Cronaca 6 Luglio 2021

La famiglia Di Fazio dona un defibrillatore alla SVS

Livorno 6 luglio 2021

La famiglia Di Fazio dona un defibrillatore alla SVSÈ una storia che viene da lontano e che racconta di una vita spesa al servizio della medicina e della cura dei malati, sempre con lo sguardo rivolto a chi ha più bisogno di aiuto.

I protagonisti sono: Antonino Di Fazio medico anestetista-rianimatore e cardiologo, purtroppo scomparso improvvisamente alla fine di aprile; la sua famiglia composta dalla moglie Grazia Nicosia; i due figli Giuseppe e Laura Di Fazio; lo zio e il fratello di Grazia che si chiamano entrambi Angelo Nicosia e la SVS Pubblica Assistenza.

La famiglia, per ricordare la straordinaria figura di uomo e medico, ha voluto donare un defibrillatore semiautomatico alla memoria di Antonino Di Fazio, che entrerà subito in servizio sugli scooter sanitari che SVS mette a disposizione del progetto Estate Sicura del Comune di Livorno e che pattuglieranno la costa labronica per operare immediatamente su possibili situazioni di emergenza urgenza, aggirando difficoltà di traffico e abbreviando i tempi di primo intervento, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Terminata l’estate l’apparecchio continuerà a svolgere il suo servizio sulle ambulanze dell’associazione.

Con una breve, ma commovente cerimonia si è svolta la consegna dell’apparecchio da parte dei familiari ai volontari della SVS, accompagnati dalla presidente Marida Bolognesi e dal direttore Francesco Cantini, nella sede storica dell’associazione, in via San Giovanni, proprio nel locale che ospita la mostra che ripercorre i 130 anni di attività dell’associazione.

Il defibrillatore è sicuramente l’apparecchio più adatto per ricordare l’impegno di Antonino Di Fazio che iniziò la sua carriera medica ospedaliera nei primi anni ’70 all’Unità di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Livorno, diretta dal professore Enrico Fontana, e con questi iniziò poi a lavorare ad un progetto con i nuovi pacemaker, ed infatti, Antonino fu fra i primi, nella nostra città, ad impiantarli sui pazienti cardiologici. Successivamente fu inaugurato nel nostro ospedale il reparto Utic (Unità di terapia intensiva cardiologia), sotto la direzione del professor Pasquale Del Bene, che volle Di Fazio come suo primo aiuto.

Il cuore è dunque sempre stato al centro delle cure mediche prestate dal dottor Antonino, come quando si prese la responsabilità di tranquillizzare e assistere al parto una donna con problemi cardiologici alla quale tutti i medici avevano sconsigliato una gravidanza e il parto. Un’esperienza professionale, vissuta circa trent’anni fa, che affrontò con tutta la tranquillità che gli veniva dalla sua esperienza con i pacemaker e che avrebbe utilizzato temporaneamente per aiutare la donna ad affrontare il lieto evento. Non ce ne fu bisogno, tutto andò per il meglio e nacque Lapo, un bellissimo bambino che ebbe anche gli onori della cronaca per l’eccezionalità dell’evento.

Un uomo generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri, come quando si recò in Irpinia subito dopo il terremoto, insieme alla Compagnia Portuali per prestare il suo aiuto o ancora, lo scorso anno, quando insieme alla moglie Grazia decise di fare una donazione alla SVS, perché l’associazione potesse dotarsi di protezioni anti-Covid per i volontari, che ogni giorno dovevano affrontare l’emergenza sanitaria.
Da oggi il suo nome, inciso sul defibrillatore semiautomatico, continuerà, se pur in un’altra forma ad essere vicino a chi ha bisogno di aiuto ed i volontari che se ne serviranno sapranno di essere sostenuti dall’esempio di un uomo che ha saputo mettere la sua vita al servizio dei malati.

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