Aree pubbliche 5 Settembre 2019

Nuova vita per la Torre di Calafuria, approvata in Regione mozione di Forza Italia

Torre di Calafuria a Livorno, approvata mozione Marchetti (FI)

«Ora la Regione dovrà attivarsi per recuperarla e valorizzarla»

In commissione il via libera all’atto del Capogruppo di Forza Italia

«Un progetto artistico-culturale per attingere ai fondi ministeriali»

 

Firenze 05 settembre 2019 – La Regione si impegna a «recuperare e restituire a nuova vita» la Torre di Calafuria, sul litorale di Livorno tra Antignano e Quercianella, «anche eventualmente valutando la possibilità di far da capofila di progetti artistico-culturali coi quali accedere al decreto interministeriale del 2015 in cui il Demanio, proprietario della struttura, la aveva inserita quale spazio culturale»: a portare a casa questo risultato è stato questa mattina il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, autore di una mozione sul tema che è stata approvata durante la seduta della Seconda commissione che si occupa, tra l’altro, anche di cultura e turismo.

La mozione Marchetti era scattata la scorsa primavera, dopo che proprio il suo estensore era passato lì davanti: «Impalcature per sostenerla, tetto pericolante, facciate scrostate… un peccato», ricorda il capogruppo azzurro. E allora ecco lo scatto: «Ho provato a cercare se vi fossero soluzioni percorribili e ho individuato il Decreto interministeriale n. 514 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze che disciplina le modalità di utilizzo di alcuni beni immobili tra cui proprio la Torre che ha ospitato lo studio del pittore e vignettista Alberto Fremura e che risulta inaccessibile dal 23 settembre 2013, quando dal ballatoio e dal tetto si staccarono in direzione scogli laterizi e pietre»

«Il bene – scrive Marchetti nel suo atto – si innalza per circa 20 metri» ed è «parte del sistema difensivo che la città di Livorno aveva elaborato attraverso una serie di fortificazioni tra il XVI e il XVII secolo». Attualmente è «di proprietà del Demanio artistico e storico che la indica tra gli edifici da includere nei benefici previsti dal Decreto di cui sopra con destinazione a dare ospitalità a studi di giovani artisti italiani e stranieri per la realizzazione di produzioni di arte, musica, danza e teatro contemporanei, Decreto registrato dalla Corte dei Conti il 17.03.2016».

«Con tale disposizione interministeriale – dettaglia ancora la mozione del Capogruppo di Forza Italia – si prevede di poter assegnare alcuni beni a soggetti che presentino “adeguato progetto artistico, di durata almeno decennale” (art. 3 comma 3) dietro “canone mensile simbolico non superiore ad euro 150 con oneri di manutenzione ordinaria”, mentre per la manutenzione straordinaria (art. 4 comma 2) “a favore degli assegnatari degli immobili […] è prevista l’erogazione di contributi a fondo perduto in proporzione alle spese sostenute a valere su apposito fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze”».

«Dallo stato in cui ho visto essere la Torre – osserva Marchetti – ho facilmente dedotto che quei fondi non fossero mai stati attivati». Ora grazie alle mozione azzurra la Regione dovrà occuparsene attivandosi «per quanto nelle proprie prerogative e presso tutti gli enti coinvolti, affinché la Torre di Calafuria ottenga la meritata riqualificazione e torni a costituire un punto di riferimento per le attività artistiche e culturali della Toscana e della Costa degli Etruschi», valutando «la possibilità per la stessa Regione di farsi capofila di progetti utili ad attingere a ogni opportunità di finanziamento ed erogazione risorse da destinare a questa finalità».

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