Ambiente 31 Ottobre 2019

“La discarica del Limoncino c’è’ perché il Parco dei Monti Livornesi non c’è’”

La discarica del Limoncino c’è’ perché il Parco dei Monti Livornesi non c’è’ 

LivornoPress interno della discarica LimoncinoLivorno 31 ottobre 2019 – “Dopo quasi 10 anni le associazioni che aderiscono ad Occhi sulle Colline sono costrette a ripetere il no alla discarica del Monte La Poggia. Nel 2008 veniva pubblicato dopo anni di attesa il Piano del Parco Provinciale dei Monti Livornesi, pieno di ottimi propositi che resteranno completamente disattesi. In esso, tra le altre cose, leggiamo alcuni stralci:

“I problemi più evidenti sono comunque quelli relativi alla pericolosità geologica che è generalmente superiore ad un grado medio-basso (classe 3). Le aree più problematiche risultano quelle lungo le valli della maggior parte dei corsi d’acqua e a NO di Monte la Poggia in località Cava che ricadono in classe di pericolosità 4 cioè quella più elevata.”

“Tenendo conto del tradizionale riferimento che l’area dei Monti livornesi costituisce da sempre per le popolazioni limitrofe, anche come punto di relax e di svago, può risultare efficace prevedere la progettazione di un centro attrezzato con area da picnic, servizi, punto ristoro. La zona interessata è individuata nella ex cava del Monte La Poggia, luogo straordinariamente panoramico, per la quale potrebbe essere previsto un progetto di risistemazione ambientale, anche attraverso l’eventuale recupero dei volumi esistenti, con criteri adeguati alla confortevole accoglienza degli utenti. In linea generale, l’area dovrebbe comprendere una zona a parcheggio, una con tavoli e servizi, nonché uno spazio che potrebbe essere adibito a rappresentazioni musicali e teatrali all’aperto (il tutto, accessibile ai portatori di handicap).”

E’ vero che la cava è al di fuori dei confini del Parco Provinciale dei Monti Livornesi, infatti il confine passa a pochi metri di distanza, eppure solo chi non ha a cuore il territorio collinare può continuare a pensare che il Parco sia solo quello delimitato dai confini attuali. Se vogliamo che il Parco diventi un’occasione di sviluppo sostenibile deve essere valutato e gestito nella sua interezza e in collegamento con le aree circostanti. Se siamo ancora qui a discutere di una discarica sul Monte La Poggia vuol dire che le Istituzioni non hanno mai creduto al Parco e quindi hanno negato alla Comunità la possibilità di uno sviluppo turistico sostenibile e dei conseguenti posti di lavoro.

Nessuno ne parla ma la zona di Limone dove è situata l’area della potenziale discarica conserva testimonianze archeologiche di grande interesse rappresentate da numerosi siti medievali quali chiese, conventi, villaggi e singole unità abitative che si sono stratificati su preesistenze etrusche e poi romane. La presenza di un acquifero importante che scaturisce dai piedi del Monte La Poggia ha favorito l’insediamento dell’area fin dalla preistoria (vedi il Ripostiglio dei bronzi di Limone), insediamento che si è protratto per tutte le successive epoche storiche. Ne rappresentano evidenti testimonianze i resti di due acquedotti, uno addirittura di Età romana e uno di Età 2 Moderna, noto come primo acquedotto che agli inizi del XVII secolo portò l’acqua alla neonata città di Livorno. Ricca di storia è la cinquecentesca Villa di Limone che fu dei Grifoni, cavalieri di S. Stefano; degno di nota è pure il piccolo borgo rurale ottocentesco della Fattoria dell’Orologio a Limoncino Alto. La pietra calcarea del monte è stata poi utilizzata in numerose fornaci da calce, di cui rimangono le vestigia, sorte in contemporanea all’ingrandimento della città. Per concludere, la zona, quasi interamente boschiva, è attraversata da una rete viaria di antico impianto che aspetta solo di essere riscoperta dal punto di vista storico e valorizzata dal punto di vista culturale, così da offrire ai visitatori/escursionisti una serie di itinerari di grande effetto.

Ecco, noi dunque vogliamo scaricare su tutto questo tonnellate di rifiuti?

Il percorso di ridefinizione del Sistema delle Aree protette dei Monti Livornesi avviato dalla Regione con i Comuni è appena iniziato, ma sembra già procedere senza la necessaria urgenza. C’è bisogno di lavorare tutti uniti ad un’area protetta che funzioni per dare avvio il prima possibile ad una serie di azioni e progetti lungimiranti che non lascino spazio a chi vuole monetizzare e prosciugare in pochi anni le risorse del nostro territorio”.

LE ASSOCIAZIONI ADERENTI A OCCHI SULLE COLLINE:

Agire Verde Livorno A.N.P.A.N.A. Livorno (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente) A.N.W.I. Livorno (Associazione Nordic Walking Italia) Asd Il Mandriolo Circolo Ippico l’Unicorno Circolo Porto di Livorno gruppo MTB Collesalviamo l’Ambiente C.S.S.T.O. (Comitato Salvaguardia e Sviluppo Territorio e Occupazione) CAI Livorno (Club Alpino Italiano) FIAB Livorno (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) GAPL (Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese) G.I.R.O.S. (Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee) Legambiente Livorno L.I.P.U. Livorno (Lega Italiana Protezione Uccelli) Salviamo il Salvabile Trekking Libertas WWF Livorno (World Wide Fund for Nature) In collaborazione con: GBL (Gruppo Botanico Livornese)

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