Cronaca 7 Settembre 2017

“Su Aamps M5S è andato contro il suo stesso programma”

Livorno Libera:”La soluzione dei problemi di Aamps non può essere la privatizzazione dei servizi, una partita che si gioca sulle spalle dei lavoratori e costituisce il preludio alla privatizzazione dell’azienda livornese”

 

Ieri pomeriggio, sulla base di una interpellanza presentata dai consiglieri di Livorno Libera (a cui si è associata analoga richiesta da parte anche degli altri gruppi dell’opposizione) si è presentato in commissione l’intero consiglio di amministrazione di AAMPS, costituito dal Presidente Castelnuovo e dai consiglieri Petrone e Tolone, oltre ai tre rispettivi assessori Vece, Martini e la neo-nominata Montanelli.

Il cda di AAMPS ha provveduto a snocciolare tutta una serie di dati che, francamente, hanno ingenerato più dubbi che certezze.

Ad esempio si è parlato, per la raccolta differenziata porta a porta attuata fino ad ora, di risultati eccellenti (sarebbe stata raggiunta la percentuale del 73,5%), ma i dati forniti non sono completi di tutte le informazioni necessarie a comprendere se le stime date siano, o meno, viziate da alcuni aspetti: vedi l’aumento dei cassonetti stradali per il rifiuto indifferenziato nelle zone limitrofe a quelle interessate dal porta a porta, o la possibilità che alcuni cittadini non abbiano smaltito i propri rifiuti nei cassonetti assegnati ma abbiano preferito utilizzare gli altri cassonetti stradali dell’indifferenziato ancora presenti sul territorio. Inoltre, non ci sono stati comunicati i quantitativi di rifiuti raccolti e la loro tipologia, prima e dopo l’inizio della raccolta porta a porta, e nemmeno sono stati forniti i dati relativi a quantitativi e tipologia di rifiuti provenienti dagli altri comuni del territorio d’ambito, bruciati nell’inceneritore di Livorno.

I dati in nostro possesso, tratti da documenti di AAMPS, confermano piuttosto quanto da noi sostenuto in commissione ieri. Con il porta a porta appena iniziato, si era passati da 3.061 di abitanti serviti nel 2013 a 11.389 abitanti serviti nel 2014, registrando un incremento di raccolta differenziata rispetto al 2013 pari a 3.000 tonnellate annue. Nel 2017, rispetto al 2016, ovvero con il porta a porta esteso da circa 16.000 abitanti (2016) a circa 46.000 abitanti (2017) si evidenzia, malgrado gli utenti siano triplicati, lo stesso incremento di raccolta differenziata registrato nel 2014, ovvero 3.000 tonnellate annue. Questo a dimostrare che la raccolta porta a porta, così come è organizzata oggi, non produce alcun effetto migliorativo, rispetto alla vecchia raccolta stradale.

Sono stati piuttosto elusivi anche sulla destinazione che potrebbero avere le decine di lavoratori dell’azienda che, a breve, dalla raccolta tradizionale dovrebbero passare a quella del porta a porta. Sappiamo che molti di questi sono in età avanzata e che hanno problemi di salute. Quelli del cda hanno genericamente riferito che la clausola sociale introdotta prevede che il personale dichiarato inidoneo, o che non intendesse essere trasferito al porta a porta, potrebbe optare per essere trasferito nelle imprese (principalmente AVR) cui sono stati esternalizzati alcuni servizi, ma alla domanda puntuale di cosa accadrebbe loro se il numero di questi fosse così elevato e/o, comunque, risultassero non idonei al lavoro neanche per queste imprese (cosa possibilissima, dal momento che le prestazioni che sono state esternalizzate non sono certo di concetto), non vi è stata alcuna risposta. La risposta, ovviamente, la conosciamo: il licenziamento.

Non ci è piaciuta nemmeno la risposta data in merito al servizio di riscossione della TARI che, presto (una volta espletata la gara), sarà esternalizzato. Oggi ricoperto da 10 lavoratori dipendenti di AAMPS, con un costo riconosciuto dal cda, pari a 55.000 euro a persona (550.000 euro l’anno complessivi) e che, in futuro, dovrebbe prevedere un costo pari a 28.000 euro a lavoratore (280.000 euro l’anno). Servizio che al comune costa 740.000 euro (che corrisponde ad AAMPS) e che, fatti due conti, in questa operazione, risparmierà solo circa 45.000 euro all’anno, ma che comporterà un bel guadagno per l’azienda che vincerà l’appalto, a discapito del salario degli operatori che vi dovranno lavorare.

C’è stata una polemica anche sulla questione sicurezza, legata al fatto che essendo il servizio di raccolta porta a porta effettuato tramite mono-operatore si costringe lo stesso a violare sistematicamente il codice della strada, che prevede, in caso di fermata, la presenza di due operatori, e sulla possibilità, per gli operatori di AAMPS, di entrare in una proprietà privata per prelevare i cassonetti condominiali. Nel primo caso, dopo aver inizialmente cercato di sostenere la congruità della cosa, hanno affermato che su questa problematica proporranno un quesito direttamente al Ministero delle Infrastrutture. Nel secondo caso, quando abbiamo ricordato loro che esiste un’Ordinanza Sindacale che, opportunamente, lo vieta espressamente, questi non si sono espressi.

Peraltro, qualora i cittadini non fossero d’accordo, riteniamo che non sarebbe possibile prevedere un obbligo specifico in merito.

Per finire si è capito questo. Il processo di risanamento dell’Azienda AAMPS (partecipata 100% comune) prosegue con l’esternalizzazione spinta dei servizi. Il personale attualmente utilizzato per la raccolta porta a porta è sottoposto a ritmi di lavoro estremamente usuranti e corre il rischio, nonostante le assicurazioni date dai componenti il cda, di licenziamento, qualora non ricollocabili né all’interno di AAMPS, né in altra azienda con questa convenzionata. L’esternalizzazione dei servizi porta, necessariamente, a tipologie di forme contrattuali sempre meno favorevoli ai lavoratori e, se da una parte serviranno a contribuire al risanamento dell’azienda, sempre più avida di risorse economiche per far fronte al piano di concordato, dall’altra contribuisce ad un sistema che vede i lavoratori sempre meno tutelati, dal punto di vista salariale, e non solo.

Non possiamo non rilevare come, contrariamente a quanto abbiano potuto affermare Nogarin e i vertici nazionali del Movimento 5 Stelle, il risanamento dell’azienda si realizzerà mettendo le mani nelle tasche dei cittadini (23,4 milioni di euro tra aumenti tariffari e crediti dichiarati inesigibili, oltre all’azzeramento pressoché totale del capitale sociale di AAMPS, che vantava una cifra superiore ai 16 milioni di euro) e come il futuro dell’azienda continui ad essere legato al funzionamento dell’impianto di incenerimento dei rifiuti che continuerà ad operare al massimo delle potenzialità, bruciando rifiuti prodotti da fuori Livorno, anche quando il sistema della raccolta porta a porta dovesse essere esteso all’intera città.

Detto questo, rileviamo due note positive: il cda si è reso disponibile a modificare il volantino che dovrebbe servire ai cittadini come guida per la raccolta differenziata e che, abbiamo dimostrato, essere totalmente inadeguato, e a rivedere il numero dei passaggi per il ritiro dell’organico, come da noi richiesto, portandolo eventualmente, da due a tre ritiri alla settimana (quantomeno nel periodo estivo)”.

Gruppo Consiliare Livorno Libera

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