Cronaca 7 marzo 2019

M5S: “Il PD ha affondato il porto. Buon lavoro commissario”

“La fase commissariale che si apre oggi non sarà eterna, ma parte con buoni auspici.

Finalmente una figura di spessore, l’ammiraglio Verna, fuori dalle logiche di partito e soprattutto di quel partito che a Livorno ha fatto in porto il buono e il cattivo tempo da troppi anni.

È importante individuare gli errori del passato e fare in modo che non si ripetano più.

Il principale sta proprio nei criteri con cui troppo a lungo sono stati scelti i massimi dirigenti dell’Autorità portuale: gli abitanti di Livorno dovrebbero chiamare il Partito democratico a rispondere direttamente del disastro che sta avvenendo nel nostro porto.

Per anni infatti, il partito egemone in città e in Toscana ha gestito lo scalo come fosse di sua proprietà, nominando i suoi fedelissimi nelle posizioni di vertice, infischiandosene del merito o della trasparenza, e finendo per ridurne progressivamente l’importanza sullo scacchiere nazionale e internazionale.

Le inchieste di questi giorni non hanno nulla a che fare con questo ragionamento, sia chiaro.

Per quanto ci riguarda, se anche tutte le accuse al presidente Stefano Corsini e al Segretario generale Massimo Provinciali dovessero cadere, il giudizio politico e gestionale, in particolare su quest’ultimo, rimarrebbe pesantemente negativo.

E’ sufficiente prendere il curriculum di Massimo Provinciali, ex dirigente del ministero, catapultato a Livorno il 23 novembre 2011 dal neo ministro Corrado Passera, allora braccio destro del premier Mario Monti, per capire che c’è qualcosa che non va. Ovviamente il documento sul sito dell’Ap non è stato pubblicato, ma in rete se ne trova una versione del 2016. Tra i risultati conseguiti da Provinciali spiccano l’avvio di tre gare. Quella per la privatizzazione della Porto 2000, quella per la gestione dei bacini di carenaggio e, va da sé, quella per la realizzazione della Darsena Europa. Tre anni più tardi, un progetto è definitivamente naufragato, uno è nel limbo e uno è nelle mani di un imprenditore che pare più interessato a fare del porto di Livorno un terreno di scontro a colpi di carte bollate, invece che investire i 100 milioni promessi sul nuovo terminal crociere.

Ci raccontano che crescono i traffici merci e questo non può che farci piacere, ma per quello che era il principale porto del tirreno, è troppo poco. Livorno ha avuto il porto col freno a mano tirato, per troppo tempo. E c’è una precisa responsabilità politica dietro tutto questo. Il Pd – che oggi predica la trasparenza in Aamps, dove le nomine vengono fatte per concorso pubblico e le selezioni affidate a società terze – dovrebbe chiedere scusa per come ha gestito il porto in questi anni. E garantire che la stagione delle nomine di partito è finita per sempre. Anche per loro”

Movimento 5 Stelle Livorno

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