Cronaca 11 Ottobre 2026

Morti sul lavoro, Anmil: «Non dobbiamo abituarci»

Livorno 11 ottobre 2026

Foto unsplash di Adrian Rudzki

L’11 ottobre 2026 si è celebrata la 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

L’Anmil, Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, ha promosso l’iniziativa con il patrocinio della Rai e della TGR Rai. Le sedi Anmil di tutta Italia hanno ricordato le persone morte sul lavoro, gli infortunati, chi ha contratto una malattia professionale e le loro famiglie. La manifestazione nazionale si è svolta a Longarone, pochi giorni prima del 63° anniversario della tragedia del Vajont. Il luogo ha richiamato i valori della memoria, della responsabilità e dell’impegno per la sicurezza.

Anche Livorno ha partecipato alla Giornata con una serie di iniziative dedicate alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le iniziative organizzate a Livorno

La giornata livornese è iniziata alle 8.15 con il raduno dei partecipanti in Piazza Grande.

Alle 8.30, la Cattedrale di San Francesco ha ospitato la Santa Messa in suffragio dei Caduti sul lavoro.

Monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno, ha officiato la celebrazione.

Alle 9.30, i partecipanti hanno formato un corteo accompagnato dalla Banda musicale della città di Livorno.

Hanno partecipato anche i gonfaloni delle pubbliche amministrazioni e le bandiere delle associazioni.

Il corteo ha raggiunto Largo Tito Neri, sul Ponte Santa Trinità.

Qui il sindaco Luca Salvetti ha inaugurato una panchina di marmo bianco dedicata alle vittime del lavoro.

Durante la cerimonia, i partecipanti hanno deposto una corona di alloro.

Il corteo ha poi raggiunto il Municipio di Livorno per la cerimonia civile.

L’appuntamento si è svolto alle 10.30 nella Sala consiliare del Palazzo Comunale, in Piazza del Municipio.

La cerimonia civile

La cerimonia ha riunito il sindaco Luca Salvetti, il presidente territoriale Anmil Giuseppe Diamanti e l’assessore al Lavoro Federico Mirabelli.

All’incontro hanno partecipato anche il prefetto Giancarlo Dionisi e le principali autorità politiche, civili e militari del territorio.

Hanno preso parte alla cerimonia i Comuni della provincia di Livorno, l’azienda sanitaria locale e il servizio Pisll.

Erano presenti anche l’Ispettorato del Lavoro, la Regione Toscana, l’Inail territoriale e le associazioni di categoria.

La cerimonia ha coinvolto inoltre i sindacati, le associazioni di volontariato e le realtà industriali della zona.

Dopo la relazione del presidente Anmil, l’Inail di Livorno ha consegnato brevetti e distintivi d’onore.

I riconoscimenti hanno riguardato i nuovi Grandi invalidi e gli Invalidi minori.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Livorno e del Comune di Livorno.

Hanno concesso il patrocinio anche la Direzione regionale Toscana dell’Inail e l’Ordine dei consulenti del lavoro di Livorno.

«Dietro ogni numero c’è una persona»

La Giornata ha unito commemorazione, riflessione e impegno civile.

«Dietro ogni numero c’è una persona» rappresenta il messaggio che l’Anmil continua a portare avanti.

Ogni infortunio cambia una vita e coinvolge profondamente una famiglia.

Anche la comunità subisce una perdita quando una persona muore o resta segnata da un incidente.

L’Anmil ha quindi chiesto un cambio di passo nelle politiche per la sicurezza sul lavoro.

L’associazione ha indicato alcune priorità: contrastare precarietà e irregolarità, rafforzare i controlli e adottare politiche strutturali.

Queste misure devono tutelare soprattutto i lavoratori maggiormente esposti ai rischi.

Tra le proposte figura l’istituzione di una Procura nazionale del Lavoro.

Secondo l’Anmil, una struttura specializzata potrebbe rendere più rapide e mirate le indagini sugli infortuni.

L’associazione ha chiesto inoltre l’introduzione del reato autonomo di omicidio sul lavoro.

L’impegno dell’Anmil

La Giornata ha ricordato anche la missione che l’Anmil porta avanti da 83 anni.

L’associazione sostiene e tutela le persone vittime di infortuni sul lavoro e le loro famiglie.

Offre ascolto, assistenza, tutela e rappresentanza alle persone che affrontano le conseguenze degli incidenti.

«Non ci arrendiamo e non ci arrenderemo», ha dichiarato Giuseppe Diamanti.

Il presidente reggente dell’Anmil di Livorno ricopre anche il ruolo di vicepresidente nazionale.

«Continueremo finché una sola persona avrà bisogno di un luogo sicuro in cui sentirsi compresa e ascoltata», ha aggiunto.

Diamanti ha concluso con un richiamo alla responsabilità collettiva:

«Non dobbiamo abituarci alle morti sul lavoro. Non dobbiamo abituarci alla sofferenza».

«Non dobbiamo accettare l’idea che un lavoro possa costare la salute o, peggio ancora, la vita».

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