Politica 31 Marzo 2026

La responsabilità del “No”: coerenza, visione pubblica e attuazione dei principi costituzionali

Livorno 31 marzo 2026 La responsabilità del “No”: coerenza, visione pubblica e attuazione dei principi costituzionali – nota congiunta Piero Tomei e Alberto Brilli

La responsabilità del “No”: coerenza, visione pubblica e attuazione dei principi costituzionali

Piero Tomei, consigliere PD

C’è un filo rosso che lega molte delle scelte e delle prese di posizione di questa maggioranza di governo nazionale: l’uso selettivo dei principi. Due pesi e due misure. Garantismo quando riguarda sé stessi, rigidità e approccio punitivo quando il bersaglio sono gli altri, a partire dalle opposizioni.
Parole sferzanti nei confronti dell’azione sindacale, delle manifestazioni pacifiche, subalternità nei confronti dei potenti che portano guerra e distruzione.
Le dimissioni arrivate in ritardo rispetto a ogni criterio di decenza istituzionale, dopo la sconfitta referendaria, sono lì a dimostrarlo. Non è solo una questione di opportunità politica: è un problema
di credibilità delle istituzioni.
La stessa incoerenza si è manifestata durante la battaglia referendaria sulla giustizia, dove singoli episodi sono stati utilizzati per attaccare la magistratura e sostenere che i giudici fossero in difetto, piegando casi complessi a una narrazione politica utile al momento. Una forzatura che entra in evidente contrasto con il dettato costituzionale, che definisce in modo chiaro l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della magistratura. Il tentativo di umiliare l’organo preposto al controllo e
al rispetto delle leggi, la cui stesura attiene al legislatore politico, per interessi di basso cabotaggio.
Ne è esempio la grottesca gestione della cosiddetta “famiglia del bosco”. In nome di una libertà evocata a corrente alternata, si è arrivati a mettere in discussione il valore della scuola, della
socialità, del diritto dei minori a crescere dentro una comunità educativa. Ma allo stesso tempo, la stessa maggioranza non esita a scagliarsi contro le famiglie considerate “non conformi”. Il dubbio
che emerge è quello di un doppio standard anche sul terreno dei diritti e del riconoscimento sociale.
Questa maggioranza mostra così tutta la propria debolezza: non solo nelle singole scelte, ma nell’incapacità di tenere insieme principi, coerenza e visione.
Una politica che cambia registro a seconda della convenienza finisce per perdere autorevolezza.
Per questo è sempre più evidente la necessità di costruire un’alternativa di governo capace di tenere insieme ciò che oggi viene diviso: diritti e responsabilità, libertà e comunità, sicurezza e garanzie, lavoro e ambiente, servizi offerti indipendentemente dalla dimensione del portafoglio. Un’alternativa che parta da un punto fermo e non negoziabile: la piena e coerente applicazione del dettato costituzionale, uguale per tutti, senza eccezioni.
Un nuovo patto politico e sociale, retto da un programma coerente, pensato con le parti vitali del Paese; condiviso da forze politiche progressiste e democratiche, e che veda il coinvolgimento delle forze sociali, dal mondo sindacale, all’associazionismo, dal terzo settore alle giovani generazioni
che vogliono pace e diritto al futuro.
Alla luce di quello che il voto referendario ha espresso, la responsabilità che il “No” ci consegna è chiara: serve costruire una proposta politica unitaria, solida e credibile. Che individui nei principi
costituzionali il comune denominatore, e nella loro applicazione la stella polare. Un rinnovato ruolo dell’azione pubblica, nel solco della pace, dell’uguaglianza, del rafforzamento del welfare, e di un
coerente sviluppo economico e sociale.

Il capogruppo PD in Consiglio Comunale, Piero Tomei
Il segretario dell’Unione Comunale PD Livorno, Alberto Brilli”

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