Cronaca 26 Settembre 2020

L’impatto Covid19 sulle imprese a Livorno, il nuovo report della CCIAA

Dal sistema Excelsior i primi dati sull’impatto

 

Livorno 26 settembre 2020

Il Sistema informativo Excelsior ha effettuato a livello nazionale due indagini campionarie consecutive per tracciare un identikit delle imprese con almeno un dipendente, alle prese con l’impatto da Covid 19:

la prima nel periodo tra fine maggio ed inizio giugno e la seconda un mese dopo.

I risultati delle due indagini, relativamente alle province di Livorno e di Grosseto; sono stati estrapolati dal Centro Studi e Servizi della Camera di commercio Maremma Tirreno con focus specifici che forniscono utili informazioni per monitorare lo status ed i sentiment delle imprese locali.

il Presidente Riccardo Breda:

“Il sistema camerale continua la sua opera di monitoraggio dell’impatto del Covid 19 sul tessuto imprenditoriale locale.

Dopo due ricerche ad hoc condotte direttamente, il nostro Centro Studi e Servizi ha elaborato ed analizzato; i risultati di un’indagine realizzata a livello nazionale dal sistema informativo Excelsior, in due successivi tempi, su tutti i territori provinciali.

Ebbene, da questi ultimi dati emerge in modo evidente la conferma che non solo la pandemia ha travolto e stravolto i sistemi produttivi a tutti i livelli; ma come sia importante, per affrontare la sfida dei mesi a venire, proseguire in tutte le azioni volte a supportare l’impegno che il mondo produttivo sta compiendo per far ripartire il Paese ed in particolare, continuare nel processo di innovazione e digitalizzazione delle imprese”.

A Livorno quasi 9 imprese su 10, l’88,5% del campione, dichiarano di aver subito un impatto negativo per gli effetti della pandemia.

 

La gran maggioranza di queste (quasi il 60%) prevede di poter cominciare a recuperare le perdite subite solo a partire dai primi mesi del 2021.

 

Risulta pertanto significativamente minima (10,7%); la quota di imprese intervistate che dichiara di non aver subito contraccolpi produttivi e perdite economiche significative.

Così come per tantissime altre realtà, anche nella nostra provincia sono le piccole imprese (10-49 dipendenti); le micro imprese (1-9 dipendenti) a risentire maggiormente dello shock senza precedenti legato all’emergenza Covid-19,.Le medio-grandi imprese mostrano invece una maggiore resilienza.

Nel periodo di realizzazione della prima indagine, 25 maggio/9 giugno 2020, solo il 27,5% delle imprese livornesi presenti nel campione si collocava su posizioni non troppo distanti dalle condizioni operative precedenti l’emergenza sanitaria, mentre la maggior parte, il 64%, ha dichiarato di operare a regimi ridotti rispetto alla situazione pre Covid ed il 8,6% erano ancora sospese o stavano valutando se e come riprendere l’attività.

Tali dati indicano che nel nostro territorio la percentuale di imprese è risultata minore rispetto a quella Toscana ed Italiana per regimi di attività simili rispetto a quelli pre-Covid (rispettivamente 29,9%e 32,2%) mentre risultava maggiore  per la quota di imprese con attività a regime ridotto (Toscana 62,1% ed Italia 58,2%); in posizione intermedia invece per attività sospese o che ipotizzano la chiusura (Toscana  8% ed Italia 9,6%).

In questo quadro particolarmente complesso si confermano tuttavia come strategie “premianti”, anche sotto l’aspetto della stabilità occupazionale, la presenza stabile sui mercati esteri e l’aver portato a compimento piani di digitalizzazione adeguati.

Fra i fattori di vantaggio delle imprese abitualmente esportatrici nel contenere l’impatto nell’affrontare lo shock della crisi e della chiusura forzata è da segnalare la possibilità di organizzare l’attività ricorrendo allo sviluppo del commercio elettronico e al lavoro agile.

Nell’immediata fase post-lockdown, il tessuto imprenditoriale è in primo luogo concentrato sulle misure per ripartire in sicurezza.

Circa l’86% delle imprese livornesi ha dichiarato di:

adoperarsi per l’adozione di strumenti atti a garantire il rientro in sicurezza dei lavoratori (84,3% Toscana e 81,7% Italia).

Risulta inoltre significativa l’attenzione all’adozione di protocolli di sicurezza sanitaria (circa il 59%); poi, nell’ordine, alla formazione del personale sui dispositivi di protezione individuale (50%); alla riprogettazione degli spazi dedicati all’accoglienza della clientela/utenza per garantire il rispetto del distanziamento sociale (24,2%); alla presenza di un responsabile prevenzione Covid-19 o di in punto sanitario di riferimento (16,8%),

Tra le azioni previste nel futuro a breve, oltre a garantire le misure necessarie a ripartire in sicurezza, una quota di imprese; anche se ancora contenuta, ha fra le priorità l’adozione o l’estensione delle forme di lavoro agile.

Tale “misura” risulta pianificata dall’8,7% delle imprese, lo sviluppo di servizi a domicilio (circa l’8%,) e lo sviluppo del commercio elettronico (5%).

Per fare fronte alla crisi nei prossimi mesi le imprese hanno dichiarato che:

adotteranno per lo più azioni di reskilling del personale già presente in azienda (opzione scelta da 3 imprese su 4); segno che la pandemia produrrà un’ulteriore accelerazione del processo di riconversione e rafforzamento delle competenze del capitale umano

Spostando lo sguardo sulle azioni da porre in essere nel II semestre 2020, e comunque in una prospettiva post-Covid19, si rileva un elevato dinamismo che spinge l’83,2% delle imprese livornesi (82,6% Toscana e 82% Italia) a programmare interventi a fronte del 16,8% (17,4% Toscana e 18% Italia) che dichiara di voler attendere l’evoluzione della situazione per poi delineare un piano di attività.

 

Il report riporta anche i risultati della successiva indagine, svolta tra il 22 giugno ed il 6 luglio; finalizzata a comprendere l’evoluzione della situazione con l’inizio della stagione estiva.

Ebbene, risulta aumentata in modo significativo la percentuale delle imprese con attività a regimi simili a quelli pre-emergenza (dal 27,5% al 35,5%); mentre le quote delle imprese con attività a regime ridotto e quella delle attività sospese si attestano su valori più bassi rispetto a quelli riscontrati nell’indagine condotta un mese prima.

L’arrivo dell’estate non riesce tuttavia a fugare tutte le apprensioni sul futuro. Aumentano le imprese che posticipano il periodo di ritorno ai regimi post COVID al primo semestre 2021; ciò non si verifica, nello specifico, per le imprese digitali e in transizione digitale ;che rispetto alle non digitali fanno registrare un aumento significativo della quota per cui si è già verificato un ritorno alla piena operatività.

Tra le imprese livornesi che hanno dichiarato di proseguire l’attività tra agosto e ottobre 2020; il 59,2% prevede di avere problemi di liquidità, quota che risulta grosso modo in linea  con il valore medio regionale (58,9%) e nazionale (58,4%).

Il Report completo è consultabile sul sito della Camera di commercio Maremma e Tirreno: https://www.lg.camcom.it/pagina1753_studi-e-ricerche.html

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