Aree pubbliche 14 marzo 2019

La torre di Calafuria finisce in Regione, Marchetti (FI): «La giunta toscana tenti il tutto per tutto per recuperarla»

Mozione del Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti

«Il Demanio nel 2015 l’ha inserita in un decreto come spazio culturale. Lì ci sarebbero anche fondi per la manutenzione straordinaria: che si aspetta?»

«La giunta toscana tenti il tutto per tutto per recuperarla»

 

«La Regione deve tentare il tutto per tutto per recuperare e restituire a nuova vita la Torre di Calafuria, sul litorale di Livorno tra Antignano e Quercianella, anche eventualmente valutando la possibilità di far da capofila di progetti artistico-culturali coi quali accedere al decreto interministeriale del 2015 in cui il Demanio, proprietario della struttura, la aveva inserita quale spazio culturale. Lì erano previsti anche stanziamenti a fondo perduto per la manutenzione straordinaria. La Torre però è chiusa dal settembre 2013 e l’abbandono se la sta divorando a morsi con degrado crescente. Che si aspetta? Si attivi la Regione»: questo il senso della mozione con cui  il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti farà svettare il baluardo difensivo costruito tra il XVI e il XVII secolo direttamente sui tavoli della giunta regionale toscana affinché se ne occupi.

«Ci sono passato davanti alcune settimane fa – racconta Marchetti – e l’ho vista lì, con le sue impalcature di sostegno. Il tetto pericolante. Le facciate scrostate. Ho provato a cercare se vi fossero soluzioni percorribili e forse una chiave d’accesso alla via del recupero della struttura l’ho trovata. Chiedo alla Regione di utilizzarla, perché la Torre che ha ospitato lo studio del pittore e vignettista Alberto Fremura risulta inaccessibile dal 23 settembre 2013, quando dal ballatoio e dal tetto si staccarono in direzione scogli laterizi e pietre».

Il bene – che come scrive Marchetti nel suo atto «si innalza per circa 20 metri» ed è «parte del sistema difensivo che la città di Livorno aveva elaborato attraverso una serie di fortificazioni tra il XVI e il XVII secolo» – è attualmente «di proprietà del Demanio artistico e storico che, il 22.12.2015, la indica tra gli edifici da includere nei benefici previsti con Decreto interministeriale n. 514 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibact) di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze che disciplina le modalità di utilizzo dei beni immobili di proprietà dello Stato non utilizzabili per altre finalità istituzionali, e non trasferibili agli enti territoriali ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, destinati ad ospitare studi di giovani artisti italiani e stranieri per la realizzazione di produzioni di arte, musica, danza e teatro contemporanei, Decreto registrato dalla Corte dei Conti il 17.03.2016».

«Con tale disposizione interministeriale – dettaglia ancora la mozione del Capogruppo di Forza Italia – si prevede di poter assegnare alcuni beni a soggetti che presentino “adeguato progetto artistico, di durata almeno decennale” (art. 3 comma 3) dietro “canone mensile simbolico non superiore ad euro 150 con oneri di manutenzione ordinaria”, mentre per la manutenzione straordinaria (art. 4 comma 2) “a favore degli assegnatari degli immobili […] è prevista l’erogazione di contributi a fondo perduto in proporzione alle spese sostenute a valere su apposito fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze”».

«Dallo stato in cui ho visto essere la Torre – osserva Marchetti – desumo che quei fondi non siano stati attivati». Quelli o altri, qualcosa insomma si faccia. E Marchetti lo chiede alla Regione invitandola «ad attivarsi, per quanto nelle proprie prerogative e presso tutti gli enti coinvolti, affinché la Torre di Calafuria ottenga la meritata riqualificazione e torni a costituire un punto di riferimento per le attività artistiche e culturali della Toscana e della Costa degli Etruschi» e «a valutare la possibilità per la stessa Regione di farsi capofila di progetti utili ad attingere a ogni opportunità di finanziamento ed erogazione risorse da destinare a questa finalità».

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