frazione organica (grazie alla raccolta porta-a-porta), quindi non produrrebbe gas climalteranti per fermentazione, a differenza dell’inceneritore, che li produce a causa dei processi di combustione.

2) secondo, l’emendamento 422 approvato dal Parlamento Europeo non esclude affatto gli inceneritori dal pagamento delle sanzioni per le emissioni, ma li include nuovamente, limitandosi a chiedere una valutazione di impatto e una proposta di legge per evitare (giustamente) che i rifiuti tolti dagli inceneritori vengano semplicemente dirottati in discarica, anziché verso gli impianti di riciclo.

Qui riportiamo il link al testo dell’emendamento 422, sul sito ufficiale del Parlamento Europeo, perché ognuno possa rendersi conto delle falsità che i sindacati raccontano per difendere l’inceneritore:
https://www.europarl.europa.eu/…/TA-9-2022-0246_IT.html

Insistono i sindacati: senza inceneritore “i costi di conferimento dei nostri rifiuti indifferenziati, pari a 36.000 tonnellate all’anno dati certi (le riduzioni dei quantitativi sono mere speranze), dovranno salire da € 139,50 a circa € 180,00 a tonnellata”.

Tre falsità in una sola frase!

1) Livorno non produce 36mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati, almeno stando ai “dati certi”: secondo ISPRA nel 2020 Livorno ha prodotto 27mila tonnellate l’anno di indifferenziata, aumentate a 31mila nel 2021 secondo Aamps, per effetto dell’emergenza covid.

2) Non si capisce perché le riduzioni future dovrebbero essere “mere speranze”. Questi presunti esperti si esprimevano nello stesso modo anche 10 anni fa, quando Livorno produceva oltre 60mila tonnellate l’anno di indifferenziata a causa del sistema a cassonetti stradali.

In realtà, con il progetto di tariffa puntuale presentato da Aamps la raccolta differenziata a Livorno potrà arrivare intorno all’80%, in linea con i capoluoghi di provincia italiani dov’è già applicata: significa produrre solo 15mila tonnellate di indifferenziata all’anno, un quarto rispetto a quello dell’era preistorica dei cassonetti, quell’epoca tanto difesa e rimpianta dagli esperti (sic) del sindacato.

3) Non si capisce perché senza inceneritore i costi di smaltimento dovrebbero salire da 139 a 180 euro a tonnellata. Il mercato offre tariffe intorno alle 100 euro a tonnellata, mentre i livornesi hanno pagato in media circa 170 euro a tonnellata, salite ad oltre 200 euro negli ultimi due anni.

I sindacati si spingono ad ipotizzare una “perdita milionaria dei ricavi da energia elettrica venduta al sistema; oggi il nostro impianto sta fatturando cifre veramente importanti, a luglio il fatturato supererà il MILIONE di euro in un solo mese, dopo i € 640.000, del mese di giugno, quindi potenzialmente si potrebbe incassare un totale annuo sopra i 10 MILIONI, a cui i livornesi dovrebbero rinunciare”.

Questo è il trionfo della mistificazione (speriamo involontaria!).
Trattandosi di ricavi, per calcolare se questi sono in grado o no di produrre davvero un guadagno è necessario sottrarre i costi.

La guerra in Ucraina ha causato una temporanea esplosione del prezzo dell’energia elettrica, compresa quella generata dagli inceneritori, ma anche i costi gestionali degli impianti sono aumentati per lo stesso motivo.
Aumentando il prezzo dell’energia in generale, di conseguenza aumentano i costi per servizi, opere e forniture. Ma questo i sindacati non lo dicono.

Trattasi comunque di una situazione tragica e straordinaria, in base alla quale non è possibile pianificare il futuro di un’azienda di pubblico servizio.

Infine: siamo proprio sicuri che gli extra-ricavi causati dalla guerra non debbano almeno in parte tradursi in rimborsi alle città che portano a Livorno i propri rifiuti, magari per accordi tariffari sottoscritti in precedenza?

