Cronaca 16 Ottobre 2026

Moschee abusive a Livorno, Lega: “ora c’è l’esposto, quindi il Comune può effettuare le verifiche necessarie”

Livorno 16 ottobre 2026

 

Moschee abusive a Livorno, Ceccardi, Sardone, Cisint e Ghiozzi (Lega): «Dopo la bocciatura della mozione arriva l’esposto. Ora il sindaco passi dalle battute sulle ghiande ai controlli concreti»

«La maggioranza ha bocciato la nostra mozione sui presunti luoghi di culto islamici abusivi e l’assessore Silvia Viviani, durante il dibattito, aveva sostenuto che, in assenza di esposti formali, non si potesse procedere ai controlli. Bene, adesso l’esposto c’è, sottoscritto da tre europarlamentari e da un consigliere comunale. Non ci sono più giustificazioni: l’amministrazione comunale deve effettuare le verifiche richieste e dare risposte concrete».
A dichiararlo sono Susanna Ceccardi, Silvia Sardone e Annamaria Cisint, europarlamentari del gruppo Patriots for Europe, insieme a Carlo Ghiozzi, capogruppo della Lega in Consiglio comunale e segretario provinciale del partito, firmatari di un esposto indirizzato al Prefetto, al Questore, al Sindaco e agli uffici comunali competenti.
L’esposto riguarda tre immobili situati in via dell’Angiolo 40, via della Pina d’Oro 26 e piazza Garibaldi 27, per i quali viene richiesta una verifica dell’effettivo utilizzo come luoghi di culto islamico, della compatibilità con il Piano Operativo comunale, delle destinazioni d’uso e del rispetto delle normative edilizie, igienico-sanitarie e di sicurezza.
«Vogliamo ribadire un concetto fondamentale: non è una battaglia contro una religione. L’articolo 19 della Costituzione garantisce a tutti la libertà religiosa, ma questo diritto deve essere esercitato nel rispetto delle leggi italiane. Non è accettabile che locali formalmente destinati ad altre attività possano essere utilizzati stabilmente come luoghi di culto senza le necessarie verifiche e autorizzazioni. Non basta chiamarsi associazione culturale per sottrarsi alle regole: conta l’attività effettivamente svolta».
I firmatari richiamano anche le pronunce del Consiglio di Stato relative al caso di Monfalcone, che hanno affrontato il rapporto tra libertà di culto e rispetto delle destinazioni urbanistiche degli immobili.
«Esiste inoltre una questione più ampia che riguarda il rispetto dei principi costituzionali. L’articolo 8 disciplina le intese tra lo Stato e le confessioni religiose e, ad oggi, non risultano intese approvate con rappresentanze islamiche. Riteniamo necessario un confronto istituzionale che garantisca trasparenza e impegni chiari sul rispetto delle libertà individuali. Nessuna prescrizione religiosa può giustificare imposizioni sulle donne, matrimoni forzati, intimidazioni o discriminazioni nei confronti degli omosessuali».
Particolare preoccupazione viene espressa anche per la vicenda livornese, riportata dalla stampa, della dodicenne che sarebbe stata minacciata per non aver indossato abiti conformi a determinate prescrizioni religiose, e del padre che avrebbe successivamente ricevuto ulteriori intimidazioni.
«Sono episodi gravissimi, sui quali spetta alla magistratura accertare le responsabilità. Chiediamo che venga verificata anche l’eventuale esistenza di collegamenti documentabili tra i soggetti coinvolti, associazioni e luoghi di aggregazione religiosa. Qualora emergessero attività di istigazione alla violenza o alla coercizione, sarebbe necessario intervenire con tutti gli strumenti previsti dalla legge».
Ceccardi, Sardone, Cisint e Ghiozzi tornano quindi sulla posizione assunta dal sindaco durante il dibattito consiliare.
«Ricordiamo bene che, al termine della discussione della nostra mozione, il sindaco arrivò persino a ironizzare sostenendo che sarebbe stato meglio se Ghiozzi avesse sognato ghiande anziché presentare quella mozione. Bene, adesso, utilizzando proprio la sua espressione, diciamo che le ghiande dovrà farle lui, portando risultati e risposte concrete ai cittadini.
Invece di dilettarsi con video davanti ai locali segnalati durante la festa dello sport, rassicurando la cittadinanza sul fatto che vada tutto bene, il sindaco dovrebbe far verificare agli uffici competenti se quei fondi siano effettivamente in regola. Le rassicurazioni politiche non sostituiscono i controlli urbanistici, edilizi e di sicurezza».
L’esposto chiede sopralluoghi nei tre immobili, preferibilmente durante i giorni in cui sia possibile riscontrare l’eventuale utilizzo dei locali per la preghiera collettiva. Qualora venissero accertate violazioni, i firmatari chiedono l’adozione dei provvedimenti previsti dalla normativa vigente, compresa, nei casi consentiti, la cessazione dell’utilizzo abusivo.
«Tra un mese presenteremo un’interpellanza in Consiglio comunale per conoscere gli esiti dell’esposto, i controlli effettuati e gli eventuali provvedimenti adottati. Il sindaco dovrà spiegare alla città che cosa è stato fatto concretamente. La libertà religiosa va garantita, ma le regole devono valere per tutti, senza eccezioni e senza zone franche. Contro gli abusi accertati servono atti amministrativi, non battute o video sui social».

On. Susanna Ceccardi – Europarlamentare, Vice Presidente Gruppo Patriots for Europe
On. Silvia Sardone – Europarlamentare, Patriots for Europe
On. Annamaria Cisint – Europarlamentare, Patriots for Europe
Dr. Carlo Ghiozzi – Capogruppo Lega in Consiglio comunale e Segretario provinciale Lega Livorno

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