Cronaca 11 gennaio 2018

Magna Closures, Gli annunci della Regione e la risposta del sindacato USB

Nella giornata di ieri la Regione Toscana ha annunciato un accordo con la Magna Closures di Guasticce. L’azienda era stata nei mesi scorsi contestata dal sindacato per le sue politiche di gestione del personale. Diamo qui conto dell’annuncio fatto dalla Regione e, successivamente, il commento del sindacato Usb sulle decisioni della Regione.

Questo il comunicato della Regione:

“COLLESALVETTI (LI) – Il presidente della Regione Toscana ha firmato questa mattina a Collesalvetti, presso la sede dell’azienda, il protocollo d’intesa con Magna Closures, la multinazionale che opera nel settore della componentistica per autovetture.

Il documento si pone l‘obiettivo di consolidare la presenza in Toscana di Magna closures, sviluppandone l’attività che ad oggi dà lavoro nella nostra regione a 562 addetti e che negli ultimi anni, in seguito ad una contrazione del mercato, ha anche fatto ricorso agli ammortizzatori sociali.

Adesso però prevede di poter raggiungere nuovamente i livelli occcupazionali e produttivi pre-crisi, ripartendo con piani di espansione. Ed in questo percorso, così come prevede il protocollo appena firmato, sarà supportata dalla Regione Toscana.

L’amministrazione regionale è infatti interessata, così come ha ribadito il suo presidente, a promuovere tutte quelle iniziative in grado di rafforzare la competitività del territorio attraverso iniziative di sviluppo e ricerca e di trasferimento teconologico, anche attraverso sinergie con l’università.

Se da un lato Magna closures si impegna a perseguire obiettivi di sviluppo e consolidamento della sua attività in Toscana, qualificando il proprio personale e e sviluppando prodotti più avanzati in una logica di filiera con il sistema universitario e con le imprese del proprio indotto, la Regione mette a disposizione di Magna le proprie competenze per favorire l’accesso ai bandi regionali in grado di sostenere gli investimenti e l’attività di ricerca e sviluppo, oltre alla formazione del personale.

Il Protocollo, che ha la durata di due anni, sarà monitorato nei suoi esiti da un comitato congiunto.

Il presidente della Regione ha sottolineato come, grazie al protocollo, l’azienda effettuerà investimenti per circa 2 milioni di euro in innovazione tecnologica. Di questi la Regione ne metterà 1 milione a fronte di un impegno da parte della Magna ad assumere 27 lavoratori. Si tratta di un concreto accordo reciproco in direzione dello sviluppo e della crescita, produttiva e dell’occupazione.

Prima della firma il presidente della Regione ha incontrato la Rappresentanza sindacale unitaria per ascoltare le loro valutazioni sulla situazione aziendale e per illustrare i contenuti del Protocollo d’intesa”.

 

Questa la risposta del sindacato Usb:

“La Regione Toscana ha firmato un protocollo di intesa con la Magna Closures di Guasticce: 2 milioni di euro di investimento tecnologico di cui 1 finanziato con soldi pubblici dalla Regione. L’azienda a fronte di questo finanziamento si impegna ad assumere 27 lavoratori. Bene. Tecnologia e lavoro sono due nodi fondamentali per un territorio. Noi però, in quanto sindacato presente in fabbrica, non possiamo fermarci alle fanfare ed ai comunicati stampa di soddisfazione ma dobbiamo svolgere il nostro ruolo e fare domande ed obiezioni specifiche.

La prima è se questo investimento e questo finanziamento potranno fermare l’uso massiccio e scriteriato di lavoratori e lavoratrici internali e di contratti a termine come avvenuto nell’ultimo periodo con lavoratori e lavoratrici rinnovati anche di giorno in giorno con messaggi sul cellulare. La seconda domanda è se all’interno di questo protocollo ci sono impegni scritti e vincolanti circa la permanenza dell’azienda sul territorio per un dato periodo di tempo o se, come avvenuto per la TRW, dopo aver usufruito di finanziamenti pubblici possono delocalizzare in altro paese quando meglio credono.
Terzo. Ci chiediamo se questi investimenti tecnologici, nel lungo periodo, possano in qualche modo generare una  riduzione del personale e in questo caso che tipo di interventi la regione ha previsto per evitarlo.
Sono tre aspetti fondamentali che meritano una risposta seria.
In ogni caso invitiamo i lavoratori e le lavoratrici ad attivarsi, dal punto di vista sindacale, affinché si possano migliorare le condizioni di lavoro per tutti gli operai. Se l’azienda ottiene soldi pubblici deve  essere costretta a mettere sul piatto degli interventi di redistribuzione del profitto che gli stessi garantiranno in futuro. Se la RSU della CGIL  non sarà in grado di farlo si faccia finalmente. da parte“.
Unione sindacale di base Livorno
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