Lavoro portuale, Ciampini UNIPORT: “Le risorse ci sono, ora serve la norma”
Livorno 14 luglio 2026
L’invecchiamento della forza lavoro, il ricambio generazionale e il riconoscimento delle tutele per chi opera sulle banchine sono stati al centro dell’intervento di Alessio Ciampini, rappresentante di UNIPORT, durante il dibattito “Lavoro portuale: il grande assente della riforma”, organizzato nell’ambito della Festa dell’Unità di Livorno.
Nel corso dell’incontro, Ciampini ha richiamato l’attenzione sulla situazione occupazionale del porto livornese, sottolineando come i dati disponibili evidenzino una popolazione lavorativa sempre più anziana.
«Oggi parliamo di lavoro portuale e lo facciamo a Livorno perché gli ultimi dati che abbiamo a disposizione ci raccontano una popolazione lavorativa che sta invecchiando e che sta avendo sempre più difficoltà sulle nostre banchine».
Secondo il rappresentante di UNIPORT, affrontare questa situazione significa programmare il futuro del comparto attraverso strumenti concreti di tutela.
«Serietà significa progettare il futuro e affrontare questo tema garantendo ai nostri lavoratori, circa 1.800 addetti diretti del nostro indotto portuale, misure di sostegno che partono dal contributo all’esodo per il pensionamento anticipato».
Ciampini ha ricordato che il fondo destinato a finanziare questa misura esiste già ed è alimentato dagli stessi lavoratori e dalle imprese, ma non può ancora essere utilizzato.
«È un fondo già pronto, finanziato dalle imprese e dagli stessi lavoratori, che da anni vedono trattenuta una quota in busta paga. Tuttavia manca ancora il regolamento nazionale e, di conseguenza, né i lavoratori né le imprese possono accedere a queste risorse».
Altro punto centrale dell’intervento è stato il riconoscimento del lavoro portuale tra le attività usuranti.
«Turni, lavoro notturno e attività svolte in condizioni climatiche spesso difficili devono portare a riconoscere il lavoro portuale come attività usurante, consentendo ai lavoratori di accedere alle tutele previste per queste categorie».
L’intervento di Ciampini ha posto l’accento sulla necessità di dare risposte a un settore strategico per l’economia livornese, indicando nello sblocco del fondo per l’esodo e nel riconoscimento del lavoro usurante due priorità per garantire il futuro dell’occupazione portuale.
