Calcio 24 Settembre 2017

Mezzo secolo per il Re di Livorno. Auguri a Igor Protti

Tanti Auguri Igor

Oggi 24 settembre l’ex bomber Amaranto Igor Protti compie 50 anni.

La storia di Igor Protti

 

Igor Protti nasce a Rimini il 24 settembre del 1967,  è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, attuale club manager del Livorno.

È soprannominato lo Zar di Bari

È stato, assieme a Dario Hübner, l’unico giocatore capace di essere capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1, nonché l’unico capocannoniere nella storia della Serie A la cui squadra (il Bari) sia poi retrocessa.

Il 27 marzo 2007 riceve la cittadinanza onoraria di Livorno e il giorno dopo quella di Bari.

Mentre è ancora in attività agonistica, diventa testimonial dell’Unicef. Nel maggio 2009, nell’ambito di un progetto di beneficenza, interpreta una versione narrata de La bohème di Puccini al Teatro I 4 mori di Livorno. Con la compagnia teatrale Mayor Von Frinzius, composta da 80 attori dei quali metà portatori di handicap psichico, porta in scena nello stesso mese al Teatro Carlo Goldoni di Livorno lo spettacolo “Agàpe – ti manca chi c’è, t’innamori di chi manca”, per la regia di Lamberto Giannini.

La carriera

Inizia la propria carriera in Serie C1 nel Rimini, squadra della sua città, debuttando sedicenne in prima squadra il 27 maggio 1984. Quasi diciottenne passa al Livorno, città nella quale rimane per tre stagioni. Dopo una breve parentesi in prestito alla Virescit Bergamo viene acquistato dal Messina, con il quale esordisce in Serie B, segnando 31 gol in tre anni.

Nel 1992 passa al Bari: dopo due stagioni fra i cadetti, è promosso con i pugliesi in Serie A. Nella stagione 1994-1995 segna il suo primo gol e doppietta in Serie A nella partita contro il Genoa. Nel corso della stagione successiva raggiunge 24 gol che gli valgono, in concomitanza con Giuseppe Signori, il titolo di capocannoniere di Serie A; segna anche doppiette contro l’Inter (potente tiro dal limite dell’area di rigore e gol di testa dopo una traversa colpita da Kenneth Andersson),  l’Atalanta e la Cremonese. Tuttavia i suoi gol non basteranno a salvare il Bari (mai nella storia del campionato italiano di Serie A un capocannoniere era appartenuto a una squadra retrocessa), che sarà costretto a cedere proprio alla Lazio il calciatore per 7 miliardi di lire.

Riguardo a quella trattativa di mercato, Protti ha rivelato molti anni dopo che egli era vicinissimo a firmare con l’Inter, ma prima di poterlo tesserare i nerazzurri avevano la necessità di cedere Ivan Zamorano: non essendo riusciti a vendere il cileno, si ritirarono dalla trattativa e così egli si accasò con il team romano. I biancocelesti, dopo un campionato nel quale segna 7 gol, lo cedono al Napoli. Nel 1998 ritorna alla Lazio che in ottobre lo cede in prestito alla Reggiana, fra i cadetti. Nel 1999 passa al Livorno, in Serie C1: torna così in amaranto dopo undici anni; nella stagione segna 11 gol.

Si laurea capocannoniere del girone A (con 20 gol) nella stagione 2000-2001, e per la seconda volta capocannoniere fra i professionisti. La stagione 2000-2001 è terminata con la sconfitta in finale play-off contro il Como. Nella stagione successiva replica il successo precedente divenendo capocannoniere per la seconda volta consecutiva, segnando il record assoluto di gol per la Serie C1: 27 (titolo condiviso con Christian Riganò che lo ottiene nella stessa annata). Per la terza volta ottiene il titolo di capocannoniere. I suoi 27 gol portano il Livorno in Serie B dopo trentun’anni, ottenendo la promozione nell’ultima partita in casa contro l’Alzano Virescit. Alla sua prima stagione tra i cadetti con gli amaranto, diventa capocannoniere della Serie B con 23 reti, divenendo così l’unico calciatore (insieme a Dario Hubner) ad aver vinto le classifiche marcatori di tutte le categorie professionistiche, in questo caso: Serie A nel 1995-1996, Serie B nel 2002-2003 e Serie C1, nei due anni che vanno dal 2000 al 2002.

Nella stagione 2003-2004 prende parte alla compagine livornese partecipante al campionato di Serie B. Il debutto vincente contro il Genoa e varie partite sono firmate dall’attaccante riminese. I suoi gol complessivi nell’annata sono 24; affiancati ai 29 del compagno Lucarelli, saranno decisivi per il ritorno dopo cinquantaquattro anni del Livorno in Serie A, raggiunto il 29 maggio 2004 nella partita esterna col Piacenza vinta 3-1. In Serie A, a 37 anni, segna 6 gol. Durante la stagione annuncia il ritiro a fine campionato, e lascia la sua fascia di capitano a Cristiano Lucarelli. La sua ultima partita è Livorno-Juventus (2-2), occasione nella quale Protti segna l’ultimo gol della propria carriera. Con la partita Livorno-Milan del 21 dicembre 2005 il Livorno ritira la maglia numero 10 in suo onore. Il 20 luglio 2007, tuttavia, Protti acconsente a rimandare in campo tale maglia, lasciandola indossare a Francesco Tavano.

Allenatore

Dopo aver conseguito il patentino per allenare formazioni giovanili e di Lega Pro Seconda Divisione, nell’estate del 2012 viene annunciato dalla stampa (Tuttosport e La Nazione) come allenatore del Milazzo per la stagione 2012-2013.[18][19] Protti ha tuttavia smentito i contatti con la squadra che è stata infatti successivamente affidata a Marco Tosi.

Dirigente sportivo

Il 18 giugno 2015 diventa il nuovo direttore sportivo del Tuttocuoio. Il 26 aprile 2016 viene esonerato insieme al suo staff, formato dall’allenatore Lucarelli, dal vice Vanigli e dal collaboratore tecnico Conticchio.

Il 24 giugno del 2016 viene nominato club manager del Livorno.

Beach Soccer

Con altri giocatori celebri, il 2 luglio 2010 prende parte alla Nazionale italiana di beach soccer nel quadrangolare della Coppa del Mediterraneo, segnando un goal e aggiudicandosi con la squadra la competizione contro Austria, Germania e Olanda.

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