Cronaca 18 Ottobre 2020

La lettera: “Bruciati vada in banca, si accenda un mutuo e si compri il Livorno”

stadio armando picchiLivorno 18 ottobre 2020

Gentilissimo consigliere comunale Marco Bruciati di Buongiorno Livorno, prendendo spunto da queste sue parole su un possibile futuro del Livorno Calcio….

Bruciati (BL): “Livorno Calcio bene comune da gestire anche con partecipazione pubblica”

Il Livorno Calcio, a prescindere dalla natura giuridica privata della società, può essere considerato per la città un bene comune e quindi gestito, almeno in parte, con una partecipazione pubblica?

La risposta, secondo noi affermativa, ce la danno molti modelli che in giro per l’Europa e per l’Italia stanno portando pian piano i tifosi e le rappresentanze pubbliche a possedere quote di società sportive private.

… Vorrei in primis ricordarle che il calcio giocato soprattutto a certi livelli è un pozzo senza fondo. Le società calcistiche arrivano a pagare cifre astronomiche per ingaggi e stipendi di persone il cui unico talento è quello di tirare la palla.

Si sa, il mercato è questo e da tempo un calciatore guadagna sempre 100 volte lo stipendio di un Christiaan Barnard o di un altro luminare della medicina.

Se si chiede come mai ho nominato un Barnard, più avanti lo capirà.

Perchè un cittadino dovrebbe automaticamente diventare azionista di una squadra di calcio e pagare con le sue tasse i debiti?

Lei signor Bruciati crede che diventando azionista di minoranza del Livorno Calcio, il Comune con la sua partecipazione pubblica possa fare la differenza e comandare?

Ma anche se fosse in grado di comandare, è sicuro che il Comune poi nomini una persona adatta e capace al punto da creare utili?

A fantasia secondo me supera anche Asimov, potrebbe scriverci un libro di fantascienza o meglio di fantacalcio.

Riusciranno con questo suo progetto i cittadini a veder tappare almeno una buca per la strada con gli utili derivanti dal Livorno Calcio o dovranno tutti gli anni frugarsi per rimettere in pari un bilancio?

Personalmente tra le due ipotesi vedo più probabile la seconda.

Lei parla di altre città europee, ma non dice che squadre di calcio sostengono.

Certamente se prendo magari ad esempio… un nome a caso…  il Real Madrid.. non posso sicuramente paragonare la sua realtà a quella degli Amaranto.

A Livorno avevamo tutto, Cantiere, fabbriche, ora invece al posto di molte realtà ci sono cattedrali nel deserto (ex TRW, Ceramiche industriali etc etc). Perchè non si è fatta una partecipazione pubblica per queste realtà invece di venderle o lasciarle a marcire nel territorio cittadino?

Non sarebbe meglio investire i soldi pubblici per salvare centinaia di posti di lavoro e realtà produttive che almeno sulla carta hanno più potenzialità di realizzare utili invece che perdite come una squadra di calcio?

Sicuramente mi risponderà in due modi:

  1. che voi non eravate al governo quando sono accadute queste cose, e posso anche darvi ragione;
  2. risponderà che lei ha parlato di sport e non aziende, facendo anche l’esempio delle piscine, e qui a mio parere come si dice, ci casca l’asino.

 

Si, ci casca proprio l’asino, e questo perchè non si può mettere le piscine sullo stesso piano del Livorno Calcio.

Gentilissimo Bruciati, Piscine e Livorno Calcio sono due cose diverse, basti pensare solo a chi servono e per quale scopo.

Il Livorno Calcio a chi serve? Ai tifosi, quanti sono i tifosi su tutti gli abitanti livornesi? A quale scopo serve il Livorno Calcio ai tifosi?… Divertimento

Le piscine a chi servono? In pratica a tutti i Livornesi, servono a chi fa sport amatoriale, a chi vuole tenersi in forma ma soprattutto servono a chi deve anche fare riabilitazione. Lo scopo delle piscine non è solo divertimento (andare a vedere una partita di pallaanuoto ma anche terapia riabilitativa per la salute).

Senza contare il costo enorme di straordinari per forze dell’ordine e municipale ogni quindici giorni, quando un quartiere viene blindato e bloccato per ore.

Detto tutto questo concludo tornando a Barnard.

Da cittadino preferisco usare i soldi delle mie tasse per finanziare una partecipazione pubblica in una società (sempre in perdita) che supplisca alle carenze ospedaliere ed i servizi dell’asl locale, piuttosto che pagare in eterno debiti per 22 persone che tirano una palla.

Se Lei ha tanta voglia di sostenere privatamente il Livorno Calcio vada in banca, si accenda un mutuo e si compri le quote societarie, ma lasci i cittadini livornesi fuori dal “pozzo nero” del calcio.

Ormai a Livorno come detto prima abbiamo perso tutto, o svenduto tutto, è vero che da qualche parte bisogna pur cominciare per non continuare a perdere patrimoni della città ma; meglio perdere il Livorno Calcio 1915 “pezzo di storia” che indebitarsi.

Lettera firmata

 

 

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