Attualità 31 Luglio 2026

Italia, da marzo una task force con 400 militari nel Golfo: missione di difesa aerea di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein

Livorno 31 luglio 2026 Italia, da marzo una task force con 400 militari nel Golfo: missione di difesa aerea tra Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein

 

Una missione avviata da mesi e rimasta finora poco conosciuta. Dalla seconda metà di marzo 2026 l’Italia ha schierato circa 400 militari dell’Aeronautica Militare nell’area del Golfo nell’ambito della Task Force Air-Arabia, un dispositivo destinato a contribuire alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo dei Paesi partner della regione.

L’esistenza della missione è riportata sul sito del Ministero della Difesa, che spiega come il dispiegamento sia stato deciso “a seguito della crisi nell’area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner”. Il contingente opera a supporto delle forze armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein.

Secondo il Ministero, la Task Force Air-Arabia è comandata dal colonnello Michele Schiavi e ha il compito di concorrere “alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell’area”.

Nella descrizione ufficiale della missione si precisa inoltre che il dispositivo integra capacità di allarme precoce, comando e controllo, difesa aerea, trasporto tattico, sorveglianza radar e contrasto ai sistemi aerei senza equipaggio, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza regionale e proteggere le infrastrutture strategiche.

Le ricostruzioni della stampa

Secondo quanto riportato dalle agenzie stampa, da Repubblica e dal Giornale, il contingente italiano sarebbe supportato da alcuni dei principali sistemi di difesa nazionali, tra cui batterie missilistiche Samp-T, sistemi antidrone Skynex, radar e caccia Eurofighter. Le stesse ricostruzioni riferiscono inoltre della presenza di ulteriori militari italiani impiegati nell’area.

Il Ministero della Difesa, nelle informazioni pubblicate sul proprio sito, conferma invece il numero di circa 400 militari dell’Aeronautica Militare senza entrare nel dettaglio dell’intero dispositivo operativo.

Tutte le armi in campo:

Secondo l’Ansa che ricostruisce tutti i mezzi e gli uomini impiegati, il dispiegamento italiano sarebbe così composto:

La Task Force Air-Arabia comprende: “la Task Group Argo, equipaggiato con velivolo E-550A CAEW, sistema multi-sensore per l’allarme precoce, la sorveglianza aerea e le funzioni di comando, controllo e comunicazione. L’assetto consente di rilevare, identificare e tracciare potenziali minacce aeree.

La Task Group Typhoon, composto da quattro velivoli Eurofighter F-2000A, impiegati per concorrere alla difesa dello spazio aereo assegnato. La Task Group Medal, equipaggiato con velivolo da trasporto C-130J/KC-130J. La Task Group Kuwait, che assicura capacità di sorveglianza aerea attraverso un radar per la difesa aerea AN/TPS-77 e fornisce supporto tecnico specialistico a favore dei velivoli della Kuwait Air Force. Ed infine la Task Group C-UAS, dotato di sistema anti-drone ACUS-E, impiegato per il contrasto ai sistemi aerei senza equipaggio di piccole dimensioni”.

L’interrogazione del Partito Democratico

La missione ha già acceso il dibattito politico. I capigruppo del Partito Democratico nelle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, insieme al responsabile Esteri del partito, hanno presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo chiarimenti al Governo.

Secondo gli esponenti dem, l’ultima delibera sulle missioni internazionali autorizzerebbe l’impiego di personale italiano in Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein e Qatar, mentre l’Arabia Saudita non sarebbe espressamente indicata tra i Paesi previsti dalla scheda autorizzativa.

Per questo motivo chiedono all’esecutivo di chiarire il quadro normativo e operativo della Task Force Air-Arabia e le modalità con cui è stato disposto il dispiegamento del contingente.

 

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