Interrogazione su Diop, Amadio a Giani: “La sua solidarietà non basta. Ripensi a quella nomina”
Livorno 23 giugno 2026 Interrogazione su Diop, Amadio a Giani: “La sua solidarietà non basta. Ripensi a quella nomina”
Intervento dai toni molto duri quello della consigliera regionale Marcella Amadio durante la discussione dell’interrogazione n. 82 riguardante la condanna per diffamazione a carico della vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop, nei confronti di un consigliere comunale di Livorno.
Prendendo la parola dopo la risposta del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, Amadio ha ringraziato il governatore per la solidarietà espressa nei suoi confronti, precisando però che, a suo giudizio, “non serve e non basta”. La consigliera ha quindi contestato la ricostruzione dei fatti fornita dal presidente, sostenendo di voler ripercorrere personalmente la vicenda “visto che c’ero io in Consiglio comunale”.
Nel suo intervento Amadio ha ricordato che, dopo un acceso confronto nell’aula del Consiglio comunale di Livorno con il sindaco, una dipendente comunale avrebbe pubblicato sui social a commento di un post di Amadio la frase: “Altro che Regione, l’Amadio deve essere cancellata”. Secondo la consigliera, proprio quella frase l’avrebbe spinta a chiedere un chiarimento direttamente nell’ufficio della dipendente.
Amadio ha spiegato di essersi recata nell’ufficio accompagnata da un collega consigliere comunale, presente come testimone, e di aver fatto registrare l’incontro “in modo che nessuno si inventasse niente”. Ha quindi sostenuto di aver mantenuto un atteggiamento tranquillo e rispettoso, limitandosi a chiedere cosa significasse l’espressione “deve essere cancellata”, ribadendo di essere “una persona e non un tratto di penna”.
La consigliera regionale ha poi ricordato che, alcuni giorni dopo, sul quotidiano Il Tirreno venne pubblicato un comunicato firmato dai consiglieri di maggioranza del Comune di Livorno, nel quale, ha riferito, veniva condannato “con sdegno” il comportamento da lei tenuto insieme a un altro consigliere comunale. Nel corso del suo intervento Amadio ha letto alcuni passaggi del comunicato, ricordando che venivano contestati un comportamento “violento, squadrista e intimidatorio”, una “violenta aggressione verbale” ai danni della dipendente comunale, un presunto abuso di potere e un “atto vile e inaccettabile”. Il comunicato, ha aggiunto, sosteneva inoltre che la dipendente fosse stata costretta al ricovero ospedaliero a causa del malessere provocato dall’episodio.
Su quest’ultimo punto Amadio ha espresso le proprie perplessità, affermando che quel giorno si trovava in Consiglio comunale e di non aver visto né sentito l’arrivo di alcuna ambulanza.
Rivolgendosi direttamente al presidente Giani, la consigliera ha inoltre sostenuto che esiste una netta differenza tra la libertà di espressione e ciò che, a suo giudizio, costituisce un’offesa personale o addirittura una minaccia, facendo nuovamente riferimento alla frase “l’Amadio deve essere cancellata”.
Successivamente Amadio ha precisato di non voler “inferire” sulla vicepresidente Diop in sua assenza, affermando che avrebbe preferito confrontarsi direttamente con lei. Ha quindi spiegato che il riferimento alla vicepresidente nasce dal fatto che oggi ricopre un ruolo istituzionale di primo piano all’interno della Regione Toscana.
La consigliera ha poi ricordato di essere “fiera” della propria appartenenza politica alla destra e di non voler essere giudicata per le proprie idee, aggiungendo di non giudicare le persone in base al loro orientamento politico, ma ai loro comportamenti.
Entrando nel merito della posizione della vicepresidente regionale, Amadio ha sostenuto che chi firma un comunicato stampa con contenuti di quel tipo dimostra, a suo giudizio, di essere “irresponsabile”, “privo di esperienza”, di agire “con molta superficialità” e di mostrare una “incapacitá totale nel comportamento”.
Secondo la consigliera, tali valutazioni assumono un peso ancora maggiore considerando il ruolo oggi ricoperto da Mia Diop. “Quando il consigliere comunale è vicepresidente della Toscana e rappresenta tutta la Regione, questa cosa mi preoccupa perché non è all’altezza”, ha dichiarato in aula.
Amadio ha quindi criticato anche le modalità con cui, secondo lei, sarebbe maturata la nomina della vicepresidente, affermando: “Non si diventa vicepresidente per le lottizzazioni interne o per un gioco di correnti all’interno del Pd, ma con l’esperienza e con la capacità”.
Nel passaggio conclusivo del suo intervento la consigliera ha ribadito la richiesta politica rivolta al presidente della Regione, sostenendo che Diop, anche in considerazione della delega alla legalità, “dovrebbe tornare a casa”. Rivolgendosi ancora a Giani, ha aggiunto: “Vorrei che lei ripensasse a quel ruolo”. Infine ha concluso affermando che, a suo giudizio, “la signorina Diop non è assolutamente in grado di stare a sedere su quella poltrona”.
L’intervento ha chiuso uno dei momenti più accesi della discussione consiliare dedicata all’interrogazione sulla vicenda, riaccendendo il confronto politico tra maggioranza e opposizione sul ruolo della vicepresidente della Regione Toscana.
Di seguito l’intervento in aula di Amadio e di Giani
