Cronaca 18 Febbraio 2026

NO referendum magistratura, Volpe (ANM): “Parola separazione non presente nella legge, troppi punti lasciati a legislazioni future”

Livorno 18 febbraio 2026 NO referendum magistratura, Volpe (ANM): “Parola separazione non presente nella legge, troppi punti lasciati a legislazioni future”

NO referendum magistratura, Volpe (ANM): "Parola separazione non presente nella legge, troppi punti lasciati a legislazioni future"Referendum sulla magistratura, il fronte del NO: “Riforma incompiuta e ambigua, rischio per l’autonomia”

Si è svolto a Livorno, presso il locale Calafuria, un dibattito sul Sì e sul No al referendum sulla magistratura. L’incontro, organizzato da Fratelli d’Italia e moderato dai giovani di Gioventù Nazionale, ha messo a confronto posizioni politiche e tecniche diverse.

Al tavolo si sono alternati la senatrice Susanna Donatella Campione, avvocato e componente della commissione Giustizia del Senato, e l’avvocato Francesco Ferrari, sindaco di Piombino, entrambi schierati per il Sì; l’avvocato Giulio Profeta, della segreteria PD Livorno, e il dottor Niccolò Volpe dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), per il No; oltre all’avvocato Marco Talini, della Camera Penale di Livorno ed ex consigliere comunale, anch’egli favorevole alla riforma.

Tra gli interventi più attesi, quello del dottor Volpe, pubblico ministero e rappresentante dell’ANM, chiamato a rispondere a una delle questioni più controverse del referendum: il futuro ruolo del pubblico ministero e il tema della separazione delle carriere.

La domanda ha richiamato una delle critiche centrali mosse dall’ANM e dal Comitato per il No: il rischio che il PM possa diventare subalterno al potere politico. Una tesi che si scontra con le posizioni di ex magistrati simbolo come Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris, secondo cui la riforma renderebbe invece il pubblico ministero più forte e indipendente.

Volpe ha riconosciuto l’esistenza di queste divergenze, definendo però la riforma “incompiuta”.

“È una riforma che parla di separazione delle carriere – ha spiegato – ma se si legge il testo la parola separazione non si trova da nessuna parte”. Secondo il magistrato, il cuore del problema riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo che tutela autonomia e indipendenza dei singoli magistrati e garantisce che possano giudicare seguendo soltanto la legge.

Per Volpe, la riforma incide proprio su questo equilibrio. “Attacca il cuore dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”, ha affermato, sottolineando come molti aspetti concreti vengano rinviati alla futura legislazione ordinaria. In altre parole, qualora il referendum passasse, sarà il Parlamento a definire i dettagli applicativi.

“Non sappiamo oggi quale sarà l’indirizzo che verrà scelto domani – ha osservato –. Alcune dichiarazioni di esponenti governativi sembrano andare nella direzione di un maggiore controllo politico sul pubblico ministero, ma il testo della riforma non lo esplicita”.

Proprio questa ambiguità rappresenta, per l’ANM, il nodo centrale. Secondo Volpe, entrambe le prospettive evocate nel dibattito – un PM più forte o un PM più esposto al potere politico – potrebbero teoricamente realizzarsi, perché la riforma non chiarisce in modo definitivo quale assetto istituzionale verrà adottato.

Il confronto livornese ha così evidenziato non solo la distanza politica tra i sostenitori del Sì e del No, ma anche l’incertezza interpretativa che accompagna il testo referendario. Un’incertezza che, per il fronte contrario alla riforma, rappresenta un elemento di rischio per l’equilibrio tra poteri e per l’autonomia della magistratura.

NO referendum magistratura, Volpe (ANM): “Parola separazione non presente nella legge, troppi punti lasciati a legislazioni future”

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