Attualità 7 Luglio 2026

Linea Tirrenica, 6 luglio: avevamo avvisato. La lettera aperta del comitato pendolari 

Livorno 7 luglio 2026

Linea Tirrenica, 6 luglio: avevamo avvisato. La lettera aperta del comitato pendolari

LINEA TIRRENICA, 6 LUGLIO: AVEVAMO AVVISATO

Spettabili

Assessore Filippo Boni,
RFI,
Trenitalia,

oggi la linea Tirrenica ha mostrato esattamente ciò che avevamo previsto e annunciato da settimane: se ai cantieri già presenti sulla costa si sommano i lavori di Ponte al Pino, il sistema non regge.

Non è polemica, è cronaca.

Sulla Pisa–Roma, in prossimità di Follonica, un inconveniente tecnico alla linea ha prodotto rallentamenti fino a 80 minuti per Alta Velocità, Intercity e Regionali. La Regione Toscana ha segnalato ritardi e cancellazioni sulla Pisa–Grosseto–Roma, compreso il 4132 Roma Ostiense–Pisa con 70 minuti di ritardo e il 19410 Grosseto–Pisa cancellato da Campiglia a Pisa. Nel pomeriggio si è aggiunto anche il rallentamento sulla Roma–Pisa tra Santa Severa e Ladispoli, con maggiori tempi di percorrenza fino a 70 minuti.

Tutto questo mentre la Tirrenica viene chiamata ad assorbire deviazioni e traffico nazionale legati ai lavori nel nodo di Firenze. Più che una linea ferroviaria, oggi è sembrata una corsia d’emergenza nazionale: appena succede qualcosa, si blocca tutto.
E la sensazione dei pendolari è chiarissima: per tenere in piedi la lunga percorrenza, a pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i regionali.

Non si può dire che non ve lo abbiamo detto prima.

Oggi l’Italia ferroviaria è apparsa divisa in due: l’asse centrale condizionato dai lavori di Firenze e la costa tirrenica costretta a subirne gli effetti senza un piano adeguato per i pendolari, per i lavoratori e anche per i turisti che hanno prenotato sulla costa toscana.

E non si dica che l’alternativa è l’auto. Tra Grosseto Sud e il confine regionale l’Aurelia non è un’alternativa sicura: è una strada già segnata da incidenti gravi e mortali.
Chi vive e lavora su questo territorio, purtroppo, negli anni ha visto con i propri occhi incidenti mortali e tragedie stradali. Obbligare i pendolari a lasciare il treno per percorrere l’Aurelia significa scaricare il problema ferroviario sulla sicurezza delle persone.

Ricordiamo anche una cosa semplice: tra Grosseto e Capalbio ci sono cinquanta chilometri, quanto tra Firenze e Pontedera. Non è una tratta marginale della regione: è un pezzo intero di Toscana, con lavoratori, studenti, imprese, turismo e servizi pubblici lasciati soli.

Non chiediamo comunicati di circostanza. Chiediamo un intervento serio: protezione dei regionali, gestione trasparente delle precedenze, informazioni tempestive, coincidenze garantite a Campiglia, Grosseto e Orbetello, e un piano vero e urgente per la pericolosissima Aurelia.

Oggi non è accaduto l’imprevedibile. È accaduto l’annunciato.

E quando un disservizio è annunciato, non basta chiamarlo “inconveniente tecnico”.

Distinti Saluti,

Comitato pendolari costa tirrenica

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