Natura Urbana, I nostri amici Passeri
Livorno 31 dicembre 2024 Natura Urbana, I nostri amici Passeri
Rubrica Natura Urbana a cura di Marco Grassi (fotografo naturalista – socio Lipu)
Tra le varie specie di Passero che abitano la nostra nazione, quello che riguarda l’areale livornese e’ il Passero d’Italia.
Comunemente definiti passerotti, questi simpatici e vivacissimi animali sono, a pieno diritto, nella nostra cultura quotidiana, tanto da identificarli come gli animali selvatici piu’ domestici
La loro presenza, da specie gregaria (che vive in gruppi piu’ o meno grandi), accompagna infatti, da sempre, alcuni momenti della nostra vita, sempre alla ricerca di briciole di cibo, si avvicinano a noi in modo particolarmente confidente.
La specie, stanziale e granivora, mostra uno spiccato dimorfismo sessuale, i piumaggi di maschio e femmina sono estremamente diversi tra loro, in una estensione che non supera i 14cm di lunghezza
La femmina mostra una livrea piu’ uniforme, tendente al beige, ed ha dimensioni leggermente piu’ piccole del maschio, che si presenta con una stupenda livrea striata su toni di marrone, che prosegue sulla testa e sul capo in modo uniforme e intenso, con una mascherina nera agli occhi e guance e petto bianchi
Da diversi anni, pero’, la specie sta subendo un forte declino in tema di numeri e presenze sul territorio, fino a stimare un drammatico 64% di Passeri in meno su tutto il territorio
Di recente, a seguito di un mio post che evidenziava questo declino, ho avuto modo di ricevere tante risposte da ogni regione, e quindi di analizzare molte cause diverse tra loro, ma che influiscono complessivamente su un crollo di numeri della specie;
Al Passero, ad esempio, piace dormire e nidificare nei sottotetti, in quei piccoli spazi che si creano tra le tegole, luoghi caldi e sicuri per formare un nido
Ebbene, molte delle nuove architetture prevedono coperture totali, e quindi questi spazi vengono a mancare, costituendo una causa di deformazione degli habitat
Un forte aumento dei Corvidi, specie negli spazi urbani, (Gazze, Cornacchie, Ghiandaie) sbilancia un po’ la catena alimentare, in quanto questi grossi esemplari si nutrono sovente di uova e piccoli passeriformi, di fatto riducendo di molto le nuove nascite
L’uso indiscriminato e in aumento di sostanze chimiche ad uso anti-parassitario, negli ambienti agricoli, costituisce un grosso rischio di avvelenamento per quelle comunita’ di Passeri che ancora vivono nelle campagne, e che si nutrono di sementi e granaglie varie, e pure questo aspetto e’ di forte rilievo nei numeri in crollo verticale di molte altre specie granivore
La caccia e l’ambiente venatorio, che, a parole si riveste come vicina alla natura, e di fatto invece e’ sempre pronta ad assestare il colpo di grazia; e’ un fattore negativo importante, in virtu’ delle attuali politiche spiccatamente anti-faunistiche, che favoriscono abbattimenti senza misura, senza regole e ricoprendo il tutto dalla parola “sport”, senza che, di fatto, si faccia niente per preservare i patrimoni animali, presi letteralmente d’assalto da cacciatori e soprattutto da impuniti bracconieri
Infine, un pericolo che si ritiene circoscritto a un determinato periodo, e’ quello dei cosiddetti Botti di Capodanno, esplosioni ormai estese a quasi tutto l’anno e sintomo di una cultura carente in chi li esplode e in chi non li vieta, perche’ i Passeri, molto vicini alle zone urbane, e molti altri animali, risentono pesantemente delle improvvise esplosioni, fino a causarne un gran numero di vittime ogni anno
Un piccolo, vivace e amichevole animale, bello a vedersi e ad ascoltarlo, ci sta lasciando
Aiutiamoli, e non regalando cibo a loro dannoso (pane e derivati), ma mostrando comportamenti che favoriscano la ripopolazione dei Passeri d’Italia, presenti da sempre nella nostra cultura piu’ gioiosa
Marco Grassi
socio Lipu
fotografo naturalista