Ambiente 30 Luglio 2021

Livorno, maleodoranze di fine giugno, Arpat: “individuata la possibile causa”

La possibile sorgente della maleodoranza è stata individuata nell’area portuale del Terminal Calata Orlando dove erano in lavorazione migliaia di tonnellate di cippato ligneo che emette naturalmente odore di resina simile a solvente

image_arpat_maleodoranzeLivorno 30 luglio 2021

Nell’ultima settimana del mese di giugno sono pervenute al Dipartimento ARPAT di Livorno segnalazioni di forti maleodoranze tipo “solventi e vernici”, avvertite da alcuni cittadini in varie aree del centro della città in prossimità del porto “Mediceo”.

Dopo un primo esame dei dati di direzione e velocità del vento, è stato effettuato un sopralluogo nell’area portuale identificata come probabile sorgente delle maleodoranze.

Le segnalazioni si sono concentrate nei giorni 26-29 giugno e preliminarmente i tecnici hanno esaminato i dati del vento a disposizione di ARPAT, registrati dalla centralina meteo LAMMA-LI installata a Livorno e sulla base delle informazioni fornite dagli esponenti (luogo, data, orario in cui è stata avvertita la maleodoranza) sono state ricostruite le traiettorie a ritroso partendo dal punto della segnalazione verso le possibili sorgenti.

Pur considerando che in ambiente cittadino è difficile stabilire con sufficiente grado di approssimazione le traiettorie descritte dalle emissioni in atmosfera a causa dei fenomeni di canalizzazione determinati dagli edifici e dall’ambiente urbano in generale, le traiettorie ricostruite indicavano l’area portuale quale sorgente delle maleodoranze, area in cui sono collocati insediamenti produttivi e anche i moli di attracco per le navi.

A questo proposito, dato che era stato segnalato un odore assimilabile ai solventi, è stata anche verificata la presenza in porto di navi che trasportassero prodotti di tipo petrolchimico; pur non potendo escludere a priori che possa essersi trattato di emissioni da nave, le ricostruzioni convergono sull’area portuale del Terminal Calata Orlando.

Dall’esame degli orari delle segnalazioni e della provenienza dei venti è stato inoltre escluso che la sorgente della maleodoranza potesse trovarsi nell’area dei cantieri navali limitrofi al porto Mediceo, come invece si ipotizzava in alcune segnalazioni dei cittadini.

Dal sopralluogo effettuato il 1° luglio i tecnici del Dipartimento hanno potuto appurare che presso il Terminal Calata Orlando erano in lavorazione migliaia di tonnellate di cippato ligneo, costituito in proporzione variabile, soprattutto da legno di pino, abete e pioppo. Il cippato arriva al porto trasportato da camion, viene scaricato in apposite baie all’aperto delimitate da barriere tipo “new Jersey” stradali, caricato su nave e inviato al luogo di destinazione.

Il legno, soprattutto quello di pino, emette naturalmente odore di resina simile a solvente e l’emissione odorigena dai cumuli legnosi è maggiore, e può essere trascinata nelle zone cittadine da cui provenivano le segnalazioni, quando si verificano particolari condizioni meteo (temperatura, direzione e intensità del vento, precipitazioni, etc) oltre che in talune fasi della lavorazione durante ad esempio lo scarico a banchina, l’imbarco su nave e lo spostamento mediante mezzi meccanici dei cumuli in deposito.

Anche negli anni scorsi, l’analisi di alcune segnalazioni per odori molesti, pervenute sempre da cittadini residenti nella zona centrale della città, indicava la sorgente nel Terminal Calata Orlando e durante un sopralluogo effettuato nel giugno 2020 i tecnici constatarono l’odore di legno percepibile in particolare vicino ai cumuli di cippato misto di conifere e di latifoglie.

La movimentazione del cippato deve essere effettuata con particolare attenzione per evitare emissioni odorigene che possono risultare fastidiose. In tale occasione la ditta era stata invitata a mettere in atto idonee misure per contenere le eventuali emissioni odorigene come :

la riduzione del periodo di permanenza del cippato nelle baie con il carico tempestivo delle navi;
la necessità, per le operazioni di movimentazione, di prendere sempre in considerazione le condizioni metereologiche (intensità di pioggia, direzione e velocità del vento) evitando di effettuare lavorazioni in condizioni di vento elevato;
verifica della qualità delle varie tipologie di cippato conferite per evitare la presenza nel prodotto di sostanze in grado di determinare la emissione di maleodoranze.

Gli esiti delle verifiche sono stati trasmessi agli Enti per le valutazioni di loro competenza e per portare avanti il confronto rispetto al tema generale delle emissioni odorigene moleste che anche nel 2020 nonostante la pandemia in atto, è stata, insieme alle emissioni in atmosfera, la problematica segnalata di più dai cittadini livornesi data anche la prossimità dell’area portuale al centro cittadino.

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