Il comunicato dei sindacati conclude:

“È chiaro che tutti ci auguriamo che la guerra in Ucraina finisca il prima possibile, e che i costi energetici si riducano drasticamente, ma è ovvio che non torneranno mai quelli della pandemia da COVID-19, dove il mondo intero, compreso le fabbriche, si è fermato, e dispiace constatare che chi ha scritto quel documento ha invece utilizzato i costi energetici irripetibili della pandemia”.

Anche in questo caso, doppia falsità:

1) se davvero si augurano che la guerra finisca, vuol dire che si augurano anche che i ricavi per la vendita di energia dell’inceneritore tornino ad essere la miseria di prima, cioè una media di 11 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciati.

2) Aamps non ha affatto utilizzato solo i valori della pandemia: il documento presentato mostra la media degli anni 2014-2020, cioè 7 anni, per un ricavo appunto di 11 euro a tonnellata (a cui vanno sottratti i costi…per finire come al solito in negativo).

Fa impressione comunque notare che in un lunghissimo comunicato sindacale non vengaviene affrontato minimamente il tema dell’interesse dei lavoratori, ma solo un’indebita ingerenza nelle strategie politiche del Comune e aziendali di Aamps.

Perché?

Aamps ha presentato un piano di riconversione impiantistica che non solo non prevede alcun licenziamento, ma addirittura prevede nuove assunzioni.

Al sindacato non interessano questi aspetti? Eppure dovrebbero essere gli unici di sua competenza: difesa e aumento dei posti di lavoro, oltre alla garanzia di riqualificazione professionale degli addetti e difesa della loro retribuzione.

Perché non parlano di questo? Il problema è la perdita degli straordinari per i turni di notte all’inceneritore? Benissimo, l’azienda dovrebbe aver proposto soluzioni per riqualificare e garantire i lavoratori. Perché non se ne parla pubblicamente?

C’entrano forse giochi politici per dividere la maggioranza ed indebolire il sindaco di Livorno? A noi queste cose non interessano, basta che non coinvolgano le politiche virtuose sui rifiuti. Che lo scontro si consumi su altri terreni, se di questo dovesse trattarsi, senza condannare Livorno ad altri debiti e altro inquinamento.

Abbiamo già dovuto lottare, per anni, contro i sindacati che non volevano introdurre la raccolta porta-a-porta, la quale ha – come promettevamo noi – creato di centinaia di nuovi posti di lavoro, senza pesare sui conti ma anzi garantendo maggiori incassi, per la rivendita delle frazioni differenziate ecc.

Ci aspettavamo delle scuse e un “grazie” da parte di chi dovrebbe occuparsi dei lavoratori, invece ci ritroviamo nuovamente questi soggetti schierati contro progetti elaborati per salvare i conti aziendali e produrre ulteriore nuova occupazione.

Vergognoso.

Visto che nessuno ha ancora pensato a rendere pubblico e trasparente lo stucchevole dibattito sui conti Aamps e l’inceneritore, in cui finora si sono susseguite riunioni a porte chiuse oltre a comunicati con accuse pesantissime di dati fasulli che l’azienda avrebbe presentato alla Giunta comunale (!), tocca a noi intervenire.

Giovedì prossimo 4 agosto, Rossano Ercolini condurrà un dibattito a cui sono pubblicamente invitati non solo il sindaco e l’assessora all’ambiente, ma anche la parti in causa, cioè l’amministratore Aamps ed i sindacati, oltre a tutte le forze politiche.

Presenteremo i dati forniti da Aamps alla città, poi verificheremo chi davvero avrà mentito ai cittadini ed alle istituzioni.
Vedremo chi avrà il coraggio di presentarsi e con quale documentazione sarà in grado di sostenere le proprie affermazioni.

Resta inteso che chi avrà mentito verrà cortesemente invitato a presentare le dimissioni dal proprio incarico, seduta stante”

Rifiuti zero

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