Cronaca 1 Maggio 2019

Licenziato padre di famiglia perchè decide di candidarsi alle amministrative livornesi

Marco Valiani "La motivazione? Accusato di essere andato a destra"

“LICENZIATO PERCHÉ LIBERO”

Livorno – “Licenziato perchè libero”, è questo Il il titolo del post di Marco Valiani pubblicato su Facebook nel quale spiega il motivo del suo licenziamento, un motivo sembra legato alla scelta di scendere i campo alle prossime amministrative a Livorno con la sua lista civica “Livorno in Movimento”.

Marco Valiani: “Il 30 aprile Monica Pecori consigliera in regione Toscana mi ha licenziato a far data dal 10 maggio.
Ha licenziato un padre di famiglia, evidentemente diverso da quelli che dice di voler difendere, solo perché ho un pensiero libero e diverso dal suo.
La “signora” che si dice di sinistra neanche sa cosa significhi tale parola, evidentemente, visto tale atteggiamento dispotico.
La “signora” che inneggia nei suoi continui post a liberazione e diritti dei lavoratori probabilmente non riconosce egual diritti a tutti, ma solo a coloro che si dimostrano servi di un certo sistema.
Io sono una persona dal libero pensiero e questo credo lo abbiano capito in molti, lo sono ora come lo ero nel 2014, punito solo per il desiderio di mettermi in gioco ancora e provare a far del bene a Livorno.
Evidentemente questo procura fastidio a un certo mondo, quello stesso mondo che ha portato Livorno nelle condizioni che vediamo oggi.
Ma chi è libero non è né di destra né di sinistra, cara Pecori, chi è libero è libero di scegliere cosa sia bello e brutto, giusto o sbagliato, buono o cattivo.
Chi è libero non deve render conto e può in piena libertà portare avanti dei buoni progetti per la propria città.
Mi hai accusato di essere andato con i fascisti, ma come ti ho detto stamani tra noi due c’è un fascista e quello non sono certo io.
Chiudo con quanto mi ha scritto una cara amica di sinistra appena appresa la notizia:
“Sei stato licenziato perchè la tua datrice di lavoro (che si sente donna di sinistra) non ha potuto tenere con sè uno che fa una lista a favore di un candidato di destra.
Viva la libertà che ha sbandierato il 25 aprile, viva il lavoro che sbandiererà domani 1 maggio e soprattutto viva il libero arbitrio che persino Dio ha concesso agli uomini (ma evidentemente “I comunisti” no)”.

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