Chiesa 7 Settembre 2021

“Lavoriamo per una transizione ecologica giusta”, la parole del Vescovo Giusti e il pensiero ai lavoratori ENI

vescovo simone giusti montenero

vescovo simone giusti montenero

Livorno 7 settembre 2021

Nella celebrazione della Santa Messa a Montenero il vescovo di Livorno , Monsignor Simone Giusti, si è fermato a riflettere sul tema che caratterizza la giornata del creato di quest’anno

Il tema della giornata era la transizione ecologica

 Per camminare in una nuova vita occorre trovare una via di compromesso tra l’uso ecologico del pianeta e l’attenzione al lavoro e alle persone.

La via esiste: è lo stesso Vangelo ad indicarcela.

Un progetto unisce gli uomini di tutta la terra.

Lavoriamo per una transizione giusta

La transizione ecologica di cui oggi molto si parla e si scrive, è «insieme sociale ed economica, culturale e istituzionale, individuale e collettiva»  ma anche ecumenica e interreligiosa.

È ispirata all’ecologia integrale e coinvolge i diversi livelli dell’esperienza sociale che sono tra loro interdipendenti: le organizzazioni mondiali e i singoli Stati, le aziende e i consumatori, i ricchi e i poveri, gli imprenditori e i lavoratori, le nuove e vecchie generazioni, le Chiese cristiane e le Confessioni religiose…

Ciascuno deve sentirsi coinvolto in un progetto comune, perché:

avvertiamo come fallimentare, l’idea che la società possa migliorare attraverso l’esclusiva ricerca dell’interesse individuale o di gruppo.

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Per realizzare tale transizione sono molti i piani su cui agire simultaneamente.

Occorre, da un lato, approfondire l’educazione alla responsabilità, per un nuovo umanesimo che abbracci anche la cura della casa comune, coinvolgendo i molti soggetti impegnati nella sfida educativa.

C’è innanzitutto da superare forme di antropocentrismo esclusivo e autoreferenziale, per riscoprire quel senso di interconnessione che trova espressione nell’ecologia integrale, in cui sono unite l’ecologia umana con l’ecologia ambientale.

Don Primo Mazzolari, maestro di spiritualità e di impegno sociale della Chiesa del Novecento, scriveva così nel 1945: «Forse tante nostre infelicità derivano da questo mancato accordo con la natura, come se noi non fossimo partecipi di essa.

Tutto si tiene, ed accettare di vivere in comunione non è una diminuzione, ma una pienezza».

Occorre, al contempo, promuovere una società resiliente e sostenibile dove creazione di valore economico e creazione di lavoro siano perseguite attraverso politiche e strategie attente all’esposizione a rischi ambientali e sanitari. Questi passaggi complessi esigono di essere realizzati con attenzione per evitare di penalizzare – specie sul piano lavorativo – i soggetti che rischiano di subire più direttamente il cambiamento (qui ovviamente il mio pensiero va ad esempio ai lavoratori della Raffineria di Stagno, che sono in mezzo al guado): la «transizione ecologica» deve essere, allo stesso tempo, una «transizione giusta».

Ricercare assieme

Il cambiamento si attiverà solo se sappiamo costruirlo nella speranza, se sappiamo ricercarlo assieme: Insieme è la parola chiave per costruire il futuro: è il noi che supera l’io per comprenderlo senza abbatterlo, è il patto tra le generazioni che viene ricostruito, è il bene comune che torna a essere realtà e non proclama, azione e non solo pensiero. Il bene comune diventa bene comune globale perché abbraccia anche la cura della casa comune.

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