Politica 6 Settembre 2026

Moschee irregolari a Livorno, la Lega in piazza Garibaldi: «Il diritto al culto deve rispettare le leggi»

Livorno 6 agosto 2026 Moschee irregolari a Livorno, la Lega in piazza Garibaldi: «Il diritto al culto deve rispettare le leggi»

Moschee irregolari, la Lega chiede controlli e interventi a Livorno

La Lega è intervenuta in piazza Garibaldi, a Livorno, sul tema delle moschee irregolari presenti in città.

All’iniziativa hanno partecipato Susanna Ceccardi, vicepresidente del gruppo Patrioti per l’Europa, l’eurodeputata Annamaria Cisint e Carlo Ghiozzi, capogruppo della Lega in consiglio comunale.

L’incontro arriva dopo l’intervento della Prefettura di Livorno sulla destinazione d’uso di alcuni immobili segnalati sul territorio comunale. La Prefettura ha inoltre convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione dell’amministrazione comunale.

Ceccardi: «Il diritto al culto deve rispettare le regole»

Susanna Ceccardi ha collegato il diritto al culto al rispetto della legalità. L’esponente politica ha sottolineato la necessità di distinguere tra il diritto individuale e l’esercizio collettivo della libertà religiosa.

«La legalità deve essere rispettata», ha dichiarato Ceccardi. Secondo la vicepresidente del gruppo Patrioti per l’Europa, il diritto al culto resta garantito dalla Costituzione, ma deve rispettare le leggi italiane.

Ceccardi ha paragonato la questione al diritto al lavoro. «Una persona non può lavorare al nero o abusivamente e pretendere che il suo diritto venga garantito anche in quella situazione», ha spiegato.

L’esponente della Lega ha poi definito le moschee irregolari una questione urbanistica e di sicurezza. A suo giudizio, l’amministrazione comunale deve verificare le situazioni segnalate e adottare i provvedimenti necessari.

Ceccardi ha espresso sostegno all’azione della Prefettura. Ha inoltre chiesto al sindaco e all’amministrazione comunale di procedere con interventi conseguenti.

 

Cisint: «La legalità rappresenta la democrazia»

Annamaria Cisint ha indicato nella legalità il punto di partenza della propria attività politica. L’eurodeputata ha parlato anche di parità, democrazia e sicurezza.

«Il rispetto della legge è democrazia», ha affermato Cisint. Secondo l’eurodeputata, tutti devono rispettare le stesse regole, senza eccezioni.

Nel suo intervento, Cisint ha richiamato anche il tema della radicalizzazione. Ha citato i rischi legati alle infiltrazioni finanziarie e alla presenza di organizzazioni islamiste in Italia.

L’eurodeputata ha poi ricordato la propria esperienza da sindaca a Monfalcone. In particolare, ha parlato delle moschee irregolari e della compatibilità tra la destinazione d’uso degli immobili e gli strumenti urbanistici.

Cisint ha affrontato anche il tema della parità di genere. Ha denunciato le situazioni che, secondo la sua esperienza, coinvolgerebbero bambine e ragazze costrette a subire condizioni di vita non scelte.

L’eurodeputata ha infine chiesto verifiche sugli immobili segnalati. Se la destinazione d’uso non risultasse compatibile, ha sostenuto, il Comune dovrebbe adottare ordinanze di chiusura.

 

Ghiozzi: «Ora il Comune deve verificare gli immobili»

Carlo Ghiozzi ha ricordato la mozione presentata dalla Lega in consiglio comunale. Secondo il capogruppo, il Prefetto ha accolto la richiesta di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

«Il Prefetto ha fatto quello che avevamo chiesto nella nostra mozione», ha dichiarato Ghiozzi. L’esponente leghista ha spiegato che la mozione indicava anche gli indirizzi dei luoghi considerati sensibili.

Ora, secondo Ghiozzi, la responsabilità passa all’amministrazione comunale. Il Comune dovrà verificare la situazione degli immobili indicati e accertarne l’effettiva destinazione.

L’obiettivo consiste nel capire se quei luoghi ospitino attività di culto prive delle necessarie autorizzazioni oppure se risultino semplicemente adibiti a magazzini.

La Lega chiede quindi controlli puntuali e provvedimenti coerenti con gli esiti delle verifiche. Il confronto coinvolge la Prefettura, il Comune e gli altri organi competenti

 

 

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