Cronaca 8 Aprile 2026

Nomina commissario Darsena Europa, Ghiozzi (Lega): Le dichiarazioni di Franchi e Brilli lasciano senza parole”

Livorno 8 aprile 2026 Nomina commissario Darsena Europa, Ghiozzi (Lega): Le dichiarazioni di Franchi e Brilli lasciano senza parole”

Nomina commissario Darsena Europa, Ghiozzi (Lega): Le dichiarazioni di Franchi e Brilli lasciano senza parole"Nomina commissario Darsena Europa, l’intervento di Carlo Ghiozzi (Lega Salvini) dopo le dichiarazioni di esponenti del  Pd locale:

“Le dichiarazioni di Franchi e Brilli, esponenti del PD livornese, sulla nomina del prefetto Dionisi a commissario straordinario per la Darsena Europa lasciano francamente senza parole, per la loro disinvoltura nel dimenticare ciò che è appena emerso dalla relazione ispettiva ministeriale sulla gestione dell’Autorità di Sistema Portuale.

Voglio essere chiaro su un punto preliminare: il prefetto Giancarlo Dionisi è una figura istituzionale dello Stato, di alta professionalità e di provata esperienza. Non ha la tessera di alcun partito in tasca. Al contrario di Guerrieri, che della tessera del PD ne ha una eccome, e che ha gestito per anni in modo cumulativo sia la presidenza dell’AdSP che il commissariamento della Darsena Europa.

È proprio questo cumulo di ruoli, da noi sempre criticato, ad aver generato quella commistione gestionale che oggi emerge in tutta la sua gravità dalla relazione ispettiva.
Secondo quella relazione di 98 pagine datata aprile 2025, uno dei punti più sensibili riguarda i compensi extra riconosciuti ai dirigenti dell’Authority per le attività svolte all’interno della struttura commissariale della Darsena Europa, in potenziale contrasto con il principio che l’avvalimento del personale deve avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Non solo: la commissione ministeriale ha evidenziato l’assenza di un’analisi preventiva delle competenze disponibili e l’assenza di un procedimento di selezione volto alla scelta delle migliori competenze da assegnare alla struttura. E ancora, i contratti stipulati con i dirigenti nel maggio 2023, prevedenti un incremento economico legato a incarichi aggiuntivi, sono stati comunicati per la prima volta soltanto a novembre 2023, senza il coinvolgimento del segretario generale, del Comitato di gestione né del Collegio dei revisori dei conti.

Questi fatti hanno spinto la Corte dei Conti a chiedere all’AdSP chiarimenti su alcune decisioni contestate dall’allora segretario generale Matteo Paroli. Questo è il lascito del “metodo PD” al porto di Livorno, quello stesso metodo di cui oggi Franchi e Brilli si ergono a difensori.

La separazione netta tra il ruolo di presidente dell’AdSP e quello di commissario straordinario della Darsena Europa non è dunque una scelta arbitraria del Governo, ma una necessità istituzionale. La gestione ordinaria di un porto complesso come Livorno richiede presenza, attenzione quotidiana, capacità di risposta immediata alle mille questioni che ogni giorno si presentano

. Il lavoro del commissario è invece specifico, tecnico, focalizzato: completare la progettazione, sbloccare i finanziamenti statali, garantire il rispetto del cronoprogramma dei lavori. Tenere le due funzioni in un’unica persona, come dimostrano i fatti emersi, non ha prodotto eccellenza in nessuna delle due: ha prodotto opacità in entrambe.

Su questo fronte, dobbiamo anche registrare con preoccupazione i ritardi che stanno caratterizzando il primo anno di governo del presidente Gariglio sull’AdSP. Il presidente ha avviato solamente ora una manifestazione di interesse per individuare il nuovo segretario generale, con la raccolta delle candidature chiusasi il 26 marzo scorso. Nel frattempo, la figura del segretario generale — colui che firma i provvedimenti, che dà copertura amministrativa agli atti dell’ente, che garantisce la continuità istituzionale — rimane vacante da mesi. Un porto di rilevanza strategica nazionale non può permettersi questa lacuna nella propria governance, e nessuno sembra avvertire l’urgenza di colmarla.

Il PD, invece di fare la morale al Governo su nomina del commissario, dovrebbe rispondere ai livornesi delle perplessità che emergono dalla relazione ispettiva ministeriale. Se i fatti dovessero trovare conferma nella sede propria — che è quella della Corte dei Conti — ci troveremmo di fronte a un quadro di grave approssimazione gestionale su un’opera pubblica da oltre 530 milioni di euro di denaro pubblico. Non è questione di polemiche strumentali: è questione di responsabilità.

Su questo punto occorre essere ancora più diretti. L’allora segretario generale Matteo Paroli, di fronte alle irregolarità riscontrate nella procedura di stipula dei contratti con i dirigenti, ha espresso riserve formali e ha segnalato la questione alla Procura regionale della Corte dei Conti. La Corte dei Conti ha poi chiesto all’AdSP chiarimenti su alcune di quelle decisioni, con una richiesta datata dicembre scorso. Non stiamo parlando di voci o di polemiche giornalistiche: stiamo parlando di un organo di controllo della Repubblica che ha ritenuto necessario chiedere conto di come sono stati spesi i soldi pubblici in questa vicenda. Quando la Corte dei Conti bussa alla porta, non si tratta di una formalità amministrativa. È il segnale che qualcosa di serio potrebbe essersi incrinato nella gestione di risorse che appartengono ai cittadini.

Il PD chiede trasparenza al Governo sulla nomina del commissario? Bene. Noi chiediamo trasparenza sul destino di quel fascicolo alla Corte dei Conti. I livornesi meritano sapere cosa è emerso, cosa è stato risposto e quali conseguenze ne deriveranno. Finché quella risposta non arriverà, le lezioni di moralità istituzionale da parte del centrosinistra restano semplicemente irricevibili”

Carlo Ghiozzi Segretario Provinciale Lega Livorno
Capogruppo Lega al Consiglio Comunale di Livorno

Inassociazione
Banner Aamps