Cronaca 28 Settembre 2021

Non era ai domiciliari, 18enne finisce in carcere alle Sughere

LivornoPress: carcere delle Sughere di Livorno, mura e camcello di ingressoLivorno 28 settembre 2021

Inottemperante alla misura meno restrittiva degli arresti domiciliari, un giovane livornese, da poco diciottenne, è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere e condotto alle Sughere e denunciato per evasione.

Da minorenne  si è sempre distinto per la commissione continua di reati contro il patrimonio, soprattutto furti di ogni genere e ricettazione di auto e scooter, appena maggiorenne era stato indagato dalla Procura della Repubblica di Livorno proprio per questi reati, commessi in modo reiterato e senza alcuno scrupolo, tanto da determinare il Tribunale di Livorno a sottoporlo, nel luglio 2021, alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Livorno, con prescrizione di non allontanarsi dal domicilio nelle ore notturne, trasformata successivamente in quella degli arresti domiciliari, date le continue inottemperanze.

Ma ciò non è stato ancora sufficiente, risultando assente durante i vari controlli delle pattuglie per la verifica della sua presenza presso l’abitazione.

E proprio per tale ragione il Tribunale di Livorno ha ritenuto che l’unica misura cautelare possibile, date le numerosissime inottemperanze a quelle meno afflittive, dovesse essere la custodia cautelare in carcere.

Sabato pomeriggio personale della Squadra Mobile, recatosi presso il domicilio del ragazzo per l’esecuzione della misura, ha constatato nuovamente la sua assenza. Lo ha rintracciato poco dopo presso l’abitazione del padre, in un altro quartiere della città, all’interno dell’appartamento posto al primo piano. Alcuni operatori sono saliti al piano suonando il campanello dell’abitazione del padre del ragazzo, ma quest’ultimo, proprio per cercare di eludere il controllo e darsi alla fuga, si è calato dal terrazzo dell’appartamento con l’intento di allontanarsi; tuttavia il suo è rimasto solo un tentativo, poiché è caduto tra le braccia di altri operatori della Squadra Mobile che avevano previsto tale gesto e che lo aspettavano a terra “a braccia aperte”.

Il giovane è stato infine accompagnato presso il Carcere “Le Sughere” e indagato, di nuovo, per evasione poiché si era allontanato arbitrariamente dal luogo in cui era sottoposto agli arresti domiciliari.

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