Intitolazione a Igor Protti, il Prefetto spegne le polemiche: “Nessuno scontro con il Comune, solo iter richiesto dalla legge”
Livorno 16 luglio 2026 Intitolazione a Igor Protti, il Prefetto spegne le polemiche: “Nessuno scontro con il Comune, solo iter richiesto dalla legge”
Nessun diniego, nessuna bocciatura della proposta di intitolare un’area cittadina a Igor Protti e nessun contrasto istituzionale con il Comune di Livorno. A chiarirlo è il prefetto Giancarlo Dionisi, intervenuto con una nota per fare luce sulla vicenda che nelle ultime ore ha alimentato il dibattito pubblico.
Il rappresentante del Governo spiega che la comunicazione inviata dalla Prefettura al Comune aveva «il solo ed esclusivo scopo di completare l’istruttoria prevista dalla legge» e non rappresentava in alcun modo una valutazione negativa sulla figura dell’ex capitano amaranto.
Dionisi ricorda infatti che la normativa prevede una procedura particolare quando si intende intitolare un luogo pubblico a una persona scomparsa da meno di dieci anni.
«La normativa vigente – spiega – prevede che l’intitolazione di un luogo pubblico a una persona scomparsa da meno di dieci anni costituisca una deroga alla disciplina ordinaria e, proprio per questo, richiede un’istruttoria particolarmente accurata e adeguatamente documentata».
Secondo il Prefetto, la richiesta rivolta al Comune rientra quindi nella normale attività amministrativa.
«La Prefettura, come qualsiasi altra amministrazione pubblica, ha il dovere di acquisire tutti gli elementi necessari prima di adottare una decisione. È questo il significato della richiesta rivolta al Comune di Livorno: non un diniego, non una valutazione sulla figura di Igor Protti, ma la normale acquisizione della documentazione necessaria per consentire all’autorità competente di svolgere la propria funzione».
Dionisi precisa inoltre che la deliberazione approvata dal Consiglio comunale esprimeva la volontà politica dell’assemblea, ma non era accompagnata da una relazione illustrativa capace di documentare in modo organico le motivazioni della richiesta di autorizzazione in deroga.
Per questo motivo la Prefettura ha chiesto un’integrazione istruttoria, «come avviene ordinariamente in qualsiasi procedimento amministrativo».
Nel frattempo, aggiunge il Prefetto, la documentazione richiesta è già stata trasmessa.
«La relazione illustrativa richiesta è già pervenuta alla Prefettura. Ciò consentirà di completare serenamente l’istruttoria e di proseguire il procedimento secondo quanto previsto dalla legge».
Da qui anche l’invito ad abbassare i toni della discussione.
«Non comprendo le ragioni della polemica sviluppatasi in queste ore. La documentazione richiesta è stata trasmessa e il procedimento amministrativo può ora proseguire regolarmente. Si è trattato, semplicemente, di un ordinario rapporto tra amministrazioni pubbliche».
Infine il Prefetto esclude qualsiasi frizione istituzionale con Palazzo Civico.
«Non esiste alcun motivo di contrapposizione con il Comune di Livorno o con il Sindaco. Esiste soltanto il dovere, che la Prefettura continuerà a esercitare con equilibrio, imparzialità e senso delle istituzioni, di applicare la legge nel rispetto delle procedure previste dall’ordinamento».
La nota si conclude con un messaggio che punta a chiudere definitivamente la vicenda: l’istruttoria proseguirà sulla base della documentazione ora acquisita e sarà definita «con la serenità e l’imparzialità che devono caratterizzare ogni decisione amministrativa».
