Cronaca 4 Settembre 2026

Luoghi di culto e destinazioni d’uso, via ai controlli

Livorno 4 settembre 2026

 

Questa mattina la Prefettura di Livorno ha ospitato una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’incontro ha affrontato l’utilizzo di alcuni immobili destinati formalmente ad attività associative, culturali, commerciali o artigianali.

Secondo le segnalazioni ricevute, alcuni locali potrebbero ospitare in modo stabile o prevalente attività di culto. Il Comitato ha ribadito la tutela della libertà religiosa, riconosciuta dalla Costituzione.

La riunione ha posto l’attenzione sulla corrispondenza tra la destinazione d’uso autorizzata e l’effettivo utilizzo degli immobili.

«Di fronte alle segnalazioni e alle preoccupazioni manifestate dai cittadini ha dichiarato il Prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi ho chiesto che venga fornita una risposta chiara, documentata e priva di ambiguità. Occorre mettere nero su bianco se i locali interessati siano utilizzati nel rispetto della destinazione d’uso assentita oppure se vi si svolgano, in maniera stabile e organizzata, celebrazioni e attività di preghiera collettiva proprie di un luogo di culto».

Gli accertamenti del Comune

Il Comune di Livorno ha accolto la richiesta del Prefetto. Gli uffici tecnici e la Polizia municipale svolgeranno verifiche nei locali segnalati.

Per ogni immobile, gli accertamenti riguarderanno la destinazione d’uso autorizzata e l’attività concretamente svolta. In caso di irregolarità, l’amministrazione valuterà i provvedimenti previsti dalle proprie competenze.

«Si tratta, in primo luogo, di un problema di legalità amministrativa, urbanistica ed edilizia ha proseguito il Prefetto dal quale possono tuttavia discendere anche rilevanti questioni di ordine e sicurezza pubblica. Per questo motivo le Forze di polizia continueranno a monitorare con attenzione la situazione, verificando ogni eventuale profilo ricadente nelle rispettive attribuzioni».

La Prefettura ha inoltre ricordato che la destinazione d’uso non rappresenta un adempimento soltanto formale. Essa incide sulle caratteristiche che l’immobile deve possedere in base alla funzione svolta e al numero delle persone presenti.

Tra gli aspetti da verificare rientrano l’agibilità, l’accessibilità, la capienza, la sicurezza degli impianti, le vie di esodo e le condizioni igienico-sanitarie. Gli accertamenti riguarderanno anche gli eventuali obblighi di prevenzione incendi.

Il richiamo alla libertà di culto

Il Prefetto Dionisi ha concluso richiamando il principio di uguaglianza nell’applicazione delle regole.

«La libertà di culto deve essere garantita a tutti e senza discriminazioni, ma deve essere esercitata in luoghi regolari e sicuri. Le medesime regole valgono per una moschea, una chiesa, un tempio di qualsiasi confessione o qualunque altro spazio aperto alla partecipazione collettiva. Nessun diritto viene messo in discussione, ma non possono esistere zone franche rispetto alla legalità, alla destinazione d’uso e alla sicurezza delle persone», ha concluso il Prefetto Dionisi.

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