Cronaca 20 Maggio 2026

Nuovo ospedale, il PCI attacca: “Sotto l’enfasi dei rendering si cela l’arretramento della sanità pubblica”

Livorn 20 maggio 2026 Nuovo ospedale, il PCI attacca: “Sotto l’enfasi dei rendering si cela l’arretramento della sanità pubblica”

ospedale livorno facciata ingressoIl progetto del nuovo ospedale di Livorno e più in generale lo stato della sanità pubblica finiscono nel mirino del PCI livornese. In un duro intervento firmato dal segretario della Federazione livornese Lorenzo Cosimi, il Partito Comunista Italiano critica il modello sanitario attuale, contestando sia la realizzazione della nuova struttura ospedaliera sia le politiche nazionali sul Servizio sanitario pubblico.

“La sanità è un bene comune, non una merce”, è il titolo scelto dal PCI per il proprio documento, nel quale si punta il dito contro “l’arretramento del servizio sanitario pubblico” che, secondo il partito, si celerebbe dietro “l’enfasi della presentazione del progetto del nuovo ospedale”.

Nel comunicato il PCI definisce il progetto “un’operazione da centinaia di milioni di euro gestita tramite finanza di progetto (Inail) che rischia di trasformare la salute in una merce”.

Secondo Lorenzo Cosimi, la scelta di concentrare i servizi sanitari in un unico polo urbano viene presentata come modernizzazione, ma comporterebbe conseguenze pesanti sul territorio: “La concentrazione di tutti i servizi di cura in un unico grande polo urbano viene vissuta come modernizzazione, ma cela la progressiva privatizzazione dei servizi accessori e l’abbandono della medicina di prossimità”.

Il PCI critica inoltre la situazione della sanità territoriale, parlando di “liste d’attesa infinite, pronto soccorso in affanno e un impoverimento della rete medica di base”.

“Il diritto alla salute – si legge nel comunicato – non si difende costruendo grandi cattedrali nel tessuto urbano, bensì potenziando i presidi diffusi, garantendo il personale medico necessario e l’assunzione diretta, non esternalizzando la gestione della cura”.

Nel documento viene attaccato anche il modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale, definito “aziendalistico”. Per il PCI, “il sistema sanitario nazionale, permeato da decenni da politiche neoliberiste adottate sia dal centrodestra che dal centrosinistra, ha accettato un modello aziendalistico che vede i pazienti come ‘clienti’ e gli ospedali come aziende da mettere a bilancio”.

Cosimi sottolinea inoltre come “la salute è un diritto universale e inalienabile, non un’occasione per monetizzare”.

Nel comunicato vengono riportati anche numerosi dati sulla sanità italiana: “Il definanziamento sul Pil è pari al 6,3%, relegando l’Italia agli ultimi posti a livello europeo per spesa sanitaria”, mentre “dal 2010 al 2019 i tagli lineari hanno raggiunto la cifra di 37 miliardi”.

Il PCI parla inoltre della “chiusura di 70 ospedali e la diminuzione di 10mila posti letto in tutto il Paese”, oltre a una “carenza di 30mila medici e 70mila infermieri”.

Il partito lega poi il tema sanitario a quello delle spese militari: “Di fronte a questi numeri drammatici si continua serenamente a investire nelle armi, nel 2026 33,9 miliardi votati dal governo”.

Nel mirino finiscono anche le polemiche della destra cittadina sul nuovo ospedale: “Risultano comiche le proteste della destra cittadina sul progetto del nuovo ospedale, sui tagli e il malfunzionamento del SSN, visto che il loro governo taglia e depotenzia su tutto”.

Il documento si conclude con una critica netta alle operazioni di rigenerazione urbana legate al progetto ospedaliero: “La vera ‘Cittadella della Salute’ si costruisce nelle strade, pretendendo un sistema sanitario interamente pubblico, gratuito e universale, non con operazioni di ‘rigenerazione urbana’ per non dire immobiliari”.

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